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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
ALLE PARTECIPANTI AL
IX CONGRESSO NAZIONALE
DEL CENTRO ITALIANO FEMMINILE
*

III Domenica di Quaresima
1° marzo 1959

 

Con profonda gioia dell'animo vi vediamo attorno a Noi, dilette figlie del Centro Italiano Femminile, in occasione del vostro IX Congresso Nazionale, e vi diamo il Nostro cordiale benvenuto. Con voi sentiamo qui presenti tutte le Socie del vostro Movimento, che la cura della famiglia e le applicazioni ai doveri quotidiani hanno tenuto lontane. Sappiamo che esse guardano a questa casa del Padre comune, dalle città rumorose come dalle umili abitazioni sparse nelle tranquille campagne, dai quartieri di periferia come dai villaggi montani e costieri; tutte dunque vogliamo salutare con paterno affetto!

La Nostra compiacenza è grande, perchè possiamo oggi rivolgere la Nostra parola a voi, e a tutte le donne d'Italia, come voi impegnate nella multiforme attività della vostra organizzazione.

Oh, quali tesori di virtù, di generosità, di eroiche rinunzie sono racchiusi in questa silenziosa e laboriosa moltitudine di donne Italiane, nelle cui mani è riposta la serenità delle famiglie, la sana e retta educazione dei figli, l'avvenire stesso della Chiesa e della Patria!

Da quando il Signore Ci ha voluto chiamare al supremo governo della sua Chiesa, avete sentito spesso parlare del nuovo Papa, come proveniente da una modesta famiglia bergamasca. Ebbene, lo diciamo con un sentimento di grande commozione, e di profonda gratitudine a Dio; sì; alla Nostra famiglia, non così povera in verità come ad alcuno piacque presentarla, ma soprattutto ricca di doni celesti: agli esempi dei Nostri buoni genitori, papà e mamma, sempre scolpiti nel cuore: all'atmosfera di bontà, di semplicità e di rettitudine, che abbiamo respirata fin dalla infanzia, dobbiamo gran parte della Nostra vocazione sacerdotale ed apostolica. E come il Nostro ricordo torna spontaneo alla famiglia, che il Signore Ci ha data, così certamente anche il vostro si sofferma e riposa su quel focolare, nel cui tepore è fiorita la vita di ognuno, orientandosi così fin dai primi anni verso il bene, verso il dovere, verso Dio.

Dono preziosissimo è la famiglia, che, fondata per divina disposizione dille diverse e complementari attitudini dei coniugi, trova nella donna la sua vigile custode. Alle donne pertanto raccomandiamo l'amore alla famiglia, intesa come naturale ambiente per lo sviluppo della personalità umana, e come provvidenziale rifugio, nel quale si placano e si addolciscono le tempeste della vita, si spengono gli allettamenti delle inclinazioni indisciplinate, e si combattono gli influssi dei mali esempi. Questo santuario — lo diciamo col pianto nel cuore — è minacciato da tante insidie. Una propaganda talora incontrollata si serve dei poderosi mezzi della stampa, dello spettacolo e del divertimento per diffondere, specialmente nella gioventù, i germi nefasti della corruttela. É necessario che la famiglia si difenda, che le donne prendano con coraggio, e con senso di responsabilità, il loro posto in quest'opera, e che siano instancabili nel vigilare, nel correggere, nell'insegnare a discernere il bene dal male: approfittando anche, quando è necessario, della tutela della legge civile.

Il tratto di Vangelo, che in questa III Domenica di Quaresima si è letto durante la S. Messa, riferisce le parole di una donna anonima, che, ammirando la sapienza e la calma sovrana di Gesù, esclama, alzando la voce di mezzo alla folla: « Beato il grembo che ti ha portato, e il seno che ti ha allattato ! » [1]. Ben a ragione queste parole potevano essere rivolte a Maria; ma anche a tutte le mamme si può dire altrettanto, se i loro figli, nelle aspre e difficili vie della vita, sanno condursi da veri cristiani, secondo gli insegnamenti ricevuti. Beate anche voi, o donne e madri d'Italia, e quanto meritori i vostri sacrifici e le vostre fatiche, le vostre gioie e le vostre lacrime, se saprete tener fede alla vostra sublime vocazione!

Ma non vogliamo dimenticare che oggi vi trovate qui riunite, in occasione del Congresso Nazionale del Centro Italiano Femminile. La Nostra parola di plauso va pertanto al vostro Centro, che tanto Ci è caro per la diretta conoscenza che avemmo modo di fare a Venezia e nel Veneto. Vedemmo infatti lo zelo e la buona volontà di dirigenti e di propagandiste; potemmo apprezzare con vera compiacenza l'utilità, anzi la necessità del lavoro svolto, inteso a dare alla donna il senso pieno della sua grandezza, a difenderne gli interessi più alti come quelli apparentemente minuti della vita quotidiana, ad apprestarle i mezzi più adatti per lo svolgimento dei suoi doveri; Ci allietammo nel conoscere le benefiche attività assistenziali, i numerosi corsi di addestramento, le intelligenti intraprese di inchiesta, di formazione civica e sociale, di cultura.

Continuate dunque con fervido impegno su questa via di lavoro e di apostolato, tanto corrispondente alle odierne esigenze. Vi esortiamo con le parole stesse di S. Paolo, che già avete udite nell'Epistola della Messa odierna: « Camminate nell'amore, come Cristo ci amò, e diede se stesso per noi a Dio, oblazione e ostia di soave profumo... Camminate da figliuoli della luce: poiché il frutto della luce consiste in ogni bontà, e giustizia, e verità [2] ».

L'amore sia ciò che vi sostiene e riscalda: amore alla famiglia, alla Chiesa, alla Patria; amore che vi spinga a confortare, che vi faccia quasi dimenticare voi stesse, nella ricerca della gloria di Dio, e del bene delle anime. La luce divina sia la vostra guida, il vostro ideale, il vostro proposito: luce da accendere nelle menti e nei cuori dei vostri cari, delle persone amiche, anche di quelle lontane; luce che attende la vostra mano per brillare sul candelabro, e diffondersi intorno a voi.

E perchè dalla vostra azione scaturiscano i frutti amabili di ogni bontà, e giustizia, e verità; perchè dal vostro Convegno maturino i propositi e i programmi più generosi ed efficaci, Noi eleviamo al Signore una fervida preghiera. E per attirare su ognuna di voi e sul vostro Movimento i copiosi doni del Cielo, impartiamo di cuore alla Presidenza del Centro, a tutte le Dirigenti e Socie, alle donne d'Italia e a tutti coloro che sono più vicini al cuore di ciascuna, la Nostra confortatrice Benedizione Apostolica.

 


*  AAS. vol. LI, 1959, pp. 195-197.

[1] Luc. 11, 28.

[2] Eph. 5,2, 8-9.

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