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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI MEMBRI DELL'ASSOCIAZIONE
NAZIONALE ITALIANA
DEI CAPPELLANI MILITARI IN CONGEDO
*

Giardini Vaticani - Grotta di Lourdes
Giovedì, 11 giugno 1959

 

Vi esprimiamo anzitutto la profonda consolazione che Ci procura l'odierno incontro con voi, diletti figli dell'Associazione Nazionale dei Cappellani Militari in congedo, che, guidati dal venerabile Fratello l'Ordinario Militare in Italia, avete desiderato di essere da Noi ricevuti.

Grande infatti è la gioia e — lasciateCelo dire — intensa è pure la commozione, che proviamo nell'accogliervi in maniera particolarmente distinta.

La stessa forma in cui Ci piacque di predisporre questa Udienza, come un amabile incontro nei Giardini Vaticani, vi dice qual è il posto che voi tenete nel Nostro cuore. Ed il ricevervi qui, presso la riproduzione pressoché esatta della Grotta di Massabielle, oltre a rappresentare il meritato compiacimento per il pellegrinaggio, che annualmente compite a Lourdes, conducendovi gli ex-Combattenti, vuole avere anche il significato di porre sotto lo sguardo benedicente di Maria Santissima le risoluzioni ed i propositi del vostro Convegno.

In questo momento, i ricordi incancellabili e profondamente umani, legati alle Nostre esperienze di vita militare, si affacciano al pensiero più vivi che mai, e rinnovano le emozioni e le consolazioni provate in quei lontani giorni di semplice servizio, dapprima, e di ministero sacerdotale di poi, in mezzo a tanta balda gioventù. Non intendiamo rifare a voi la storia di quei due periodi della Nostra vita, già largamente divulgata e un poco favoleggiata dai giornali, e da Noi stessi altre volte accennata; ma essa fu tuttavia così ricca di insegnamenti, che vogliamo esporvene qualcuno, a comune utilità vostra ed a paterna esortazione.

1. L'anno di volontariato sui vent'anni fu anzitutto per Noi assai utile e fecondo, perchè, permettendoCi una vasta conoscenza di persone, in condizioni tutte particolari di vita, Ci diede la preziosa possibilità di penetrare sempre più a fondo nell'animo umano, con incalcolabile giovamento per la Nostra preparazione al ministero sacerdotale. Come voi ben sapete, il vivere in fraterno contatto per mesi e mesi, in una comunanza di anime, temprata nel pericolo e nella generosità quotidiana, fa scoprire nel nostro prossimo sempre nuove profondità, espressioni di fede, di fiducia in Dio, di abbandono nella preghiera, di serena rassegnazione. Da tale conoscenza reciproca scaturiscono poi i colloqui col sacerdote, la stima per il suo ministero, il riversare nella sua anima le confidenze più segrete, per riceverne incoraggiamento, esortazione, perdono.

Epoca dunque di spirituale arricchimento, a cui si aggiunge l'opera costruttiva della disciplina militare, che forma i caratteri, plasma le volontà, educandole alla rinunzia, al dominio di sé, all'obbedienza.

Queste varie esperienze di vero servizio militare, come reclute e soldati, che parecchi tra voi avete fatte, vi hanno certamente dato la possibilità di compiere tanto bene, di essere di esempio ad ufficiali e soldati, di conquistarne la fiducia; e voi sapete come i legami, allacciatisi negli anni giovanili, non si spezzano più per tutta la vita.

Quale motivo per ringraziare il Signore, che, chiamandoci al suo servizio, a tutti dà la possibilità di rendergli testimonianza, fin dai giovani anni, diffondendo tra le anime, anche nei momenti più difficoltosi, il buon seme della sua grazia e della sua parola, il buon profumo del suo amore !

2. Indimenticabile fu il servizio che compimmo come Cappellano negli ospedali del tempo di guerra. Esso Ci fece raccogliere nel gemito dei feriti e dei malati l'universale aspirazione alla pace, sommo bene dell'umanità. Mai come allora — e anche successivamente, nelle vicende dell'ultima conflagrazione mondiale, durante la quale fummo strumento della carità instancabile del Nostro Predecessore di v. m., nelle nazioni ove eravamo destinati come Rappresentante della Sede Apostolica — sentimmo quale sia il desiderio di pace dell'uomo, specialmente di chi, come il soldato, confida di prepararne le basi per il futuro col suo personale sacrificio, e spesso con l'immolazione suprema della vita.

