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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI MEMBRI DELL’ASSOCIAZIONE BRESCIANA «AMICI DI PONTE DI LEGNO»
Sabato, 15 dicembre 1990
Cari fratelli e sorelle.
1. Con gioia vi porgo il mio cordiale saluto. Siete venuti a Roma per offrire
in dono l’albero di Natale, che sarà collocato accanto al presepio in Piazza San
Pietro. Ringrazio l’Associazione “Amici di Ponte di Legno” ed estendo il mio
apprezzamento all’intera popolazione della Valle Camonica. Il vostro gesto mi
riporta col pensiero alle vostre stupende montagne, che potei ammirare nella
loro austera bellezza quando salii sull’Adamello.
So che avete voluto offrire l’albero natalizio nel ricordo del vostro
concittadino e grande Papa Paolo VI. Aver dato alla Chiesa un simile Pontefice è
per voi un onore, ma è al tempo stesso un impegno. Colgo volentieri quest’occasione
per esortarvi a tener alte le tradizioni religiose della vostra terra: è un
patrimonio che avete ricevuto dai vostri avi e che dovete trasmettere alle nuove
generazioni, affinché restino ancorate a quei valori di fede e di onestà che
hanno dato coesione alle famiglie e alle popolazioni della vostra vallata.
Nell’abitudine al lavoro e al sacrificio si forgia il carattere generoso e forte
della gente di montagna e si pongono le premesse di una vita serena e solidale.
2. L’albero che avete donato è un simbolo che racchiude tante cose: ricorda a
tutti l’approssimarsi delle feste natalizie creando un clima di gioia e di
festa. L’albero innalzato accanto al presepio è un invito a volgere in alto lo
sguardo, alla bontà misericordiosa del nostro Dio “per cui verrà a visitarci
dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre...
e dirigere i nostri passi sulla via della pace” (Lc 1, 78-79).
L’albero accanto al presepio esprime anche la partecipazione del creato alla
grande festa dell’umanità. Voi che vivete nelle valli siete i gelosi custodi di
quell’immenso patrimonio che sta nei prati e nei boschi, nei fiumi e nei
ruscelli. È un patrimonio che la natura vi ha affidato. A voi spetta di aiutare
l’umanità a rispettarlo e a preservarlo. Oggi che il patrimonio boschivo è
diminuito e le acque appaiono sempre più inquinate si profilano all’orizzonte
dell’umanità minacciosi rischi ecologici. Occorre impegnarsi in un’opera di
salvaguardia cominciando dall’educazione al rispetto della natura, espressione
mirabile della grandezza di Dio.
A voi questa viva esortazione: amate la vostra terra benedetta, sappiate
farla amare da quanti trovano nelle vostre montagne momenti di serenità e di
svago e con la vostra vita insegnate il rispetto della natura, vista come
manifestazione dell’opera stupenda della creazione.
3. Vorrei rivolgere una speciale parola agli esponenti del Rotary Club di
Lovere-Boario-Breno, che saluto con viva cordialità.
Il vostro motto “servire” è tutto un programma, cari Rotariani. Esso richiama
alla mente un requisito fondamentale di ogni ordinata convivenza: la famiglia,
la città, la nazione non si reggono se i rispettivi componenti non sono disposti
a impegnarsi generosamente nel servizio che a ciascuno compete. Anche la vita
della Chiesa pone una simile esigenza: ciascuno ha in essa un proprio ruolo da
svolgere. Al Papa, in particolare, come “Servo dei servi”, è riservato il ruolo
di “presiedere alla carità universale” e di aiutare l’uomo nell’incontro con Dio
salvatore. Ma ogni cristiano è chiamato a servire, perché il servizio è il cuore
del Vangelo stesso. Gesù è venuto per servire, non per essere servito (cf. Mc
10, 45).
Conosco i meriti della vostra Associazione: essa ha una lunga tradizione di
servizio e di carità. Onorando il vostro passato, sappiate sempre farvi carico
dei molteplici problemi dell’uomo, a cominciare da quelli materiali che molte
volte sono determinanti per la serenità e la pace familiare.
Aiutare l’uomo significa vivere l’essenza del Vangelo e capire meglio quanto
grande è stato l’amore di Gesù, che si è fatto nostro fratello.
Voi avete ogni giorno l’occasione di entrare in contatto con le povertà di
oggi: sappiate trovare soluzioni giuste nel rispetto della dignità dell’uomo.
L’avvicinarsi del Natale sia motivo per intensificare il vostro impegno.
A tutti i presenti, alle vostre famiglie e a tutti i vostri cari porgo i miei
auguri per il Santo Natale, accompagnandoli con la mia benedizione.
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Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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