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MESSAGGIO URBI ET ORBI
DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II

Domenica di Pasqua, 19 aprile 1992

 

1. “Io Sono” (Gv 8, 24).

Le donne si sono recate alla tomba; l’hanno trovata vuota e hanno sentito annunciare: Lui non è qui! Perché cercate tra i morti colui che è vivo? È risuscitato! (cf. Lc 24, 5-6) “Io sono”.

2. Secoli prima, Mosè aveva chiesto a Dio il suo Nome:

 “Io sono colui che sono” (Es 3, 14), suonava la risposta dal roveto ardente. “Io sono - il nome di Dio, di “Jahvè”. E Gesù ha detto ai figli di Israele: “Prima che Abramo fosse, Io sono” (Gv 8, 58) - e allora hanno cercato di lapidarlo. Ha detto ancora: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io sono” (Gv 8, 28). Poi innalzarono il Figlio dell’uomo sulla croce e, quando ormai era morto, colpirono il suo costato con la lancia e il corpo esanime fu deposto nel sepolcro. Però il terzo giorno, di buon mattino, dal sepolcro vuoto giunge la conferma: Io sono. La vita e la morte del Figlio dell’uomo sono radicate nell’immortalità di Colui che È.

3. “Io sono con voi”.

Così dice Cristo agli Apostoli: e li manda in tutto il mondo, per predicare il Vangelo a tutti i popoli (cf. Mc 16, 15). Li invia poveri e indifesi. Dice: “Mi sarete testimoni” (At 1, 8). Non prendete nulla per il viaggio (cf. Mc 6, 8). Avendo la testimonianza della risurrezione e della vita, avete tutto: Io sono con voi. “Guai a me se non predicassi il Vangelo” (1 Cor 9, 16), grida l’Apostolo . . . Guai a me! “L’amore di Cristo ci spinge!” (2 Cor 5, 14) Quale altra Buona Novella può esservi, all’infuori di questa, che Cristo è morto per i peccati di tutti ed è risuscitato? Che in lui la vita umana e mortale è stata radicata nell’immortalità di COLUI che È?

4. “Io sono con voi”.

Da questa parola hanno avuto inizio tutti gli itinerari apostolici, tutti i percorsi missionari che hanno portato il Vangelo nel mondo intero. “Io sono con voi”: questa parola è all’origine di quel nuovo cammino missionario, che è iniziato cinquecento anni or sono e ha portato i testimoni del Risorto oltre il grande vasto oceano, verso popoli dei quali prima neppur si conosceva l’esistenza. Un nuovo mondo e uomini nuovi. Potevano i discepoli di Cristo non andare verso di loro con il Vangelo? Quale altra verità può esservi più grande di questa, che Cristo è morto per i peccati di tutti e che il terzo giorno è risuscitato? Che in lui la vita umana mortale è stata radicata nell’immortalità di Colui che ha detto: “Io sono colui che sono”?

5. “Io sono con voi”.

Risuonano queste parole nel cuore dell’umanità; esse danno senso alla storia. “Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33) assicura il Risorto. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Ascoltate quest’invito voi tutti, popoli della terra! Ascoltatelo voi, nazioni delle Americhe, raggiunte cinquecento anni or sono dalla luce della Croce. Ascoltatelo in particolare voi, nazioni d’Europa, che state affermando, nel mutare degli assetti politici, le vostre peculiari caratteristiche. Ascoltate, vi prego, la voce di Colui che ha operato in voi con grande potenza. Egli vi invita a non avere paura: vi esorta a fare del Vecchio Continente una realtà nuova, dove diversità non significhi opposizione e scontro, ma reciproco arricchimento nella complementarità e nello scambio. Vi esorta a non costruire mai la sicurezza sulla forza delle armi, distruttrici della vita e di ogni fraterna civile convivenza; a non seppellire mai con l’egoismo, con la bramosia di beni materiali sempre più grandi i nobili progetti di sviluppo e di pace; a cercare, piuttosto, la libertà, la verità e l’amore che rendono realmente liberi, e consentono di costruire insieme un nuovo mondo. Vi esorta ad essere creature nuove per una nuova umanità.

