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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE GIOVANI COPPIE E AI LORO BAMBINI

Sainte-Anne-d'Auray - Venerdì, 20 settembre 1996

 

Cari amici, passando in mezzo a voi, è stata per me una gioia vedere tanti bambini. In quel momento ho avuto davanti agli occhi tutti i bambini che vivono in Francia, senza dimenticarne nessuno. A tutti i bambini esprimo il mio affetto caloroso. Purtroppo non ho potuto avvicinarmi a tutti, ma vi erano dei rappresentanti e attraverso di essi ho espresso ciò che serbo nel cuore per le famiglie e per i bambini.

Cari genitori, cari figli,

1. “Voi siete il sale della terra . . . Voi siete la luce del mondo” (Mt 5, 13-14).

Cristo rivolgeva queste parole ai discepoli che lo seguivano e che lo avevano udito proclamare le Beatitudini (cf. Mt 5, 3-12). Oggi, rivolge lo stesso messaggio a voi, giovani famiglie qui riunite. Sono lieto di incontrarvi nel corso di questa mia visita. La vostra presenza numerosa denota la vitalità delle famiglie francesi.

Certo, la famiglia, in Francia come altrove, incontra molteplici difficoltà che spesso la rendono fragile. La vostra regione è particolarmente provata dalla situazione economica che causa disoccupazione e costringe i giovani ad abbandonarla. Voi dovete affrontare problemi complessi riguardanti la sanità, l’alloggio e il lavoro delle donne. Comprendo la vostra preoccupazione per il futuro dei vostri figli. Come molti genitori, siete messi a confronto con il problema dell’educazione umana e morale dei giovani, mentre attorno a voi il senso spirituale s’indebolisce e vengono rimessi in discussione molti valori fondamentali come l’indissolubilità del matrimonio e il rispetto della vita.

2. Care famiglie, vi ripeto le parole di Cristo: siete “il sale della terra” e “la luce del mondo”. Il Verbo incarnato è il Maestro della parola di cui lui stesso dà l’interpretazione. Noi, grandi e piccoli, possiamo comprendere i due paragoni fatti da Gesù: “Voi siete il sale della terra”: tutti sappiamo che i cibi senza sale non hanno sapore. Una pietanza condita bene ha sapore ed è gradevole da consumare. Se manca il sale, è insipida. Se il sale perde la propria natura e non può più servire ad arricchire le pietanze, “a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini” (Mt 5, 13).

“Voi siete la luce del mondo”. Che cos’è dunque la luce? Lo scopriamo anche in base all’esperienza: la luce brilla e illumina. È grazie ad essa che le nostre città e le nostre strade non rimangono nell’oscurità. La luce si vede da lontano: essa dissipa le tenebre e permette di vedere il volto dell’altro. La sera, in famiglia, alla luce del focolare, è piacevole riunirsi. Con queste immagini del sale e della luce, Cristo si rivolge oggi a voi famiglie qui riunite. Siate il sale della terra! Siate la luce del mondo! Che cosa vuol dire? Il Signore ce lo spiega: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16).

3. Lasciatemi ripetere queste parole del Signore: voi siete “il sale della terra” e “la luce del mondo”. La Chiesa ha fiducia in voi e conta su voi genitori, soprattutto nella prospettiva del terzo millennio, affinché i giovani possano conoscere Cristo e seguirlo con generosità. Con il vostro modo di vivere rendete testimonianza della bellezza della vocazione al matrimonio. L’esempio quotidiano di coppie unite alimenta nei giovani il desiderio di imitarle. I giovani ricevendo in famiglia la testimonianza dell’amore di Dio, saranno portati a scoprirne la profondità.

La preparazione del grande Giubileo passa attraverso ogni persona e ogni famiglia, perché il mondo accolga la luce di Cristo che, solo, offre il significato ultimo all’esistenza (cf. Giovanni Paolo II, Tertio Millennio adveniente, 28). Come indicano le numerose testimonianze rese oggi, siete portatori di un ricco dinamismo spirituale. I vostri figli hanno nel cuore il desiderio di fare della loro vita qualcosa di grande. Spesso nelle famiglie dalla fede profonda nascono anche le vocazioni sacerdotali o alla vita religiosa.

