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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UNA DELEGAZIONE DEL COMITATO D'INCHIESTA
SUI NARCOTICI DEL PARLAMENTO FEDERALE
DEGLI STATI UNITI D'AMERICA

Giovedì, 19 gennaio 1984

 

Cari amici.

È un piacere per me dare il benvenuto oggi ai membri del Comitato d’inchiesta sull’abuso e il controllo dei narcotici del Parlamento federale degli Stati Uniti. Come funzionari pubblici voi avete l’incarico di promuovere e salvaguardare il bene comune dei vostri concittadini ed è perciò vostro compito proteggere il bene di tutta la vostra società, preservando nello stesso tempo i diritti e le libertà degli individui che compongono la società.

Perciò non è affatto estraneo al vostro lavoro di funzionari pubblici il promuovere condizioni sociali nelle quali gli individui possano crescere e svilupparsi secondo la loro dignità umana, liberi da minacce alla loro autentica realizzazione di persone. Tra i fattori che minacciano l’individuo e impediscono la crescita di un salubre clima sociale c’è il problema che vi riunisce in questa assemblea: cioè, il flagello del traffico di narcotici e dell’abuso della droga. Ovviamente, questo problema non è esclusivo degli Stati Uniti. Il traffico di narcotici ha raggiunto proporzioni immense, cosicché nessuna Nazione è immune dai suoi effetti disastrosi.

L’interesse della Chiesa e la sollecitazione pastorale, sia verso gli individui le cui esistenze sono segnate da tragedie personali devastatrici e verso le società che si trovano a dover dominare un fenomeno sempre più pericoloso, si concentra sul ruolo cruciale che la famiglia deve svolgere nella soluzione del problema.

Di fronte a un mondo e una società che corre il rischio di divenire sempre più spersonalizzata e perciò disumanizzante, con i risultati negativi del diffondersi di molte forme di evasione – la principale delle quali è costituita dagli abusi della droga – la famiglia possiede energie formidabili capaci di strappare l’uomo all’anonimato, di mantenerlo cosciente della sua dignità personale, di arricchirlo di profonda umanità e di inserirlo attivamente, con la sua unicità e irripetibilità, nel tessuto della società” (Familiaris consortio, 43).

La famiglia sta a fondamento stesso della società e mediante il suo ruolo di servizio alla vita è vitalmente legata al progresso della società. Essa fornisce l’ambito primario per lo sviluppo di una comunione autentica e matura tra le persone, ed è la fonte e il mezzo più efficace per rendere umana e personalizzata la società (Ivi). Con la convinzione dunque che il bene della famiglia è un valore indispensabile per la comunità civile, la Chiesa incoraggia le autorità pubbliche a fare tutto il possibile per fare in modo che la famiglia riceva l’aiuto necessario per adempiere alle sue responsabilità.

Vorrei invitarvi oggi a favorire senza esitazione ogni genere di iniziative rivolte e rinvigorire l’istituto familiare nella società americana. Mentre cercate di rendere i vostri concittadini sempre più coscienti dei pericoli derivanti dall’abuso della droga; mentre promuovete una legislazione, a livello nazionale e internazionale, che cerchi di delineare un piano completo a scopo deterrente contro il traffico dei narcotici, vogliate sempre più sforzarvi di andare incontro ai bisogni della famiglia, quale elemento chiave per instaurare rapporti di stabilità e di amore e per offrire a ogni persona il sostegno necessario a una pienezza di vita.

Dio Onnipotente benedica i vostri sforzi.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

         

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