Messaggio per la XXXV Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, 24 settembre 1997 - Giovanni Paolo II
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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
PER LA XXXV GIORNATA MONDIALE
DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

 

Venerati Fratelli nell'Episcopato,
carissimi Fratelli e Sorelle di tutto il mondo!

Il cammino di preparazione al Grande Giubileo del Duemila pone quest'anno la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni sotto la 'nube luminosa' dello Spirito Santo, che agisce perennemente nella Chiesa arricchendola di quei ministeri e carismi di cui abbisogna per portare a compimento la sua missione.

1. "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto . . . " (Mt 4, 1).

Tutta la vita di Gesù si svolge sotto l'influsso dello Spirito Santo; all'inizio è Lui ad adombrare la Vergine Maria nel mistero ineffabile dell'Incarnazione; sul fiume Giordano è ancora Lui a rendere testimonianza al Figlio prediletto del Padre e a condurlo nel deserto. Nella sinagoga di Nazaret Gesù in persona attesta: "Lo Spirito del Signore è sopra di me" (Lc 4, 18). Questo stesso Spirito Egli promette ai discepoli come garanzia perenne della sua presenza in mezzo a loro. Sulla croce lo riconsegna al Padre (cfr Gv 19, 30), suggellando così all'alba di Pasqua la Nuova Alleanza. Nel giorno di Pentecoste, infine, lo effonde sulla comunità primitiva per consolidarla nella fede e lanciarla sulle strade del mondo.

Da allora la Chiesa, corpo mistico di Cristo, percorre i sentieri del tempo sospinta dal vento del medesimo Spirito, illuminando la storia col fuoco ardente della parola di Dio, purificando il cuore e la vita degli uomini con i fiumi d'acqua viva che sgorgano dal suo seno (cfr Gv 7, 37-39).

Si attua così la sua vocazione ad essere "popolo adunato dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" (S. Cipriano, De Dominica Oratione, 23: CCL III/A, 105), e "depositaria del mistero dello Spirito Santo che consacra per la missione quelli che il Padre chiama mediante il Figlio suo, Gesù Cristo" (Pastores dabo vobis, 35).

2. " Voi siete una lettera di Cristo . . . scritta con lo Spirito del Dio vivente . . . sulle tavole di carne dei vostri cuori" (2 Cor 3, 3).

Nella Chiesa ogni cristiano inizia con il Battesimo a vivere sotto "la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù" (Rm 8, 2) e, sotto la guida dello Spirito, entra in dialogo con Dio e con i fratelli e conosce la straordinaria grandezza della propria vocazione.

La celebrazione di questa Giornata è un'occasione propizia per annunciare che lo Spirito Santo di Dio scrive nel cuore e nella vita di ogni battezzato un progetto d'amore e di grazia, che solo può dare senso pieno all'esistenza, aprendo la via alla libertà dei figli di Dio e abilitando all'offerta del proprio personale e insostituibile contributo al progresso dell'umanità sulla via della giustizia e della verità. Lo Spirito non solo aiuta a mettersi in sincerità davanti ai grandi interrogativi del proprio cuore - da dove vengo, dove vado, chi sono, qual è il fine della vita, come impegnare il mio tempo -, ma apre la strada a risposte coraggiose. La scoperta che ciascun uomo e donna ha il suo posto nel cuore di Dio e nella storia dell'umanità costituisce il punto di partenza per una nuova cultura vocazionale.

3. "Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!" (Ap 22, 17).

Queste parole dell'Apocalisse ci portano a considerare la relazione feconda tra lo Spirito Santo e la Chiesa da cui scaturiscono le diverse vocazioni, ed a fare memoria di quella "Pentecoste" in cui ogni comunità cristiana è generata nell'unità, plasmata dal fuoco dello Spirito nella molteplicità dei doni ed inviata a recare la Buona Novella ad ogni cuore che l'attende.

Se è vero infatti che la chiamata ha sempre la sua sorgente in Dio, è altrettanto vero che il dialogo vocazionale si attua nella Chiesa e per mezzo della Chiesa. L'energia dello Spirito che spinse Pietro ad andare in casa del centurione Cornelio per portarvi la salvezza (At 10, 19) e che disse: "Riservate per me Barnaba e Saulo per l'opera alla quale li ho chiamati" (At 13, 2), non si è esaurita. Il Vangelo continua a diffondersi "non soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e Spirito Santo" (1 Ts 1, 5).

Lo Spirito Santo e la Chiesa, sua mistica Sposa, ripetono anche agli uomini e alle donne del nostro tempo il loro "Vieni!"

Vieni ad incontrare il Verbo incarnato, che vuole renderti partecipe della sua stessa vita!