4. Siete “il sale della terra” e “la luce del mondo”. Con queste parole, il Signore vi invita ad essere testimoni e missionari in mezzo ai vostri fratelli. Che la vostra vita, che trae senso da Cristo, abbia sapore per quanti vi circondano! Sia radiosa poiché in fondo al vostro cuore è presente il Signore; Egli vi ama e vi chiama alla sua gioia! È proprio il fatto di sapersi amati che permette di andare avanti nel cammino con fiducia. La vita dei battezzati consiste innanzitutto nell’essere uniti a Cristo, sorgente della vita, nel ricevere da Lui la vita in abbondanza e nel diventare suoi testimoni. “Il sacerdozio battesimale dei fedeli, vissuto nel matrimonio-sacramento, costituisce per i coniugi e per la famiglia il fondamento di una vocazione e di una missione sacerdotale” (Giovanni Poalo II, Familiaris consortio, 59).

Molte delle testimonianze che abbiamo ascoltato sottolineano il ruolo essenziale dell’Eucaristia. Avete ragione, poiché essa è una fonte alla quale attingono i coniugi cristiani. Nel sacrificio della nuova Alleanza che Cristo suggella con l’umanità, essi scoprono un modello per il loro amore, che è un dono gratuito e un rendimento di grazie. Il rapporto coniugale non può fondarsi solo sui sentimenti d’amore: esso si basa prima di tutto sull’impegno definitivo chiaramente voluto, sull’alleanza e sul dono, che passano attraverso la fedeltà. Con la loro vita coniugale, i coniugi testimoniano il vero amore che integra tutte le dimensioni della persona, quella spirituale, intellettuale, volontaria, affettiva e fisica.

5. Il rapporto amoroso contribuisce alla crescita del coniuge. È un servizio all’altro che prende esempio da Cristo servitore che ha lavato i piedi degli Apostoli la sera del Giovedì santo. La vita coniugale non è mai esente da prove, che fanno attraversare momenti dolorosi in cui l’amore e la fiducia nell’altro e in se stessi sembrano vacillare. Gli sposi attingeranno la loro forza unendosi ai sentimenti di Cristo durante la notte del Venerdì santo. Molti ne hanno già fatto esperienza: la prova attraversata può contribuire a purificare l’amore. Ma ci sono anche momenti intensi di gioia che derivano dalla comunione nell’amore. Questi momenti fanno ricordare che, al di là di ogni sofferenza, vi sono la luce sfolgorante e la vittoria definitiva del mattino di Pasqua. Il sacramento del matrimonio ha infatti una struttura pasquale.

La vita coniugale e familiare è un cammino spirituale. In effetti, in coppia e in famiglia, qualsiasi incontro esige di accogliere l’altro con delicatezza. Voi conoscete il ruolo del dialogo all’interno della coppia e della famiglia. Nel nostro mondo, dove la preoccupazione del guadagno in tutte le attività lascia poco spazio agli incontri gratuiti, è importante che le coppie e le famiglie possano riservarsi momenti di scambio che consentano di rafforzare il loro amore.

6. La vita coniugale passa anche attraverso l’esperienza del perdono, poiché, cosa sarebbe un amore che non giunge fino al perdono? Questa, che è la più alta forma di unione, impegna tutto l’essere che, per volontà e per amore, accetta di non fermarsi all’offesa e di credere che un futuro è sempre possibile. Il perdono è una forma eminente di dono, che afferma la dignità dell’altro riconoscendolo per ciò che è, al di là di ciò che fa. Chi perdona permette anche a chi è perdonato di scoprire la grandezza infinita del perdono di Dio. Il perdono fa ritrovare la fiducia in se stessi e ripristina la comunione fra le persone, dato che non può esserci vita coniugale e familiare di qualità senza una conversione costante e senza la volontà di spogliarsi dei propri egoismi. Contemplando Cristo sulla Croce che perdona, il cristiano trova la forza del perdono. Nel 1986, durante la Messa delle famiglie a Paray-le-Monial, ho mostrato che l’amore per il cuore di Gesù deve essere la fonte di qualsiasi amore umano.

