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MESSAGGIO URBI ET ORBI NATALE 1984
1. Te, che ti sei fatto povero per noi, da ricco che eri,
perché noi diventassimo ricchi (cf. 2 Cor 8, 9); Te, Gesù Cristo, nato la notte di Betlemme in una stalla
e deposto in una mangiatoia, perché non c’era posto per te nell’albergo (cf.
Lc 2, 7); Te, Figlio del Dio vivente, della stessa sostanza del
Padre, non creato, ma eternamente generato; Te, Verbo, Dio da Dio, luce da luce: Te salutano oggi la Chiesa e l’umanità, la città di Roma e il
mondo intero (“Urbs et Orbis”); Te circondano i cuori inquieti degli uomini contemporanei, contemplandoti nel mistero della tua nascita. 2. Sei diventato povero: povero nella notte di Betlemme, povero nella casa di Nazaret, spogliato di ogni cosa nell’ora della tua morte sulla croce. Gesù Cristo! Tu solo hai potuto dire: “Beati voi poveri . . .” (Lc 6, 20), “Beati i poveri in spirito” (Mt 5, 3). L’hai potuto dire perché tu solo sapevi di quanta povertà avesse bisogno l’uomo, per poter diventare ricco della ricchezza che Dio dona al cuore umano. 3. Ecco, nella notte di Betlemme, noi contempliamo - ogni anno contempliamo - con grandissimo stupore, il mistero della tua nascita. Oh, quanto povero è diventato Dio! Oh, quanto ricco è diventato l’uomo! Beata povertà di Dio, che è diventata la sorgente del più grande arricchimento dell’uomo! 4. “Beati i poveri in spirito”: ecco le parole scritte nel cuore stesso del tuo Vangelo, sin da quella notte di Betlemme. Le parole che sono l’eredità più santa della Chiesa. Non cessiamo di professare la stupefacente verità, contenuta nella profondità di quelle parole. Non cessiamo di rileggere tale verità attraverso il mistero della notte di Betlemme, mediante l’intera testimonianza di colui che non aveva “dove posare il capo” (Mt 8, 20), mediante la croce, sulla quale egli stesso “spogliò se stesso” per arricchire l’uomo in modo pieno e definitivo. La rileggiamo per avere in noi, con cuore puro, a testa alta, “gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù” (Fil 2, 5), per non cedere in nessuna epoca alle tentazioni dei vari materialismi, che colpiscono al cuore proprio questa verità: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli”. 5. Rileggiamo questa verità: - per essere forti di essa, e pienamente umili dinanzi ad essa; - per saper far fronte ad ogni rivoluzione o cambiamento di sistema col Vangelo della dignità umana, del lavoro umano e dell’amore comunitario; - per saper dare testimonianza - forti di questa verità e infinitamente umili dinanzi ad essa - a tutti coloro che, in ogni vocazione, in ogni stato di vita e in ogni professione, “sono poveri in spirito”, a tutti coloro ai quali appartiene il regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. 6. Non ci sono forse oggi, in tutta la terra, numerosi uomini “ricchi”, che sono terribilmente poveri? Non ci sono forse uomini ricchi di beni materiali, ricchi di potere, ricchi di fama . . . eppure poveri? Poveri a causa del grande vuoto del cuore umano che non si è aperto verso Dio e verso il prossimo! E non esistono forse uomini poveri, svantaggiati materialmente, perseguitati, oppressi, discriminati . . . che sono ricchi? Ricchi di quella ricchezza interiore, che scaturisce direttamente dal cuore del Dio-uomo! Dal mistero della nascita di Dio! 7. La Chiesa, che cammina attraverso un mondo, nel quale esiste tanta disuguaglianza, oppressione, lotta, che cammina attraverso un mondo diviso tra l’Occidente e l’Oriente, tra il Sud e il Nord, questa Chiesa sta oggi davanti a te, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine - “Figlio del carpentiere” (Mt 13, 55) - e desidera leggere di nuovo nel mistero della notte di Betlemme il senso della sua missione nel mondo. In te, che ti sei fatto povero per noi, Desidera costruire “Gloria a Dio nel più alto dei cieli 8. Profondamente consapevoli Questa moltitudine - forse senza saperlo - I giorni appena trascorsi Noi affermiamo la nostra solidarietà - con le popolazioni dell’Etiopia, - con le migliaia di profughi - con i disoccupati in attesa di un lavoro - con le persone che, Affermiamo, ancora, la nostra solidarietà: - con le vedove e con gli orfani, - con tutte le vittime della violenza, - con i familiari di quanti - con le vittime dei sequestri, - con le famiglie che soffrono - con quanti lottano per sottrarsi Affermiamo, infine, la nostra solidarietà - con quanti sono privati - con quanti sono esclusi, - con quanti non possono - con quanti devono pagare - con quanti sono sottoposti Davanti a te, Verbo eterno Essa inoltre prega A quanti mi ascoltano - Di espressione italiana: Buon Natale nella pace e nella gioia di Cristo Redentore. - Di espressione francese: Joyeuses Fêtes de Noël, dans la joie et la paix du Christ Sauveur. - Di espressione inglese: A blessed Christmas in the peace of Jesus Christ, the Saviour of the world! - Di espressione tedesca: Ihnen allen ein gnadenreiches, schönes und frohes Weinhnachtsfest. - Di espressione spagnola: Feliz Navidad! La paz de Cristo reine en vuestros corazones y en vuestras familias. - Di espressione portoghese: Boas-Festas de Natal no amor e na paz de Cristo. - Di espressione polacca: Pragnę ponowić w tym momencie i rozciągnąć na wsystkich Rodaków w Ojczyźnie i na świecie, życzenia, jakie wczoraj złożłem na naszym wigilijnym spotkaniu. Radujmy się czasem wielkich Odwiedzin. Dziecię narodzone tej nocy z Maryi Dziewicy, owiniete w pieluszki i złożone w żłobie (Luc. 2, 7), to Bóg. On jest światłem, mocą i zwycięstwem człowieka. - Di espressione laotiana : Auguri di felicità per il popolo del Laos in occasione del Natale. - Di espressione latina: Christus natus est nobis, venite, adoremus.
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