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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL VESCOVO DI MONTEPULCIANO-CHIUSI-PIENZA
 PER IL 50° ANNIVERSARIO DELLA RIELEVAZIONE
 DELLA CROCE SUL MONTE AMIATA

 

Al Venerato Fratello
Mons. ALBERTO GIGLIOLI
Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza

Ho appreso con compiacimento che Ella, insieme ai fedeli di codesta Comunità diocesana, si appresta a celebrare, il 24 agosto p. v., il 50° anniversario della rielevazione della Croce sul Monte Amiata. Innalzata all’inizio del secolo per sollecito interessamento dell’allora Vescovo di Chiusi e Pienza, Mons. Giacomo Bellucci, essa venne purtroppo successivamente abbattuta durante il secondo conflitto mondiale. Prontamente ricostruita dopo la guerra, dal 24 agosto del 1946 la Croce risplende di nuova luce sulla vetta del monte e continua ad essere per gli abitanti della Regione un segno di speranza, di riconciliazione e di pace.

A cinquant’anni da quello storico evento, reso più solenne dalle vibranti parole che il mio Predecessore di venerata memoria, Papa Pio XII, rivolse ai fedeli accorsi numerosi nello stadio di Abbadia San Salvatore, anch’io desidero rendermi presente per così significativa ricorrenza, indirizzando anzitutto un cordiale saluto a Lei, Venerato Fratello, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose come pure a tutti i fedeli dell’amata Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, radunati per manifestare la comune fede in Cristo crocifisso e risorto per la salvezza dell’umanità.

Fu il Papa Leone XIII a suggerire che si collocasse sulle cime più alte del suolo italiano un segno atto a richiamare in modo visibile l’evento straordinario della Redenzione di Cristo. Per la regione Toscana si scelse il Monte Amiata, sulla cui sommità fu innalzata una maestosa Croce in ferro battuto, inaugurata il 19 settembre del 1910. Quando la furia devastatrice della seconda Guerra Mondiale, dopo aver imperversato in Toscana come in tante altre regioni d’Italia e del mondo, giunse a scatenarsi anche contro quel maestoso richiamo della Redenzione di Cristo e ad abbatterlo, la popolazione del luogo non tardò ad accordarsi nella decisione di rielevarlo, quasi ad indicare che la vasta opera di ricostruzione materiale e spirituale successiva alla guerra non poteva non partire dall’amore verso Dio e verso il prossimo, plasticamente espressi dalla dimensione verticale ed orizzontale della Croce. Immolandosi su di essa, il Verbo incarnato, che "umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce" (Fil 2, 8), testimoniò in modo supremo l’amore misericordioso del Padre celeste per l’intera umanità e, allo stesso tempo, compì definitivamente la sua missione redentrice, a salvezza dei singoli e dell’intera umanità.

Con lo sguardo su Cristo crocifisso, ogni cristiano è ormai chiamato a prendere la sua croce quotidiana ed a seguirlo (cf. Mc 8, 34), non trovando altro vanto che nella Croce del Signore Gesù (cf. Gal 6, 14), null’altro sapendo se non Gesù Cristo crocifisso (cf. 1 Cor 2, 2). La Croce di Cristo può essere, pertanto, considerata il libro della vita, maestra di verità e di santità. "Crux fidelis, inter omnes arbor una nobilis".

Auspico di cuore che, quanti contemplano la Croce svettante sul Monte Amiata, sentano l’intimo richiamo ad impegnarsi al servizio della vita e della pace, seguendo Cristo che sul Calvario ha fatto dono di sé in modo totale e definitivo per ciascuno di noi. Dice il Signore: "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13, 34). La Croce di Cristo, nella quale trovano senso e risposta le sofferenze e le inquietudini d’ogni essere umano, ci ricorda che Gesù è nostra riconciliazione e nostra pace (cf. Ef 2, 14-18).

Possa questa Croce recare serenità e autentica pace alle popolazioni della vostra Regione. Continui a proclamare dall’alto del monte la vittoria della vita e dell’amore. Essa sembra dire a ciascuno: non aver paura di abbracciare la Croce di Cristo! Non aver paura di aprire le porte al Redentore dell’uomo! Mettiti con coraggio alla scuola del Vangelo per seguire l’impegnativo, ma esaltante cammino tracciato dal divino Maestro.

Accanto alla Croce, sul Calvario, Maria vegliava silenziosa ed orante. La Vergine è ancora e sempre presente al fianco di ogni uomo e di ogni donna. Maestra di divina sapienza, la Madre del Signore ci guidi a comprendere il mistero della Croce, nostra unica salvezza.

Con tale augurio, invoco su tutti gli abitanti di codesta amata Regione copiose grazie spirituali e imparto a Lei ed a tutti i presenti alla celebrazione commemorativa una speciale Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 26 Luglio 1996.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

    

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