Vieni ad accogliere la chiamata di Dio, vincendo titubanze e remore! Vieni e scopri la storia d'amore che Dio ha intessuto con l'umanità: Egli vuole realizzarla anche con te.

Vieni ed assapora la gioia del perdono accolto e donato. Il muro di separazione che esisteva tra Dio e l'uomo e tra gli stessi esseri umani è stato abbattuto. Le colpe sono perdonate, il banchetto della vita è imbandito per tutti.

Beati coloro che, attratti dalla forza della Parola e plasmati dai Sacramenti, pronunciano il loro "Eccomi!". Essi si incamminano sulla strada della totale e radicale appartenenza a Dio, forti della speranza che non delude, "perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato" (Rm 5, 5).

4. "Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito" (l Cor 12, 4).

Nella vita nuova, che sgorga dal Battesimo e si sviluppa mediante la Parola e i Sacramenti, trovano alimento i carismi, i ministeri e le varie forme di vita consacrata. Generare nello Spirito nuove vocazioni è possibile quando la comunità cristiana vive in atteggiamento di piena fedeltà al suo Signore. Ciò suppone un intenso clima di fede e di preghiera, una generosa testimonianza di comunione e di stima nei confronti dei molteplici doni dello Spirito, una passione missionaria che, vincendo i facili e illusori egoismi, sospinga al dono totale di sé per il Regno di Dio.

Ogni Chiesa particolare è chiamata all'impegno di sostenere lo sviluppo dei doni e dei carismi che il Signore suscita nel cuore dei fedeli. La nostra attenzione, in questa Giornata, è però rivolta in modo particolare alle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, per il ruolo fondamentale che queste rivestono nella vita della Chiesa e nel compimento della sua missione.

Gesù, offrendo se stesso al Padre sulla croce, ha fatto di tutti i suoi discepoli "un regno di sacerdoti e una nazione santa" (Es 19, 6) e li ha costituiti come "un edificio spirituale", "un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio" (1 Pt 2, 5). A servizio di questo sacerdozio universale della Nuova Alleanza, egli ha chiamato i Dodici, affinché "stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni" (Mc 3, 14-15). Oggi il Cristo continua la sua azione di salvezza per mezzo dei Vescovi e dei sacerdoti, che "sono nella Chiesa e per la Chiesa una ripresentazione sacramentale di Gesù Cristo Capo e Pastore, ne proclamano autorevolmente la parola, ne ripetono i gesti di perdono e di offerta della salvezza" (Pastores dabo vobis, 15).

Come poi "non ricordare con gratitudine verso lo Spirito l'abbondanza delle forme storiche di vita consacrata, da Lui suscitate e tuttora presenti nel tessuto ecclesiale? Esse si presentano come una pianta dai molti rami, che affonda le sue radici nel Vangelo e produce frutti copiosi in ogni stagione della Chiesa" (Vita consecrata, 5). La vita consacrata si pone nel cuore stesso della Chiesa come elemento decisivo per la sua missione, giacché esprime l'intima natura della vocazione cristiana e la tensione di tutta la Chiesa-Sposa verso l'unione con l'unico Sposo.

Necessarie in ogni tempo, queste vocazioni, lo sono ancor più oggi in un mondo segnato da grandi contraddizioni e preso dalla tentazione di emarginare Dio dalle scelte fondamentali della vita. Vengono in mente le parole evangeliche: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!" (Mt 9, 37-38; cfr Lc 10, 2). La Chiesa accoglie ogni giorno questo comando del Signore e innalza con fiduciosa speranza le sue invocazioni al "padrone della messe", riconoscendo che Lui solo può chiamare e inviare i suoi operai.

Il mio auspicio è che l'annuale celebrazione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni susciti nel cuore dei fedeli una più intensa invocazione per ottenere nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata e risvegli la responsabilità di tutti, specialmente dei genitori e degli educatori alla fede, nel servizio alle vocazioni.

5. Rendete ragione della speranza che è in voi (cfr 1 Pt 3, 15).

In primo luogo invito voi, carissimi Vescovi, e con voi i presbiteri, i diaconi e i membri degli Istituti di vita consacrata, a rendere in maniera instancabile testimonianza della pienezza spirituale ed umana che spinge ciascuno di voi a farsi "tutto a tutti", perché l'amore di Cristo possa raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Stabilite relazioni appropriate con tutte le componenti della società; valorizzate le vocazioni ministeriali e carismatiche che lo Spirito suscita nelle vostre comunità, favorendone la complementarità e la collaborazione; date il vostro contributo perché ciascuno cresca verso la piena maturità cristiana. Guardando a voi, gioiosi servitori del Vangelo possano ragazzi e ragazze avvertire il fascino di una esistenza interamente dedicata a Cristo nel ministero ordinato o nella scelta radicale della vita consacrata.

