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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
A MONSIGNOR ALFONSO BADINI CONFALONIERI
IN OCCASIONE DEL CENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE
DEL BEATO EDOARDO GIUSEPPE ROSAZ

 

 

Al venerato Fratello
Mons. ALFONSO BADINI CONFALONIERI
Vescovo di Susa

Ho appreso con piacere che la diocesi segusina, insieme alla Congregazione delle Suore Francescane Missionarie, si appresta a celebrare con diverse opportune iniziative il 100° anniversario della morte del Beato Edoardo Giuseppe Rosaz.

È ancora vivo in me il ricordo della visita pastorale compiuta a Susa il 14 luglio 1991, quando ebbi la gioia di ascrivere il Vescovo Rosaz all'albo dei Beati. Per questa ragione desidero unirmi spiritualmente alle celebrazioni centenarie, che vedranno raccolti attorno a Lei, venerato Fratello, al clero ed in particolare alle Suore Francescane Missionarie, da lui fondate, i fedeli del popolo cristiano della Valsusa.

Mons. Rosaz è stato, fin dall'inizio del suo ministero sacerdotale, il "prete dei poveri". La sua sollecitudine per ogni tipo di sofferenza, spirituale e materiale, lo ha portato ad assumere iniziative coraggiose con l'audacia della carità e una fiducia incrollabile nella Provvidenza di Dio.
Predicatore, catechista e confessore instancabile, è stato tra la sua gente immagine viva di Gesù buon Pastore (cfr Gv 10, 11-19).

Divenuto Vescovo di quella Chiesa che lo aveva generato alla fede, in venticinque anni ha speso generosamente le sue energie di mente e di cuore per "preparare a Dio un popolo ben disposto" (Lc 1, 17).

La sua opera si prolunga nel tempo per mezzo delle Religiose da lui fondate nello spirito di san Francesco d'Assisi. Da Susa esse hanno portato in vari Paesi l'impegno di rispondere alle attese della Chiesa e del mondo con la carità del Cuore di Cristo.

Auspico che le celebrazioni dell'anno centenario contribuiscano efficacemente non solo a tenere vivo il ricordo di questo grande figlio della terra di Valsusa, ma anche e specialmente a richiamare il luminoso messaggio e l'infaticabile opera di un così zelante ministro di Dio ed intrepido testimone del Vangelo. La memoria di Mons. Rosaz valga a rinsaldare e confermare la vitalità spirituale e lo slancio apostolico della comunità cristiana e susciti, particolarmente nelle Religiose della Congregazione da lui fondata, operosi propositi di sempre più generosa ed ardente adesione a Cristo Signore nel servizio alla Chiesa.

Invocando l'intercessione della Madonna del Rocciamelone, tanto amata e venerata dal Beato Rosaz, imparto di gran cuore a Lei, venerato Fratello, alle Suore Francescane Missionarie e all'intera diocesi di Susa una speciale Benedizione Apostolica, pegno di grazie e di celesti favori.

Dal Vaticano, 15 Febbraio 2003

GIOVANNI PAOLO II

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