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 MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

NATALE 1983

 

1. Ti ringraziamo, o Padre nostro,
per il Verbo che si fece carne
e, nella notte di Betlemme,
venne ad abitare in mezzo a noi (cf. Gv 1, 14).
Ti ringraziamo per il Verbo,
cui comunichi eternamente
la realtà santissima della tua stessa divinità.

Ti ringraziamo per il Verbo,
in cui hai dall’eternità deciso di creare il mondo,
affinché esso rendesse testimonianza a te.

Ti ringraziamo, perché nel tuo Verbo
hai amato l’uomo “prima della creazione del mondo” (Ef 1, 4).

Ti ringraziamo, perché in lui, tuo Figlio prediletto,
hai deciso di rinnovare tutto il creato;
hai deciso di redimere l’uomo.

Ti ringraziamo, eterno Padre,
per la notte di Betlemme
della nascita di Dio,
allorché il Verbo si fece carne
e la potenza della Redenzione
venne ad abitare in mezzo a noi.

2. “Ti ringraziamo, o Padre nostro,
per la santa vite di Davide,
tuo servo, che a noi rivelasti
per mezzo di Gesù, tuo Figlio” (Didaché IX, 2),
nato dalla Vergine e deposto in una mangiatoia.

In questa “vite di Davide”,
nell’eredità di Abramo
hai promesso la tua salvezza
e la tua eterna alleanza a tutti gli uomini,
a tutti i popoli della terra.

Ti ringraziamo per l’eredità della tua grazia,
che non hai sottratto al cuore dell’uomo,
ma hai rinnovato mediante
la nascita terrena del tuo Figlio,
affinché noi, per opera della sua croce
e della sua risurrezione,
riacquistiamo, di generazione in generazione,
la dignità di figli di Dio,
perduta a causa del peccato,
la dignità di fratelli adottivi
del tuo eterno Figlio.

Ti rendiamo grazie, o Padre santo,
per il tuo santo nome (Didaché X, 2),
al quale hai dato di rifiorire nei nostri cuori
mediante la Redenzione del mondo.

Ti ringraziamo, eterno Padre,
per la maternità di Maria Vergine,
che sotto la protezione di Giuseppe,
il carpentiere di Nazaret,
ha messo al mondo il tuo Figlio in una totale povertà.

“Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto” (Gv 1, 11).

E tuttavia egli ha accolto tutti noi
già fin dalla sua stessa nascita,
e ha abbracciato ciascuno di noi
con l’amore eterno del Padre,
con l’amore che salva l’uomo,
che rialza dal peccato la coscienza umana:
in lui abbiamo la riconciliazione e la remissione dei peccati.

Ti ringraziamo, Padre celeste,
per il Bambino deposto in una mangiatoia:
in lui “si sono manifestati la bontà di Dio,
salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini” (Tt 3, 4).

Ti ringraziamo, eterno Padre,
per quest’amore,
che discende come un debole Infante
nella storia di ciascun uomo.

Ti ringraziamo,
perché, “da ricco che era,
si è fatto povero per noi,
perché diventiamo ricchi
per mezzo della sua povertà” (cf. 2 Cor 8, 9).

Ti ringraziamo per la mirabile economia
della Redenzione, dell’uomo e del mondo,
che si rivela per la prima volta nella notte della nascita a Betlemme.

4. Padre nostro! “Tu, Signore onnipotente,
hai creato ogni cosa per il tuo nome,
hai dato agli uomini il cibo
e la bevanda come nutrimento” (Didaché X, 3).

Guarda con gli occhi del neonato Bambino
gli uomini che muoiono di fame,
mentre somme ingenti sono impegnate
per gli armamenti;
guarda l’indicibile dolore dei genitori,
che assistono all’agonia dei figli
imploranti quel pane
che non hanno
e che non potrebbe essere procurato
anche solo con una piccola parte delle spese
profuse in mezzi sofisticati di distruzione,
dai quali sono rese
sempre più minacciose le nubi,
che si addensano
sull’orizzonte dell’umanità.

Ascolta, o Padre, il grido di pace
che sale dalle popolazioni martoriate dalla guerra,
e parla al cuore di quanti possono contribuire,
mediante la trattativa e il dialogo,
a soluzioni eque e onorevoli
delle tensioni in atto.

