Al Venerato Fratello
Cardinale CORRADO BAFILE
Con animo lieto e grato al Signore vengo a porgerLe, Signor Cardinale, i miei
più cordiali voti augurali in occasione del Suo centesimo genetliaco. Si tratta
di un traguardo davvero significativo, che la Provvidenza Le ha concesso di
raggiungere. Grazie a questo singolare privilegio, Ella, nato a L'Aquila
all'inizio del ventesimo secolo, ha potuto percorrerlo per intero e, varcata la
soglia del Grande Giubileo del Duemila, si è inoltrato nel terzo millennio.
Mi è caro, pertanto, associarmi a Lei, caro e venerato Fratello, nel
considerare, con intima riconoscenza al Signore, la lunga e ricca esperienza
compiuta in questi cento anni. Penso in particolare a come Ella, avendo
abbracciato in età adulta il Sacerdozio, sia sempre stato al servizio della
Santa Sede, svolgendo per lunghi periodi importanti e delicati uffici. Dopo
vent'anni di apprezzato lavoro in Segreteria di Stato, il beato Giovanni XXIII
La scelse quale Cameriere Segreto Partecipante; La nominò, quindi, Nunzio
Apostolico in Germania e La consacrò Arcivescovo, suggerendoLe di assumere il
Suo medesimo motto episcopale: "Oboedientia et pax".
Particolarmente intensi e fruttuosi furono i quindici anni di attività
diplomatica a Bonn, al termine dei quali il Papa Paolo VI La richiamò a Roma e
Le affidò la guida del Dicastero delle Cause dei Santi, annoverandoLa ben presto
tra i membri del Collegio Cardinalizio. Era il 24 maggio 1976.
Desidero, altresì, esprimerLe gratitudine e apprezzamento per quanto Ella ha
fatto come generoso e competente collaboratore sia mio che dei miei venerati
Predecessori. Mi piace soprattutto sottolineare le alte convinzioni spirituali
che hanno sempre orientato il Suo agire. Quanti hanno avuto il privilegio di
esserLe accanto non solo nel servizio alla Sede Apostolica, ma anche nel
Sodalizio degli Abruzzesi a Roma e nella Legio Mariae, attestano
concordemente lo zelo sacerdotale ed apostolico che ha sempre ispirato il Suo
servizio nelle varie fasi della lunga vita.
Voglia la Vergine Santa, Signor Cardinale, ottenerLe tutte le grazie
desiderate, continuando ad esserLe vicina con la sua materna protezione.
Con tali sentimenti e voti Le assicuro il mio affettuoso ricordo nella
Celebrazione eucaristica, mentre in pegno di fraterna comunione Le imparto una
speciale Benedizione Apostolica, estendendola a quanti Le sono cari nel Signore.