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MESSAGGIO
URBI ET ORBI DI GIOVANNI PAOLO II
NATALE 1989
1. “Ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1, 12)!
È la solennità del Natale. Gli occhi della nostra anima vedono il Bambino,
deposto nella mangiatoia.
Lo sguardo della nostra fede si ferma sulle parole del prologo di Giovanni.
“A quanti . . . l’hanno accolto, / ha dato potere di diventare figli di Dio”.
2. Ti benediciamo, Figlio dell’uomo, che sei il Verbo eterno.
Gloria al Padre che ci ha dato te, l’unigenito.
Gloria allo Spirito, che procede dal Padre e da te, / Figlio di Dio.
Gloria all’eterno mistero, che abbraccia ogni cosa.
In questa notte esso si è avvicinato all’uomo, / è entrato nella sua vita e
nella sua storia.
Ha oltrepassato la soglia della nostra esistenza umana.
3. Il Bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. L’inerme Bambino
umano - e insieme la Potenza, / che supera tutto ciò che l’uomo è, tutto ciò che
egli può.
Perché l’uomo non può diventare come Dio / con la sua propria forza /-
com’è stato confermato dalla storia, sin dal principio -.
E, nello stesso tempo, l’uomo può diventare come Dio per la potenza di Dio.
Questa potenza è nel Figlio, il Verbo eterno, / che “si è fatto carne ed è
venuto ad abitare / in mezzo a noi” (Gv 1, 14).
Ecco il primo giorno della sua dimora tra noi.
“Egli era nel mondo, / e il mondo fu fatto per mezzo di lui, / eppure il
mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente, / ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto, / ha dato potere di diventare figli di Dio: /
i quali . . . da Dio sono stati generati” (Gv 1, 10-12).
4. La storia continua nel suo cammino . . . / tanti, innumerevoli uomini, /
nazioni, popoli, lingue, razze, culture . . . / milioni e miliardi . . . / e lui
unico: / ora deposto come Bambino nella mangiatoia / (“non c’era posto . . .
nell’albergo”), e poi sulla Croce.
Lui, l’unico. E poi, risorto - lui, l’unico.
Quanti non l’hanno accolto? Quanti non l’accolgono?
Quanti sanno di lui? Quanti non sanno?
Vorremmo calcolare con le statistiche umane, / quanto lontano giunge questa
potenza che è in lui: / nato - crocifisso - risorto.
Vorremmo sapere umanamente, quanti sono diventati, / in lui e per lui, figli
di Dio - figli nel Figlio.
Ma i metri umani non possono misurare il mistero di Dio.
Non possono misurare il dono della nascita di Dio, / la quale è presente
nella storia dell’uomo e nella storia del mondo, / la quale opera nelle anime
umane / mediante la potenza dello Spirito che dà la vita.
5. “Tutti i confini della terra hanno veduto / la salvezza del nostro Dio” (Sal
98, 3).
Sì. Vennero i pastori di Betlemme, e videro.
Sì. Vennero poi i magi dall’Oriente, e videro.
E videro il vecchio Simeone e la profetessa Anna / nel tempio di Gerusalemme.
Con quale sguardo vedono te, Verbo incarnato, / tutti i confini della terra?
Tu infatti sei per tutti. La salvezza del nostro Dio è per tutti, ed essa
viene per mezzo di te.
Dio “vuole che tutti gli uomini siamo salvati e arrivino / alla conoscenza
della verità” (1 Tm 2, 4).
La verità è per mezzo di te. E la grazia.
Tu sei la verità.
Sei la via e la vita (cf. Gv 14, 6).
E benché i tuoi non ti abbiano accolto . . . benché non ci sia stato
posto per te nell’albergo . . . in te Dio ha accolto . . . ha accolto tutti
noi.
6. Dio ha accolto, in te, anche noi, / uomini e donne del secondo millennio,
che sta per finire.
Non ha guardato alle nostre contraddizioni, / alle nostre infedeltà, ai
nostri squilibri.
Anzi, ha mandato te, suo Verbo, per guarircene.
Per dirci che, su questa via, corriamo verso l’autodistruzione.
Il mondo aspira alla pace: / eppure ogni giorno nostri fratelli e sorelle
muoiono nei conflitti in corso, / in Libano, nella Terra Santa, in America
Centrale; / muoiono nelle lotte fratricide per la supremazia / razzistica,
ideologica, economica; / muoiono per assurde imprudenze.
Il mondo aspira alla riconciliazione: / eppure ogni giorno migliaia di
rifugiati / sono abbandonati e respinti; / minoranze etniche e religiose sono
ignorate nelle / loro fondamentali esigenze; / intere fasce di popolazione sono
tenute ai margini / della società in un crescente isolamento.
Il mondo aspira all’equilibrio, interiore ed esterno: / eppure l’ambiente
viene degradato ogni giorno di più / per motivi di interesse o per incoscienza.
7. L’annuncio della verità e della grazia / che ci viene a Natale per mezzo
di te, / deve toccare tutti noi. Quell’annuncio è per noi, / perché tu sei
venuto per noi, sei diventato uno di noi.
Fa’ che ti accogliamo, / Verbo eterno del Padre!
Che ti accolga il mondo.
Suscita nei cuori il rifiuto di ogni barriera / di razza, di ideologia, di
intolleranza.
Favorisci il progresso dei negoziati in corso / per il controllo e la
riduzione degli armamenti.
Sostieni quanti s’impegnano per il superamento dei contrasti / da troppo
tempo perduranti in Africa e in Asia, / affinché i popoli, in essi coinvolti, /
riconquistino la loro libertà e i loro diritti, / mediante un dialogo leale e
fiducioso.
8. Che ti accolga, Verbo incarnato, / anche la nostra vecchia Europa!
Essa porta profondamente impresso lo stigma del tuo Vangelo, / da cui sono
nate la sua civiltà, la sua arte, / la sua concezione dell’inviolabile dignità
dell’uomo.
Che questa Europa apra le porte e il cuore / per capire ed accogliere ansie,
preoccupazioni, problemi / delle nazioni che chiedono il suo aiuto.
Sappia essa rispondere / col vigore e con la generosità delle sue radici
cristiane / a questo particolarissimo momento storico, - / vero Kairòs
provvidenziale - che il mondo sta ora vivendo / come sollevato da un incubo / ed
aperto a migliore speranza.
In particolare, benedici in quest’ora, o Signore, / la nobile terra di
Romania, che celebra con trepidazione questo Natale, nel dolore per tante vite
umane tragicamente perdute e nella gioia di aver ripreso il cammino di libertà.
9. Fratelli e Sorelle, qui presenti.
Fratelli e Sorelle, che mi ascoltate attraverso la radio e la televisione, in
ogni Continente, Venite alla culla del Bambino inerme, che è la Potenza di Dio,
Egli è nato per noi.
Venite . . . e vedrete . . . e sarete accolti, perché oggi si sono
manifestati la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini.
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