6. Io sono con voi. La mia pace sia con voi!

Così ripete Cristo, vincitore della morte, in questo giorno di luce e di speranza. Pace a voi, fratelli e sorelle qui presenti, e a voi tutti, che mi seguite attraverso la radio e la televisione. Vi auguro la pace, la pace vera: quella a cui anela nel profondo ogni essere umano. Giunga quest’augurio pasquale a chi ancora combatte in alcune regioni del Continente africano, nel cuore dell’Europa e nel Caucaso. Come non ricordare il dramma che stanno vivendo le popolazioni della Bosnia-Erzegovina e del Nagorno Karabakh? Lo rivolgo fiducioso a voi, popoli del Medio Oriente, ricchi di secolari tradizioni umane e religiose, perché il vostro importante patrimonio di valori favorisca il dialogo e faciliti l’auspicata soluzione dei problemi ancora irrisolti.

7. Pace a te, travagliata popolazione cambogiana, che ti sei avviata nel difficile cammino della concordia, ancor turbata, purtroppo, da non sopite rivalità. Pace, parimenti, a voi che vivete nell’Estremo Oriente: dal caro Vietnam al Laos e alla grande Cina. Nelle vostre terre, insieme ai connazionali, i figli della Chiesa si impegnano con passione per favorire uno sviluppo spirituale e materiale, degno delle nobili tradizioni locali. L’annuncio di pace del Cristo risorto risuoni, altresì, nell’America Latina, dove, all’armistizio faticosamente raggiunto nel Salvador, fanno riscontro le tensioni e l’instabile situazione che si registra nel Perù. “Io sono con voi”, dice ancora il Signore della vita a coloro che in Africa continuano ad essere minacciati dalla fame, dalla miseria, dalla malattia, o sono vittime della drammatica esperienza dell’odio e della vendetta. La parola di Cristo è consolante presenza per chi soffre, è, inoltre, appello pressante perché l’indifferenza e il silenzio non lascino inascoltato il grido angosciato dei poveri.

8. “Io sono con voi”: continua a proclamare la Chiesa. Quanti missionari, religiosi e laici, uomini e donne, hanno fatto di sé un dono d’amore a Dio e ai fratelli! Alcuni hanno pagato con la vita la loro fedele testimonianza al Vangelo e il loro impegno per l’uomo. Il loro esempio è sostegno per tutti i credenti, è vitale patrimonio per l’umanità intera. In Cristo, vita immortale, la loro morte, la morte dell’uomo s’illumina di eterno fulgore. “Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso!” (Sal 118, 24). È il giorno prodigioso della vittoria: la Pasqua di resurrezione. Che l’annuncio della gioia pasquale sia ascoltato da tutti gli uomini e da tutti i popoli sulla faccia della terra!

Ai fedeli raccolti in Piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione il Santo Padre invia l’augurio pasquale in 56 lingue. Eccone il testo.

A QUANTI MI ASCOLTANO

- di espressione italiana:
Buona Pasqua nella gioia e nella pace di Cristo Risorto.

- di espressione francese:
Bonne fête de Pâques, dans la joie et la paix du Christ ressuscité!

- di espressione inglese:
A blessed Easter in the joy of Jesus Christ, the Risen Lord and Saviour of the world!

- di espressione tedesca:
Frohe und gesegnete Ostern!
Der Friede des Auferstandenen sei mit euch!

- di espressione spagnola:
Felices Pascuas en la alegría de Cristo Resucitado.

- di espressione portoghese:
Feliz e santa Pascoa em Cristo, Redentor do homem e nossa paz!

- di espressione polacca:
“Mesjasz musiał cierpieć i zmartwychwstać. Jezus, którego wam głoszę, jest tym Mesjaszem”. 

Drodzy moi Rodacy, Bracia i Siostry! Radość dzisiejszego wielkanocnego poranka, chwała Zmartwychwstania, nie usuwa z naszego życia tajemnicy Krzyża. Istnieją nadal grzech, gorzki zawód, cierpienie i śmierć, nienawiść, zagrożenia, niesprawiedliwość i niepokoje społeczne.

Zmartwychwstały Chrystus potwierdza jednak w człowieku jego powołanie do życia i do Miłości. W Nim człowiek może przekraczać samego siebie. W Nim jest zdolny do przebaczenia, do pojednania i pokoju, do solidarności i budowania lepszego życia. On ma słowa życia wiecznego.  Przybliżmy się więc z ufnością do Zmartwychwstałego Pana. 

Wesołego Alleluja!

- di espressione latina:
Surrexit Dominus vere, Alleluia!

 

© Copyright - Libreria Editrice Vaticana

 
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