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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE ANGELO SODANO NEL DECENNALE
DELLA STORICA GIORNATA DI PREGHIERA AD ASSISI
 

Al venerato Fratello
ANGELO Cardinale SODANO
Segretario di Stato

Si compiono in questo mese di ottobre i dieci anni da quando convocai nel 1986 ad Assisi esponenti di tradizioni religiose differenti, per uno straordinario evento di preghiera per la pace.

Ho appreso con piacere che, su iniziativa della Comunità di S. Egidio, si intende celebrare la ricorrenza con un nuovo incontro di riflessione e di preghiera, a cui Ella, venerato Fratello, prenderà parte. Le affido volentieri l’incarico di recare ai convenuti l’espressione del mio beneaugurante saluto, insieme con l’assicurazione della mia orante presenza.

Mi è di profondo conforto costatare che il seme, gettato dieci anni or sono ad Assisi, continua a germogliare. Non abbiamo pregato invano in quell’anno nella città di Francesco! Nuove energie di pace si sono, infatti, sprigionate da quell’evento in un periodo storico in cui il quadro internazionale era particolarmente complesso e difficile. È accaduto quanto è detto nel Salmo 120: “Nella mia angoscia ho gridato al Signore ed egli mi ha risposto . . .”.

In questi anni si è continuato a pregare per la pace e a promuovere la pace, anche quando si parlava e, purtroppo, si operava per la guerra. Il pellegrinaggio di dialogo e di preghiera, promosso ogni anno dalla Comunità di S. Egidio, è andato sviluppandosi ed ha percorso, dopo Assisi, altre tappe significative: Roma, Varsavia per i cinquant’anni dall’inizio della guerra mondiale, Bari, Malta, Bruxelles, Milano, nuovamente Assisi, Firenze, e - in questi giorni - ancora Roma. Lungo questo cammino non ho fatto mancare l’espressione della mia solidarietà, affinché, come scrivevo al Card. Francis Arinze per il Convegno di Bari (Giovanni Paolo II, Messaggio al Cardinale Francesco Arinze, 21 settembre 1990: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XIII, 2 (1990) 668 ss.), la preghiera quale onda di pace invada i continenti, così che scompaiano i sentimenti di odio e di violenza e trionfino dappertutto la verità e l’amore.

Avrei desiderato essere personalmente presente all’incontro che celebrerà il suo momento culminante la sera di giovedì 10 c. m. in Piazza S. Maria in Trastevere. Vi sarò in spirito con affetto e gratitudine verso tutti i convenuti, che generosamente s’impegnano per far sì che lo spirito di Assisi non si spenga, ma si diffonda sempre più. In questo decennale cammino quanti credenti hanno appreso a conoscersi meglio, ad usare un linguaggio di solidarietà, a diffondere il messaggio della pace nei loro ambienti!

Continuiamo a pregare il Dio della pace, perché gli uomini e le donne del nostro tempo si lascino veramente alle spalle gli orribili conflitti che hanno funestato la storia e, in particolare, questo ventesimo secolo; perché sappiano purificare il loro cuore da quei sentimenti e da quegli atteggiamenti che costituiscono un fertile terreno per lo scatenarsi degli odi e delle guerre.

Con grande rispetto per le persone e le tradizioni religiose che ognuno rappresenta, prego perché, grazie all’apporto di ogni persona di buona volontà, l’umanità intera prenda sempre più chiara coscienza della comune vocazione a costruire la pace. È questo il disegno di Dio. Si legge nella Sacra Scrittura: “Tu sei il Signore che disperde le guerre; Signore è il tuo nome” (Gdt 9, 7).

Voglia Iddio far sì che gli uomini e le donne del nostro tempo sappiano incamminarsi sulle vie del rispetto reciproco, della concordia e della solidarietà, per costruire insieme un futuro di autentica pace!

Dal Vaticano, 6 Ottobre 1996.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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