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PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI
PAOLO II
Solennità dell’Immacolata Concezione
della Beata Vergine Maria Piazza di Spagna - Sabato, 8 dicembre 1990
Ave Maria!
Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te.
Ti saluto .
. . ecco concepirai
darai alla luce il Figlio . . .
che sarà chiamato Figlio
dell’Altissimo.
Lo Spirito Santo scenderà su di te
e il Santo che nascerà da
te
sarà chiamato Figlio di Dio.
Ave Maria!
Queste parole risuonano ogni anno
in questo centro di Roma, in
Piazza di Spagna,
ai piedi del colle, cui fa corona la chiesa
dedicata alla
Santissima Trinità: Trinità dei Monti.
Ecco il nostro omaggio all’Immacolata.
Sono parole che nascondono in sé
un mistero inscrutabile:
il mistero di
Dio che è Unità nella Trinità:
il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Queste parole celano il Mistero,
e nello stesso tempo lo rivelano.
Soltanto Colei che è “piena di grazia”,
che è l’Immacolata,
può accogliere
l’insondabile Mistero di Dio;
è capace di “sentirlo”
con tutta la profondità
del suo cuore di donna.
Non ha ella forse vissuto nell’ambito di questo
Mistero
prima ancora che il messaggero l’avesse rivelato?
Non ha partecipato
ad esso sin dall’inizio
mediante la grazia dell’Immacolata Concezione,
per
singolare privilegio divino?
Maria piena di umiltà!
Maria, tu che sei stata visitata
dalla pienezza
della rivelazione,
Maria, a cui Dio stesso ha affidato il suo Mistero
e
l’intenzione salvifica nei riguardi del mondo,
ottieni a noi, uomini del XX
secolo,
agli abitanti di Roma
e agli stranieri venuti da tutto il mondo,
una nuova sensibilità alle grandi cose di Dio!
Illumina gli occhi della nostra
mente
per comprendere la Verità del Verbo
che si è fatto carne
e abita in
mezzo a noi!
Ottieni alle nostre menti umane,
sedotte dalla ricchezza del mondo creato,
prese dalle cose temporali e caduche,
una nuova fame di Dio,
perché la
nostra esistenza terrena
non affondi nel buio,
e perché ritroviamo
costantemente la Luce,
la Luce intramontabile della Vita
che è stata
concepita in te;
quella Luce che venne nel mondo,
e i suoi non l’accolsero.
Ottieni a noi di accoglierla costantemente
nel mistero del tuo Figlio, il
Verbo Eterno,
Gesù Cristo, Redentore del mondo.
Amen!
In Piazza di Spagna, dopo aver onorato la Vergine Immacolata il Santo
Padre rivolge alcune parole ai bambini italiani colpiti da distrofie muscolari.
Con questo intervento il Santo Padre si associa all’iniziativa denominata
“Telethon” che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica ai grandi problemi delle
miopatie.
Carissimi bambini.
Con grande affetto vi abbraccio e con voi saluto tutti coloro che sono
colpiti da distrofie muscolari. Ringrazio di cuore i promotori dell’iniziativa
denominata “Telethon”, così altamente umanitaria, che mira a sensibilizzare
l’opinione pubblica ai grandi problemi delle miopatie. Desidero far pervenire un
cordiale pensiero a quanti, grazie alla RAI, possono collegarsi a questa catena
di solidarietà.
La sofferenza mette sempre a nudo l’umana fragilità, ma può ridestare in ogni
persona sentimenti di autentica fraternità. Se la malattia bussa alla porta
della nostra casa, quanto conforto ci reca il sapere che possiamo contare sul
sostegno fattivo e amichevole degli altri! Il mio augurio, allora è che
“Telethon” serva ad avvicinare tra loro gli esseri umani, a infrangere i
pregiudizi e le barriere psicologiche di ogni tipo. Serva soprattutto a prendere
coscienza che ognuno è responsabile dell’altro, specialmente quando, come in
questo caso, l’altro - il nostro fratello - soffre e forse solo grazie all’aiuto
di tutti può recuperare la gioia di vivere.
Il Signore vi protegga, carissimi fratelli e sorelle, e la Madonna, “Salute
degli infermi”, sostenga ogni vostro sforzo. In questo clima di Avvento giungano
a tutti i miei fervidi auguri per le prossime Feste Natalizie.
Con la mia affettuosa benedizione.
©
Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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