Voi, sposi cristiani, siate pronti a dare ragione della realtà profonda della vostra vocazione matrimoniale: l'armonia in casa, lo spirito di fede e di preghiera, l'esercizio delle virtù cristiane, l'apertura agli altri, soprattutto ai poveri, la partecipazione alla vita ecclesiale, la serena fortezza nell'affrontare le quotidiane difficoltà costituiscono il terreno favorevole per la maturazione vocazionale dei figli. Intesa quale "chiesa domestica" la famiglia, sostenuta dalla grazia sacramentale del matrimonio, è la scuola permanente della civiltà dell'amore, dove è possibile apprendere che solo dal dono libero e sincero di sé sgorga la pienezza della vita.

E voi, insegnanti, catechisti, animatori pastorali e quanti altri rivestite ruoli educativi, sentitevi cooperatori dello Spirito nel vostro servizio importante e faticoso. Aiutate la gioventù a liberare i cuori e le menti da quanto ne ostacola il cammino; spronateli a dare il meglio di sé in una tensione costante di crescita umana e cristiana; formatene con la luce e la forza della parola evangelica i sentimenti più profondi, così che possano, se chiamati, realizzare la loro vocazione per il bene della Chiesa e del mondo.

Quest'anno, il cammino di preparazione al Giubileo dell'Anno 2000, ponendo al centro lo Spirito Santo, ci invita a prestare un'attenzione particolare al sacramento della Cresima. Per questo desidero ora riservare una parola specifica per coloro che in questo tempo ricevono tale sacramento. Carissimi, il Vescovo, rivolgendosi a voi nel corso del rito della Confermazione, dice: "Lo Spirito Santo che ora state per ricevere in dono, come sigillo spirituale, completerà in voi la somiglianza a Cristo e vi unirà più fortemente, come membra vive, alla Chiesa". Inizia dunque per voi un tempo privilegiato, durante il quale siete invitati ad interrogarvi e ad interrogare la comunità cristiana, di cui siete stati fatti membra vive, sul senso pieno da dare alla vostra esistenza. E' un tempo di discernimento e di scelta vocazionale. Ascoltate l'invito di Gesù: "Venite e vedrete". Rendete nella Comunità ecclesiale la vostra testimonianza a Cristo, secondo il progetto del tutto personale e irrepetibile che Dio ha su di voi. Lasciate che lo Spirito Santo, effuso nei vostri cuori, vi guidi alla verità e vi faccia testimoni della libertà autentica e dell'amore. Non lasciatevi soggiogare dai facili e fallaci miti dell'effimero successo umano e della ricchezza. Al contrario, non abbiate paura di percorrere le vie esigenti e coraggiose della carità e dell'impegno generoso. Imparate a "rendere ragione della speranza che è in voi" davanti a tutti (1 Pt 3, 15)!

6. "Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rm 8, 26).

La Giornata Mondiale per le Vocazioni si qualifica anzitutto per la preghiera per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, espressione culminante di un abituale clima orante, da cui la comunità cristiana non può dispensarsi. Vogliamo anche quest'anno rivolgerci con fiducia allo Spirito Santo, perché ottenga alla Chiesa di oggi e di domani il dono di numerose e sante vocazioni:

Spirito di Amore eterno,
che procedi dal Padre e dal Figlio,
Ti ringraziamo per tutte le vocazioni
di apostoli e santi che hanno fecondato la Chiesa.
Continua ancora, Ti preghiamo, questa tua opera.
Ricordati di quando, nella Pentecoste,
scendesti sugli Apostoli riuniti in preghiera
con Maria, la madre di Gesù,
e guarda alla tua Chiesa che ha oggi
un particolare bisogno di sacerdoti santi,
di testimoni fedeli e autorevoli della tua grazia;
ha bisogno di consacrati e consacrate,
che mostrino la gioia di chi vive solo per il Padre,
di chi fa propria la missione e l'offerta di Cristo,
di chi costruisce con la carità il mondo nuovo.
Spirito Santo, perenne Sorgente di gioia e di pace,
sei Tu che apri il cuore e la mente alla divina chiamata;
sei Tu che rendi efficace ogni impulso
al bene, alla verità, alla carità.
I tuoi 'gemiti inesprimibili'
salgono al Padre dal cuore della Chiesa,
che soffre e lotta per il Vangelo.
Apri i cuori e le menti di giovani e ragazze,
perché una nuova fioritura di sante vocazioni
mostri la fedeltà del tuo amore,
e tutti possano conoscere Cristo,
luce vera venuta nel mondo
per offrire ad ogni essere umano
la sicura speranza della vita eterna. Amen.

A tutti invio con affetto una speciale Benedizione Apostolica.

Da Castel Gandolfo, 24 Settembre 1997.

 

Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

 

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