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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
A MADRE FRANCESCHINA MILANESIO, SUPERIORA
GENERALE DELLE SUORE DI SANT'ANNA, IN OCCASIONE
DELLA CELEBRAZIONE DEL XXX CAPITOLO GENERALE

 

Alla Reverenda Madre FRANCESCHINA MILANESIO
Superiora Generale delle Suore di Sant’Anna

Mentre codesta Famiglia religiosa si avvia ormai a concludere il proprio Capitolo Generale, mi è particolarmente gradito rivolgere a Lei e alle Suore Capitolari il mio beneaugurante saluto, che volentieri estendo a tutte le Consorelle che formano l’Istituto delle Suore di Santa Anna.

Quanto singolare e significativa è la vicenda storica che ha dato origine alla vostra Congregazione! È da una coppia di sposi, Carlo Tancredi e Giulia Colbert, che essa nasce a Torino nel secolo scorso, proponendosi come fondamentale impegno la formazione cristiana delle famiglie e, specialmente, dei piccoli e dei giovani. Ben si comprende allora che sia stata scelta come Patrona Sant’Anna, madre della Vergine Maria, quasi a sottolineare che l’educazione dei giovani deve ispirarsi all’esempio dei santi che hanno preparato la venuta del Signore: alla famiglia santa di Gioacchino ed Anna, i genitori di Maria Santissima.

Da una famiglia, quindi, e dall’amore di una coppia di sposi è sorta la vostra tipica missione nella Chiesa, che in questi anni ha dato abbondanti frutti di bene. I lavori capitolari vi hanno permesso di approfondire ancor più il vostro carisma, tenendo presente l’attuale situazione sociale e guardando con coraggio e speranza alle grandi attese dell’umanità, incamminata a grandi passi verso il terzo millennio. Con il coraggio dei vostri Fondatori, proseguite sulle loro tracce, dedicandovi generosamente agli altri, per aprirli alla luce della verità evangelica e farli crescere nella vita nuova portata da Cristo.

In questa prospettiva mi è caro, altresì, ricordare la tensione missionaria che anima la vostra Famiglia religiosa. Non ha confini la “sete” di Cristo (cf. Gv 19, 28) di comunicare alle singole anime la pienezza della verità e della vita di grazia. Proprio per questo l’ideale educativo, tipico delle Suore di Sant’Anna, le ha spinte a protendersi con ardore verso la missione “ad gentes”, allo scopo di recare anche là dove Cristo non è ancora conosciuto il Vangelo della speranza e della carità.

Il Signore ha benedetto la risposta della vostra Congregazione all’ideale missionario con una fioritura abbondante di vocazioni. Mentre con voi rendo grazie al Signore per tutto ciò, vorrei invitarvi a ravvivare costantemente la gioia della vostra consacrazione religiosa. Invoco dal Signore speciali grazie, perché la vostra Comunità cresca nella generosità e nel fervore, come pianta sempre rigogliosa e feconda, per il bene della Chiesa e delle anime.

Auspico, altresì, che in ogni Casa religiosa dell’Istituto le Suore che compongono le singole Comunità diano sempre testimonianza di intensa carità e spirito fraterno, sorrette da grande fede, ad imitazione degli esempi di santità della Vergine Maria e di Sant’Anna.

Con tali voti ben volentieri imparto a Lei ed a tutte le Suore la Benedizione Apostolica, estensibile ad allievi, famiglie, comunità missionarie ed a quanti sono oggetto della sollecitudine della Congregazione delle Suore di Sant’Anna.

Da Castel Gandolfo, 21 Agosto 1996.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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