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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AI RELIGIOSI CHE LAVORANO IN VATICANO
Lunedì, 24 dicembre 1990
Carissimi fratelli e sorelle nel Signore!
1. Nell’atmosfera intima e soave del Natale, ho desiderato avere con voi,
religiosi e religiose che prestate la vostra collaborazione in Vaticano, questo
incontro per porgervi i miei auguri e manifestare personalmente la mia
riconoscenza a voi e ai vostri superiori per aver accettato l’invito a svolgere
qui il vostro servizio. Conosco la vostra dedizione quotidiana e so quanto essa
è preziosa e indispensabile nei vari luoghi dove vi trovate.
2. Voi, che da un tempo più o meno lungo siete qui in Vaticano, comprendete
bene che il successore di Pietro, per compiere la sua missione di pastore
universale, ha bisogno dell’aiuto fattivo e leale di tante persone responsabili
e qualificate. Ebbene, voi siete partecipi, in qualche modo, di questa missione.
La festività del Natale, che sempre colma i nostri animi di gaudio e di
commozione, ci ricorda che la Chiesa, voluta e fondata da Gesù su Pietro, gli
apostoli e i loro successori, ha come scopo l’annuncio dell’incarnazione del
Verbo divino, che è venuto nel mondo per rivelare la Verità e salvare tutti gli
uomini. Nel silenzio e nel nascondimento dei vostri uffici anche voi siete
corresponsabili in quest’opera di evangelizzazione e di redenzione.
Gesù Bambino, che nasce nella povertà e nell’umiltà della capanna di
Betlemme, ci fa capire che non ha tanta importanza se uno compie cose grandi o
piccole, ma che importa soprattutto ciò che si fa con amore e per amore.
Sappiate trasformare la vostra attività, che talora può sembrare monotona, umile
e ripetitiva, in sorgente di luce soprannaturale, rettificando l’intenzione in
ogni momento del vostro lavoro.
3. Il Natale del Signore, che oggi vi raccoglie qui, vi ispiri sentimenti di
gioia, di speranza e di fraternità. Accogliete con sempre amorevole
consapevolezza il salvatore nostro Gesù Cristo, che si presenta a voi nel
mistero ineffabile della sua natività. Quanti pensieri non suscita quel Bambino
nei cuori dei veri credenti! Gesù Cristo, che in quella notte beata, mediante la
verginale maternità di Maria, è entrato nella storia del mondo e nella vostra
storia personale, è vivente. Vive nella pienezza della gloria celeste, ma vive
anche nella Chiesa e in mezzo a voi, rinascendo spiritualmente di continuo negli
animi. Accostatevi a lui in questi giorni con fede e con amore; a lui vero Dio e
vero Uomo. È dalla sua divinità e dalla sua umanità che viene la salvezza,
perché, come dice il Papa san Leone Magno: “Se egli non fosse vero Dio, non
potrebbe recare rimedio; se non fosse vero Uomo, non ci sarebbe di esempio” (Sermo
21). È in virtù di ciò che l’annuncio del Natale, dopo venti secoli,
conserva sempre la sua attualità.
È questo l’auspicio che di gran cuore formulo per voi, religiosi e religiose.
Il mistero del Natale vi renda sempre migliori, sempre più fervorosi e diligenti
nei vostri impegni, vi elevi ogni giorno più nella sensibilità e nella
responsabilità, allargando lo sguardo sul mondo intero, sull’umanità, sulle
anime che attendono la salvezza. E vi accompagni sempre la mia benedizione, che
ora vi imparto con profonda benevolenza!
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Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana
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