Questo insegnamento che le guerre diedero al mondo, come il monito più severo, fa dei Cappellani Militari gli uomini della pace, che con la loro sola presenza portano serenità negli animi. Essi sono infatti per grazia di stato i ministri di quel Gesù, che ha dato al mondo la pace, e ne portano il suggello alle coscienze per mezzo dei Sacramenti, che amministrano. E qui, per i Cappellani Militari, che svolgono un delicatissimo ministero di pace e di amore, in condizioni spesso ardue e difficili, c'è un nuovo motivo per ringraziare la Provvidenza, e per rendersi sempre più degni dell'opera, che Dio affida a ciascuno con piena e paterna fiducia.

3. In ultimo, i ricordi e le esperienze della vita militare, dipingono con amabili tratti davanti al Nostro sguardo la figura del Cappellano Militare, che rappresenta un aspetto nuovo e preziosissimo del moderno apostolato.

I Cappellani di ieri e quelli di oggi, nelle varie specialità di cui è loro affidata la cura spirituale, rappresentano infatti una possibilità nuova ed immensa di bene, sulla quale la Chiesa fa grandissimo assegnamento. Essi vanno verso schiere innumerevoli di anime giovanili, robuste e gagliarde, ma talora esposte a gravi pericoli spirituali, per indirizzarle e formarle al bene. Così avete fatto voi nel passato, così fanno oggi i vostri più giovani Confratelli, ai quali va l'attenzione sollecita dell'Ordinariato per prepararli adeguatamente alle gravi responsabilità che li attendono.

Lo diciamo a voi, perchè qui ci intendiamo bene, e perchè desideriamo che, come anziani, lo riferiate ai cari Cappellani, che hanno raccolto la vostra eredità: ripetete loro, col calore della vostra convinzione, fondata sull'esperienza, che l'efficacia del loro ministero non dipende da mezzi umani, da simpatie ricercate ad arte, talora a costo di compromessi con la propria coscienza, ma soltanto dall'aiuto di Dio, e dallo spirito sacerdotale — diciamo anche missionario — con cui vi si dedicano.

Siamo lieti di apprendere che tale ministero si effettua dappertutto in armonia felice di natura e di grazia, nella ricerca instancabile di tutto ciò che favorisce l'accostamento delle anime. E mentre incoraggiamo tutti i diletti Cappellani, cogliamo volentieri questa occasione per inculcare loro l'amore più schietto e ardente allo spirito sacerdotale, soprattutto allo spirito sacerdotale, che è da mettere al sommo della gerarchia dei valori.

Diletti figli!

Accostate sempre da sacerdoti i vostri fratelli. Essi da voi attendono anzitutto la luce dell'esempio e del sacrificio; chiedono conforto nelle prove, forza nella direzione delle loro anime, chiarezza e zelo nell'insegnamento. In una parola, sempre ed in tutto vogliono vedere in voi i ministri di Cristo, e i dispensatori dei misteri di Dio. Non tralasciate occasione per instillare in essi l'amore alla vita di grazia, offrendo spesso la possibilità di accostarsi ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia. Solo così la vostra opera sarà fruttuosa, e il vostro ricordo rimarrà nei giovani tra i più consolanti e benefici, perché avrete contribuito ad irrobustire il loro spirito, in uno dei momenti più delicati della loro vita.

Con questi voti, e col paterno plauso a voi, che avete saputo fare di questo ideale il costante motivo del vostro servizio, Noi vi lasciamo, non senza elevare al Cielo una fervida preghiera, per chiedere su di voi ogni desiderata grazia.

Ed in pegno della continua assistenza divina, e a conferma della Nostra particolare predilezione, di cuore impartiamo al degnissimo Arcivescovo l'Ordinario Militare, a voi qui presenti, ai vostri cari, ai vostri Confratelli di tutta Italia, alle anime affidate alle vostre cure di buoni e generosi sacerdoti, la Nostra confortatrice Benedizione Apostolica.

 


*  AAS. vol. LI, 1959, pp. 470-473.

 

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