7. Nella vita coniugale, i rapporti carnali sono il segno e l’espressione della comunione fra le persone. Le manifestazioni di tenerezza e il linguaggio del corpo esprimono il patto coniugale e rappresentano il mistero dell’alleanza e quello dell’unione di Cristo e della Chiesa. I momenti di profonda comunione conferiscono a ogni membro del focolare domestico una reale forza per la sua missione in mezzo ai fratelli come anche per il suo lavoro quotidiano.

Siete invitati a mostrare al mondo la bellezza della paternità e della maternità e a favorire la cultura della vita, che consiste nell’accogliere i figli che vi vengono donati e nel farli crescere. Qualsiasi essere umano già concepito ha diritto ad esistere, poiché la vita donata non appartiene più a quelli che l’hanno generata. La vostra presenza in questo luogo con i vostri figli è un segno della felicità insita nel dare la vita in maniera generosa e nel vivere nell’amore.

8. Anche voi giovani siete il sale della terra e la luce del mondo. Per ognuno di voi la casa è un luogo privilegiato dove amate e siete amati. I vostri genitori vi hanno chiamato alla vita e desiderano guidarvi nella crescita. Sappiate ringraziarli e rendere grazie al Signore! Anche nei momenti difficili prendete coscienza del fatto che i vostri genitori vogliono aiutarvi ad essere felici, ma che l’accesso alla felicità comporta anche delle esigenze! Come i vostri genitori, siete responsabili della vita in famiglia e dell’esistenza di un clima sempre più sereno, che lasci a ciascuno lo spazio sufficiente per dare il meglio di sé e per sviluppare la propria personalità.

Come abbiamo ascoltato prima, nel momento in cui la vita spirituale si risveglia nei bambini e questi s’interrogano su Dio, grazie ad essi, i genitori ritrovano il cammino della Chiesa e della fede che avevano in parte smarrito. In questo modo, attraverso i piccoli, il Signore compie meraviglie e affida a ciascuno nella famiglia un ruolo di evangelizzazione. Alcune testimonianze precisano che in alcuni focolari domestici vi è un angolo per pregare, che i bambini hanno la gioia di adornare e dove vanno volentieri per incontrare Gesù nel silenzio. Sono lieto di questo spazio riservato a Cristo e alla Vergine Maria nelle vostre case.

9. La società deve riconoscere il grande valore del ruolo dei genitori che prepara il futuro di una nazione. Voi siete infatti i primi responsabili dell’educazione umana e cristiana dei vostri figli. La comunità familiare fondata sull’amore e sulla fedeltà offre ai figli la sicurezza e la stabilità che consentono loro di accedere all’età adulta. È in un clima di amore e di tenerezza, di dono e di perdono, che le personalità possono modellarsi e svilupparsi armoniosamente.

Nell’Ovest della Francia la scuola cattolica ha una ricca tradizione: alcune comunità religiose non hanno lesinato sforzi per renderla dinamica. Essa ha un progetto pedagogico specifico da sviluppare, per proporre ai giovani i valori cristiani, ma è innanzitutto una scoperta della persona di Cristo, poiché i valori che non sono legati alla sorgente viva che è il Signore rischiano di snaturarsi. Ciò non impedisce a molti giovani non cattolici di venire accolti e sostenuti con sollecitudine nei loro studi da questi istituti scolastici nel rispetto delle prospettive cristiane che li caratterizzano.

Desidero anche salutare i cappellanati dell’insegnamento pubblico per il lavoro compiuto, nell’offrire ai giovani l’educazione religiosa necessaria allo sviluppo della loro vita di fede. Essi devono confrontarsi con numerose attività parascolastiche nelle quali i ragazzi sono impegnati e che lasciano poco spazio alla catechesi. Ci sono anche movimenti che svolgono una missione molto importante, quali l’Azione Cattolica dell’Infanzia, il Movimento Eucaristico dei Giovani e lo Scoutismo.