Guarda il cammino ansioso e tribolato
di tante persone che faticano
per procurarsi i mezzi di sopravvivenza,
per progredire e per elevarsi.

Guarda le angosce e le sofferenze,
che straziano gli animi
di quanti sono costretti
a forzata lontananza
dalle proprie famiglie
o vivono in una famiglia disgregata
dall’egoismo e dall’infedeltà;
di quanti sono senza lavoro,
senza casa, senza patria,
senza amore, senza speranza.

Guarda i popoli
che sono senza gioia
e senza sicurezza,
perché vedono conculcati
i propri fondamentali diritti;
guarda il nostro mondo odierno,
con le sue speranze e le sue delusioni,
con i suoi slanci e le sue viltà,
con i suoi nobili ideali e i suoi umilianti compromessi.

Spingi le persone e i popoli
a rompere il muro dell’egoismo,
della prepotenza e dell’odio,
per aprirsi al rispetto fraterno
verso ogni uomo, vicino e lontano,
perché è uomo,
perché è fratello in Cristo.

Induci ciascuno a porgere
l’aiuto necessario a chi è nel bisogno,
a donarsi per il bene di tutti,
a rinnovare il proprio cuore
nella grazia di Cristo Redentore.

Assisti la tua Chiesa
nel suo prodigarsi per i poveri,
per gli emarginati, per i sofferenti.

Custodisci e rafforza in tutti i cuori
l’anelito alla fede in te
e alla bontà verso i fratelli;
la ricerca della tua presenza
e del tuo amore,
la fiducia nella tua potenza
redentrice e salvifica,
la confidenza nel tuo perdono
e l’abbandono alla tua Provvidenza.

5. Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente,
nato nella notte di Betlemme dalla Vergine Maria!
Gesù Cristo, nostro fratello e nostro Redentore!
Abbraccia col primo sguardo dei tuoi occhi
tutti i problemi assillanti del mondo d’oggi!
Accogli nella tua comunione,
mediante la tua nascita terrena,
tutti i popoli e le nazioni della terra.

Accogli noi tutti, uomini e donne,
tuoi fratelli e sorelle bisognosi
del tuo amore e della tua misericordia.

A quanti sono presenti o sono uniti mediante la radio e la televisione in questo Natale del Giubileo della Redenzione, rivolgo i miei più cordiali auguri, esprimendoli in alcune delle lingue principali:

A quanti mi ascoltano:

- Di espressione italiana:

Buon Natale: la pace di Cristo Redentore regni nei vostri cuori e nelle vostre famiglie.

- Di espressione francese:

Joyeuses Fêtes de Noël, dans la joie et la paix du Christ Redempteur.

- Di espressione inglese:

A blessed Christmas in the peace of Jesus Christ, the Redeemer of the world!

- Di espressione tedesca:

Ihnen allen ein gnadenreiches, schönes und frohes Weinhnachtsfest.

- Di espressione spagnola:

Feliz Navidad! Y paz a todos los hombres en este Año Santo de la Redención.

- Di espressione portoghese:

Feliz Natal na paz e no amor de Cristo.

- Di espressione polacca:

Drodzy moi Rodacy w Ojczyźnie i wszędzie na świecie!

“Pójdźmy do Betlejem i zobaczmy, co się tam zdarzyło i o czym Pan nam oznajmił”.  I na tej drodze, która przez Betlejem prowadzi ku Zmartwychwstaniu, “pokrzepcie ręce osłabłe, wzmocnijcie kolana omdlałe! Powiedzcie małodusznym: Odwagi! Nie bójcie się! Oto wasz Bóg . . . On sam przychodzi, by zbawić was”.  Niech Jego łaska towarzyszy Wam w czasie Świąt i w ciągu całego Nowego Roku.

Christus natus est nobis, venite adoremus.

Ed ecco l’augurio del Papa ai polacchi in una nostra traduzione.

Cari miei Connazionali in patria e ovunque nel mondo!

“Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

E su questa strada, che conduce attraverso Betlemme verso la Risurrezione “irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio . . . Egli viene a salvarvi”.

Che la Sua grazia vi accompagni nel periodo del Natale e nel corso di tutto l’anno nuovo.

Christus natus est nobis, venite adoremus.

 

© Copyright 1983 - Libreria Editrice Vaticana

 
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