Gentili signore e signori!
Sono lieto di incontrarvi in occasione del 35° Congresso dell’“Associazione
Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi” e porgo il mio cordiale saluto a tutti
voi che provenite, oltre che da diverse regioni italiane, dalla Svizzera, dalla
Francia, dalla Germania, dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti. Esprimo vivo
apprezzamento per il lavoro che svolgete, diventato così necessario specialmente
in questi nostri tempi, caratterizzati da una grande mobilità umana.
Tutti i giorni, infatti, negli alberghi e nei ristoranti, voi accogliete
gente che è in viaggio per svariati motivi. Venite, così, a contatto con persone
di ogni razza e ceto sociale e, in un certo senso, vi è dato di conoscere sempre
meglio il variegato “mistero dell’uomo” con il suo carico di preoccupazioni e di
affanni, con le sue gioie e le sue aspirazioni.
Quanti si rivolgono alle vostre strutture sperano di ricevere un’accoglienza
serena e rispettosa, improntata a comprensione e amicizia. Ciò richiede da parte
vostra pazienza e disponibilità, avvedutezza e prudenza. Siano queste le
caratteristiche che contraddistinguono la vostra professione. Venite incontro
alle attese dei vostri ospiti, riconoscendo in ognuno di loro un fratello e una
sorella. La gentilezza e il garbo, la serietà professionale e la disponibilità,
la competenza e la generosità sono doti che colpiscono in modo positivo e non si
dimenticano facilmente. Fate del vostro lavoro un autentico servizio all’uomo e
il campo del vostro apostolato.
Il Vangelo ci ricorda che nell’ultimo giorno saremo giudicati sull’amore
manifestato con gesti concreti (cf. Mt 25, 36 ss).
Vi aiuti santa Marta, celeste vostra patrona. Vi accompagni anche la mia
benedizione, che di cuore estendo ai vostri familiari come pure al personale
degli alberghi e dei ristoranti dai quali provenite.
© Copyright 1990 - Libreria
Editrice Vaticana