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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RETTORI DEI SEMINARI
ANGLOFONI D'EUROPA

Venerdì, 18 febbraio 1994

 

Cari fratelli in Cristo,

È per me un grande piacere darvi il benvenuto, Rettori dei Seminari e dei Collegi anglofoni provenienti da vari Paesi europei. Sono a conoscenza del fatto che per molti anni vi siete riuniti periodicamente in uno o nell’altro dei vostri Paesi, per discutere e per pregare sulle numerose questioni e sui numerosi problemi che sorgono nel corso del vostro importante lavoro mirante ad educare e a formare i futuri sacerdoti, sia diocesani che religiosi. Quest’anno avete scelto Roma come vostro luogo d’incontro, e io prego che la vostra permanenza vicino alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo sia un’occasione di grazia speciale e di rinnovato impegno agli obblighi che avete assunto per il bene della Chiesa.

Il vostro compito non è facile. È vostra responsabilità assicurare che gli studenti giunti nei vostri collegi ricevano una solida formazione alla filosofia, alla teologia e a tutti i talenti richiesti nell’opera sacerdotale. Ma lo studio non è mai l’unico scopo della vita nel seminario. Ai giovani a voi affidati deve essere insegnato come pregare, come giungere vicino al Signore che li ha chiamati al suo speciale ed immediato servizio. L’intimità con il Pastore Divino, questo è ciò che i vostri studenti devono acquisire. Senza di essa, essi non possono divenire buoni sacerdoti, senza di essa, essi possono correre il rischio di cadere.

Filosofia, teologia e preghiera: ma un ulteriore elemento vitale è sicuramente lo sviluppo umano. I sacerdoti devono essere educati come tutti gli altri, se essi devono essere capaci di incontrare la gente su lo stesso piano, se devono essere capaci di essere tutte le cose per tutti gli uomini, come dice l’Apostolo Paolo, inoltre non può essere considerato scontato che i vostri studenti abbiano già acquisito una piena e globale visione delle verità fondamentali della fede prima di giungere da voi. Ciò è qualcosa che deve essere verificata e, qualora necessario, si deve rimediare alla sua carenza.

Mentre trascorrete questi giorni in discussione e in preghiera, chiedo allo Spirito Santo di illuminarvi e di infondervi nuovo coraggio. Il vostro lavoro è vitale per la vita della Chiesa e vi ringrazio per tutto ciò che fate. Affidandovi all’intercessione di Maria, Madre dei sacerdoti e Madre della Chiesa, imparto la mia benedizione apostolica a voi, ai vostri assistenti e ai vostri studenti.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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