Cari fratelli e sorelle in Cristo.
«Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote»
(Lc 1, 53). Queste parole che la Vergine Maria ha pronunciato nel suo «Magnificat»
sono nello stesso tempo una lode a Dio Padre e un appello che ciascuno di noi può
accogliere nel suo cuore e meditare in questo tempo di Quaresima.
Tempo di conversione, tempo della verità che ci «farà
liberi» (Gv 8, 32), perché noi non possiamo ingannare colui che
scruta «le menti e i cuori» (Sal 7, 10). Davanti a Dio nostro Creatore,
davanti a Cristo nostro Redentore, da che cosa potremmo noi trarre motivo
d'orgoglio? Quali ricchezze o quali talenti potrebbero darci una qualche
superiorità?
Maria ci insegna che le vere ricchezze, quelle che non passano, vengono da
Dio; noi dobbiamo desiderarle, averne fame, abbandonare tutto ciò che è
fittizio e passeggero, per ricevere questi beni e riceverli in abbondanza.
Convertiamoci, abbandoniamo il vecchio lievito (cfr. 1 Cor 5, 6) dell'orgoglio e
di tutto ciò che conduce all'ingiustizia, al disprezzo, alla brama di
possedere egoisticamente denaro e potere.
Se noi ci riconosciamo poveri davanti a Dio - il che è verità
e non falsa umiltà - noi avremo un cuore di povero, degli occhi e delle
mani di povero per condividere quelle ricchezze delle quali Dio ci colmerà:
la nostra fede, che noi non possiamo conservare egoisticamente solo per noi, la
speranza, della quale hanno bisogno coloro che sono privati di tutto, la carità
che ci fa amare come Dio i poveri con un amore preferenziale. Lo Spirito
dell'amore ci colmerà di mille beni da condividere; più noi li
desideriamo, più li riceveremo in abbondanza.
Se noi saremo veramente quei «poveri in spirito» ai quali è
promesso il regno dei cieli (Mt 5, 3), la nostra offerta sarà gradita a
Dio. Anche l'offerta materiale, che abbiamo l'abitudine di fare durante la
Quaresima, se è fatta con un cuore di povero, è una ricchezza,
perché diamo ciò che abbiamo ricevuto da Dio per essere
distribuito: noi non riceviamo che per donare. Come quei cinque pani e quei due
pesci del giovane, che le mani di Cristo hanno moltiplicato per nutrire una
folla, così ciò che noi offriremo sarà moltiplicato da Dio
per i poveri.
Termineremo noi questa Quaresima col cuore altezzoso, pieni di noi stessi,
ma con le mani vuote per gli altri? O invece arriveremo a Pasqua, guidati dalla
Vergine del «Magnificat», con un'anima di povero; affamata di Dio e
con le mani ricche di tutti i doni di Dio da distribuire al mondo che ne ha
tanto bisogno?
«Celebrate il Signore, perché è buono, perché
eterna è la sua misericordia» (Sal 117, 1).
Dal Vaticano, 3 marzo 1987
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana