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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DEL IX SIMPOSIO DEI VESCOVI EUROPEI

 

Al venerato Fratello
il Cardinale MILOSLAV VLK
Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa
Arcivescovo di Praga

1. Con gioia ed affetto rivolgo il mio saluto a Lei, Signor Cardinale, Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ai Fratelli nell’Episcopato ed ai Delegati intervenuti al IX Simposio dei Vescovi Europei, che si svolgerà a Roma dal 23 al 27 ottobre sul tema: “Religione: "Fatto privato e realtà pubblica". La Chiesa nella società pluralistica”.

Quest’incontro segna il punto di arrivo di un lungo cammino che ha cercato di comprendere la realtà sociologica pluriforme del Continente europeo, caratterizzata da rapidi mutamenti e inedite sfide per la Comunità cristiana. L’attuale Simposio ha luogo al termine di una riflessione che ha interessato per un anno intero le Conferenze Episcopali d’Europa e ha condotto i partecipanti, attraverso le riunioni di Budapest, Varsavia, Parigi, Roma, Bonn e Londra, a realizzare quasi un pellegrinaggio in ascolto dell’uomo contemporaneo europeo: ascolto delle sue attese e frustrazioni, delle sue conquiste e delusioni e, soprattutto, della sua difficile e talvolta drammatica ricerca della Verità.

A guidarne i lavori, in questo complesso e coraggioso itinerario a confronto con situazioni nuove nelle società occidentali come nell’Est europeo, è stato il desiderio di offrire al “vecchio” Continente un rinnovato annuncio del Vangelo, capace di fargli riscoprire le radici cristiane della sua millenaria storia in ordine ad un futuro di pace e di prosperità.

2. L’avvenire si presenta dinanzi a noi carico di promesse e di inquietudini. Come Pastori delle Chiese che sono in Europa voi avete opportunamente voluto impegnare il presente Simposio a riflettere sul ruolo che la Religione e la Chiesa rivestono in tale momento storico. A tutti è ben presente, infatti, la necessità impellente di vie pastorali comuni, atte a proporre con metodi e linguaggi nuovi le ragioni della speranza che animano i credenti. Nell’attuale contesto storico non manca la tentazione di porre la Religione e la Chiesa ai margini della società. È tuttavia presente anche una forte spinta all’affermazione dei diritti umani fondamentali e, tra questi, del diritto alla libertà religiosa, nel contesto di una sete sincera di valori spirituali. Compito del presente Simposio non potrà non essere la proposta di opportune iniziative per venire incontro agli uomini e alle donne d’Europa, perché riscoprano la dimensione comunitaria e pubblica della fede. Non succeda che si ripeta l’errore di chi, volendo costruire un mondo senza Dio, ha realizzato soltanto una società contro l’uomo. A tal fine è richiesto l’apporto di tutti i credenti, perché mediante uno sforzo comune testimonino il primato di Dio nella loro vita e proclamino con ogni mezzo che se il “Signore non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori” (Sal 126, 1).

3. Questa nostra società pluralistica pone ai credenti in Cristo istanze sempre nuove; li spinge non solo a ricercare coraggiose vie di evangelizzazione, ma anche ad attivare itinerari di fede adeguati alle mutate condizioni socio-culturali. È per questo indispensabile che la Chiesa continui a porsi in rispettoso ascolto di quanti sono alla ricerca della Verità e, soprattutto, incrementi il dialogo ecumenico e quello interreligioso per offrire al mondo secolarizzato, insieme agli altri cristiani ed ai credenti delle altre Religioni, una chiara testimonianza dei valori della Trascendenza.

Sono certo che il Simposio di questi giorni, tenendo conto della ormai bimillenaria storia dell’evangelizzazione, sarà in grado di imprimere utili stimoli all’intera Comunità cristiana per superare quel divorzio tra Vangelo e cultura che, come già per altre epoche, costituisce il dramma anche della nostra (cf. Polo VI, Evangelii nuntiandi, 20). La storia del Cristianesimo mostra chiaramente che il Signore non ha mai fatto mancare la sua assistenza, suscitando nel popolo cristiano i Santi: Martiri, Missionari, Pastori, Teologi, Predicatori, Religiosi e Laici, fedeli al Vangelo e profetici interpreti delle attese e delle speranze del loro tempo e della loro cultura.

4. Signor Cardinale, auspico che la celebrazione di codesto Simposio costituisca un significativo momento di ascolto di ciò che lo Spirito dice alle Chiese (cf. Ap 2, 7). Come nella Pentecoste lo Spirito del Signore trasformò il cuore degli Apostoli, possa Egli porre oggi le premesse per un rinnovato annuncio del Vangelo nell’attuale società europea dagli Urali all’Atlantico.

Alla materna protezione di Maria Santissima affido le Chiese che sono in Europa ed il vostro Simposio ed accompagno questi miei voti con una speciale Benedizione Apostolica.

Vaticano, 22 Ottobre 1996.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana 

 

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