10. Molte coppie partecipano attivamente alla vita della Chiesa, nei servizi diocesani, nei movimenti e nelle parrocchie. Rendo grazie per tutto il lavoro compiuto e incoraggio tutte le famiglie a proseguire la loro azione. In particolare, la vostra esperienza vi autorizza a proporre ai vostri contemporanei un approccio ai problemi coniugali e familiari. In questo spirito, i centri di preparazione al matrimonio offrono ambiti di riflessione e di formazione per i giovani che si preparano ad impegnarsi definitivamente mediante il sacramento del matrimonio. Essi propongono con chiarezza il messaggio cristiano sul vero amore e sull’esercizio della sessualità nella castità, che conferisce tutta la sua dignità alla vita coniugale. I movimenti familiari favoriscono la riflessione e la vita spirituale delle coppie. Desidero esprimere il mio apprezzamento anche per il lavoro realizzato dai gruppi che organizzano riunioni e ritiri per le coppie, per le famiglie e per i giovani.

11. Il mio pensiero è vicino alle coppie e alle famiglie che portano pesanti fardelli, in particolare ai genitori che devono accogliere un figlio disabile e alle famiglie che seguono con dedizione gli ammalati e le persone anziane del loro ambito familiare. Rendo grazie al Signore per la loro disponibilità e per la grandezza del loro amore. Essi sanno riconoscere nell’essere sofferente un figlio particolarmente amato da Dio. Comprendo anche la sofferenza di quanti vivono con dolore la mancanza di figli. Possano essi trovare persone attente all’interno della comunità cristiana e scoprire la gioia di donarsi al servizio dei fratelli! Non voglio dimenticare neanche quanti vivono nella solitudine perché non hanno potuto realizzare il loro progetto coniugale: devono trovare conforto e amicizia nella propria famiglia.

La Chiesa si preoccupa anche di quanti sono separati, divorziati e divorziati risposati: essi rimangono membri della comunità cristiana, “potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita” (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 84), accogliendo al contempo nella fede la verità di cui la Chiesa è portatrice nella sua disciplina sul matrimonio. Parlare della famiglia vuol dire anche ricordare i nonni. Con la saggezza che deriva loro da una lunga vita di coppia, essi sono per i figli un sostegno e per i nipoti punti di riferimento e di stabilità e spesso sono le prime persone a parlare loro di Cristo. Il dialogo e la prossimità fra le generazioni rimangono aspetti non trascurabili della vita familiare.

12. La famiglia è un luogo di sviluppo incomparabile. Possiate, grazie a Cristo e all’amore che vi unisce, vivere nella gioia! In questo luogo di pellegrinaggio, il popolo cristiano onora sant’Anna, madre della Vergine Maria, e viene filialmente a mettersi sotto la sua protezione. Affido le vostre famiglie alla sua intercessione e concedo di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica a voi e a tutti i vostri cari.

Prima di congedarsi dalla grande folla radunata nel “Parc du Mémorial”, il Santo Padre ha aggiunto le seguenti parole che pubblichiamo in una nostra traduzione italiana:

Molte, molte grazie per questo grande incontro. Voglio ringraziarvi per la vostra presenza, per ciò che siete come famiglie, come movimenti, come Chiesa domestica, Chiesa-famiglia: per tutto ciò che portate nella vita della vostra nazione, della vostra patria, della Chiesa in Francia, della Chiesa in tutto il mondo. Molte, molte grazie. Attorno a Sainte-Anne-d’Auray, abbiamo vissuto una giornata di speranza. Questa mattina, lasciando Tours, non potevo immaginare che qui avrei trovato il sole. Abbiamo quindi molte ragioni per ringraziare tutti il Signore, ringraziare per il suo amore e per le responsabilità che voi incarnate, ringraziare anche il sole di Sainte-Anne-d’Auray. Ringraziando, benediciamo tutti i presenti, le vostre famiglie, i vostri rosari, le vostre case, la vostra patria, tutto quanto si crea e si sviluppa attraverso la vostra vita.

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 

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