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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI MARINAI BRITANNICI

Lunedì, 19 maggio 1986

 

Cari amici.

Sono felice di avere l’occasione di incontrarvi, ufficiali uomini della nave di Sua Maestà, Cardiff. Sono stato informato che siete di ritorno dopo diversi mesi di pattugliamento nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico. Spero quindi che la vostra visita a Roma e al Vaticano, specialmente alla tomba dell’apostolo Pietro, abbia un profondo significato personale e religioso per ciascuno di voi, e possa servire come momento di ristoro spirituale.

Il nome della vostra nave mi fa venire in mente ciò che ho detto alle migliaia di giovani che incontrai a Cardiff durante la mia visita in Gran Bretagna quasi quattro anni fa: “Attraverso la preghiera conosciamo Dio: per percepire la sua presenza nelle nostre anime, per ascoltare la sua voce che parla per mezzo delle nostre coscienze, e per custodire il suo dono di responsabilità personale per le nostre vite e per il nostro mondo” (Ioannis Pauli PP. II Allocutio in hortis “Ninian Park” apud Cardiffam, ad iuvenes Anglicos et Cambrienses ibi congregatos habita, 3, die 2 iun. 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V, 2 [1982] 2099.).

Così esprimo la speranza che durante le vostre vite vi ricorderete, nella buona come nella cattiva sorte, di cercare il sostegno di Dio nella preghiera e di chiedere la forza per rispondere pienamente ai vostri doveri personali e professionali. Vorrei chiedervi di portare i miei più calorosi auguri agli altri membri della Compagnia Navale, alle vostre famiglie e agli amici a casa. Possa Dio benedirvi sempre.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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