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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO DELLA DIOCESI DI IVREA
Sabato, 15 dicembre 1990
Carissimi fratelli e sorelle!
1. Siete venuti in gran numero per rendere visita al successore di Pietro e
per testimoniare con la vostra presenza la devozione che vi unisce alla Sede
apostolica; siete venuti a Roma per venerare la tomba del principe degli
apostoli e per sostare nei luoghi dell’antica città, resi sacri dal sangue dei
martiri e dalla loro coraggiosa testimonianza evangelica. Nel rivolgervi il mio
cordiale saluto, auspico di cuore che questo pellegrinaggio contribuisca a
rinvigorire la vostra fede, così che anche voi possiate essere coerenti
discepoli di Cristo, nella pratica quotidiana dei suoi insegnamenti.
Saluto con affetto il vostro pastore, il carissimo monsignor Luigi Bettazzi,
che ringrazio sentitamente per le espressioni di omaggio che mi ha indirizzato.
Saluto il signor sindaco di Ivrea, che ha voluto partecipare a questo incontro
insieme con i primi cittadini di San Benigno e di Chivasso. Rivolgo un fraterno
pensiero al gruppo dei lavoratori dell’Olivetti, della Lancia e degli
agricoltori, che rappresentano l’intero mondo del lavoro della vostra diocesi.
Attraverso tutti voi, qui presenti, vorrei far pervenire i miei affettuosi
sentimenti alle vostre famiglie, alla vostra città e alla vostra terra, che ha
dato i natali a numerosi santi.
2. C’è una ragione particolare che rende il nostro incontro familiare e
sentito. Voi, infatti, avete voluto ricordare con l’odierna manifestazione il
pellegrinaggio pastorale che ho avuto la gioia di effettuare il 18 e il 19 marzo
scorso alla città di Ivrea e nel Canavese; intendete, così, ricambiare la mia
visita per riviverne l’atmosfera e per rinnovare lo slancio missionario che ha
caratterizzato quei giorni indimenticabili.
È stata una visita breve, ma veramente intensa, durante la quale mi è stato
dato di compiere una sorprendente esperienza ecclesiale: ho potuto incontrare
giovani e fanciulli, sacerdoti e religiosi, agricoltori e lavoratori,
imprenditori e professionisti, autorità comunali e provinciali, responsabili
dello Stato e della Regione. Insieme abbiamo riflettuto e pregato, insieme
abbiamo sentito la presenza dello Spirito che affratella i cuori; mi è stato
possibile conoscervi meglio, apprezzare la vostra vitalità religiosa e
partecipare alle esperienze delle vostre comunità. Per tutte queste ragioni ho
conservato vivamente impressa nello spirito l’immagine della vostra Chiesa.
Rinnovo, pertanto, un vivo ringraziamento a quanti, sotto la guida del vostro
vescovo, hanno reso possibile il mio soggiorno fra voi, come pure alle autorità
civili e all’intera popolazione della vostra regione. Il Signore ve ne renda
merito e arricchisca di copiosi frutti spirituali il vostro apostolato, affinché
regnino tra di voi la pace e la serenità, la carità fraterna e il coraggio
cristiano, la comprensione e la solidarietà soprattutto nei momenti difficili
dell’esistenza.
3. Vi raccomando tutti al Signore; affido a lui i propositi che vi animano e
i problemi che in modo particolare vi assillano in questo momento.
Non posso, infatti, non ricordare che diversi vostri fratelli stanno vivendo
una situazione quanto mai preoccupante, caratterizzata dalla prospettiva della
Cassa integrazione e della perdita dell’occupazione lavorativa. Si profila un
futuro denso di risvolti inquietanti per tante famiglie. Questo è il momento
della reciproca comprensione e della solidarietà da attuare con lo sforzo di
tutti. Prego il Signore perché sui lavoratori pesino il meno possibile le
difficoltà dell’attuale congiuntura economica e perché si riesca a trovare
presto una soluzione rispettosa della dignità di ogni parte in causa. Occorre
operare con impegno affinché i lavoratori, e in particolare i giovani, possano
guardare con fiducia al loro avvenire.
4. Il vostro pastore, monsignor Luigi Bettazzi, ha illustrato poc’anzi il
cammino spirituale che la diocesi sta percorrendo, attenta alla voce del divino
Maestro e vigile nel discernimento dei segni dei tempi. Lo ringrazio
cordialmente per avermi fatto partecipe dei vostri progetti, delle vostre
speranze e delle difficoltà con le quali vi state misurando. Lo ringrazio
soprattutto per avermi messo al corrente dei propositi di autentico rinnovamento
evangelico che ispirano l’intera pastorale diocesana. Tali orientamenti
scaturiscono dal recente Sinodo diocesano, in continuità con le direttive del
Concilio Ecumenico Vaticano II della cui conclusione abbiamo ricordato, lo
scorso 8 dicembre, il 25° anniversario, e mirano a fare di voi gli apostoli
della nuova evangelizzazione nell’ultimo scorcio del nostro secolo, che ci
prepara al terzo millennio cristiano.
So anche che in questo sforzo apostolico voi fate spesso riferimento alle
parole che vi ho rivolto nel corso della mia recente visita. Ad esse ritornate
in segno di effettiva comunione con il successore di Pietro e da esse traete più
forte stimolo per camminare nella fedeltà alle direttive del Vangelo. La nuova
evangelizzazione, che richiede il contributo di ogni credente, si fonda
sull’ascolto sincero e sulla testimonianza coerente della Parola del Signore;
essa si alimenta di una partecipazione attiva alla vita liturgica e soprattutto
al mistero eucaristico e si traduce in un cammino costante di comunione e di
corresponsabilità nella Chiesa. Essa diventa attenzione fattiva verso i
fratelli, specialmente i più sofferenti ed emarginati, ai quali bisogna far
pervenire l’annuncio dell’integrale salvezza di Cristo.
5. Carissimi fratelli e sorelle, imitate i figli e le figlie della vostra
terra che vi hanno preceduto nel cammino di fedele adesione ai disegni di Dio.
Vorrei, tra gli altri, ricordare quelli a voi più noti, come, ad esempio, Madre
Luisa Margherita Claret de la Touche che visse e operò per la santificazione dei
sacerdoti, ministri dell’Altare. Oppure il giovane Gino Pistoni che, formatosi
nell’Azione Cattolica, pose la sua esistenza al servizio di Cristo Re e morì
durante il secondo conflitto mondiale colpito da una scheggia di mortaio mentre
si era chinato a confortare un nemico gravemente ferito. La loro testimonianza
vi sia di incoraggiamento e di stimolo. Il loro esempio vi sostenga nelle prove.
Solo chi ha Dio nel cuore e si alimenta alle sorgenti della grazia può gustare
gli effetti della carità che spinge al dono e alla condivisione, alla
conversione personale e all’autentico rinnovamento sociale.
Ringraziandovi ancora per la vostra visita, invoco su ciascuno e sull’intera
diocesi la protezione della Madre di Dio, Vergine dell’ascolto fedele, la quale,
in modo particolare in questo periodo di Avvento, ci invita ad aprire il cuore
all’attesa del Salvatore. La nascita di Gesù vi porti luce, gioia e pace!
Con questi sentimenti a tutti formulo cordiali auguri per le prossime Feste
Natalizie e di cuore vi benedico.
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Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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