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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI RAGAZZI DELL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Sabato, 22 dicembre 1990
Carissimi ragazzi di Azione Cattolica!
È ormai diventata una bella tradizione quella di incontrarci ogni anno,
nell’imminenza del santo Natale, per lo scambio degli auguri. Vi ringrazio,
perciò, per la vostra visita e per la gioia che sempre mi recate con la vostra
presenza. Vi saluto tutti con affetto e ringrazio i responsabili dell’Azione
Cattolica che hanno voluto accompagnarvi a questo incontro: in particolare,
mons. Salvatore De Giorgi, assistente ecclesiastico generale.
Trasmettete ai vostri amici il mio caloroso saluto e uno speciale ricordo per
le feste natalizie e il nuovo anno. Natale è il giorno della gioia, è il giorno
dell’amore: si celebra il mistero di Dio che, proprio per amore, si è fatto
uomo. Quando questo mistero di luce e di vita pervade il cuore degli uomini,
essi si trasformano in artefici di pace, generosi ed entusiasti.
Natale è l’incontro con Gesù che viene tra noi: nella nostra vita, nelle
nostre famiglie, nelle nostre città. Egli viene soprattutto nel cuore di chi,
come voi, è pronto ad accoglierlo. E non siete forse voi, ragazzi, coloro che
Gesù predilige?
Natale, allora, è sì la festa dell’umanità, ma è soprattutto la festa dei
“piccoli”, la vostra festa se amate veramente Gesù e sapete condividere la sua
gioia con i vostri amici.
Siate apostoli della gioia di Gesù! Annunciatela anche voi, come fecero gli
angeli sulla grotta di Betlemme, agli uomini di “buona volontà”.
Pochissimi giorni ci separano ormai dalla notte santa. Vi invito a unirvi
all’attesa della Vergine Maria e a prepararvi con lei a incontrare il divin
Redentore.
Questi sono i miei affettuosi auguri che accompagno con una speciale
benedizione.
Naturalmente mi vengono in mente tanti bambini e ragazzi anche non facenti
parte della vostra associazione, anche non italiani, di tutto il mondo,
specialmente là dove c’è la povertà, dove non si possono offrire i doni come si
offrono qui. Dobbiamo pensare sempre che Gesù è il solo a essere vicino a loro,
come dono. Non ci sono altri doni da portare alle persone, alle famiglie, ai
bambini, ma c’è lui che si è fatto dono per tutti e questo ricordatelo sempre:
il più grande è lui stesso. È dono per tutti e se dobbiamo augurare a tutti i
bambini del mondo un dono per la notte di Natale, auguriamo soprattutto il dono
di Gesù, della sua grazia e della sua presenza nel cuore di ogni uomo, di ogni
donna, di ogni famiglia e di ogni bambino.
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Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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