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 MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
GIOVANNI XXIII
ALLE FAMIGLIE CRISTIANE,
 IN OCCASIONE DELLA FESTIVITÀ
DELLA SACRA FAMIGLIA

Domenica, 10 gennaio 1960

 

Nel giorno in cui la Chiesa propone alla contemplazione dei fedeli gli esempi di virtù della Sacra Famiglia, amiamo invocare sulle dilette famiglie di tutti i Nostri figli la assistenza di Gesù, Maria e Giuseppe.

Le immaginiamo tutte qui presenti, unite in un solo palpito di affetto con Noi, che di ciascuna comprendiamo i desideri, le ansie, le trepidazioni. Il Nostro cuore sa rallegrarsi con chi è lieto: soffrire con chi soffre [1]. Conosciamo quali difficoltà incontrano le famiglie, specie le più numerose, i cui sacrifici sono spesso nascosti e talora anche non stimati. Sappiamo come lo spirito del mondo, avvalendosi di sempre nuovi allettamenti, cerchi di insinuarsi nel santo istituto familiare, voluto da Dio a custodia e a salvaguardia della dignità dell'uomo, dal primo sbocciare della vita alla giovinezza tumultuosa; e dall'età matura alla più alta anzianità.

A tutti pertanto rivolgiamo, anzi ripetiamo, l'odierno invito liturgico, di guardare con ferma speranza agli esempi della Sacra Famiglia, nella quale Gesù ha consacrato con virtù ineffabili la vita domestica. Il segreto della vera pace, del mutuo e duraturo accordo, della docilità dei figli, del fiorire di un gentile costume, sta nella imitazione continua e generosa della dolcezza, della modestia, della mansuetudine della Famiglia di Nazareth, dove Gesù, Sapienza eterna del Padre, si presenta accanto a Maria, la Madre Sua purissima, e accanto a Giuseppe, che rappresenta il Padre celeste.

In questa luce, tutto si trasfigura nelle grandi realtà della famiglia cristiana, come abbiamo di recente sottolineato nella Allocuzione della Messa Natalizia di mezzanotte: « Fidanzamento nel riflesso della luce dall'alto; Matrimonio sacro ed inviolabile, nel rispetto delle sue quattro caratteristiche: fedeltà, castità, mutuo amore e santo timore di Dio; spirito di prudenza e di sacrificio nella educazione premurosa dei figli: e sempre, in ogni circostanza, sollecitudine intesa ad aiutare, a perdonare, a compatire, ad accordare agli altri la fiducia, che noi vorremmo fosse accordata a noi. È così che si edifica la casa che non crolla » [2].

L'augurio sereno di questa sicurezza, che è garanzia di imperitura pace, parte dal Nostro cuore per raggiungere ciascuno di voi, per accompagnarvi durante il nuovo anno: esso è sostenuto da una particolare preghiera, che eleviamo fervidamente al Cielo per la famiglia di ciascuno che Ci ascolta, specialmente per quelle che la mancanza di mezzi, di lavoro, di salute, espongono a dolorose privazioni.

Il Nostro pensiero va in particolare alla gioventù, speranza e conforto della Chiesa e futuro sostegno della società : e innanzitutto — lo dicemmo anche l'anno passato — a quanti, giovani e figliuole, sono sul punto di avviare anch'essi un nuovo focolare, e ne sono impediti da gravi difficoltà economiche. A tutti vanno i Nostri voti per una vita impreziosita dalla grazia divina, rinvigorita dalla difesa dei sacri valori dello spirito, e coronata altresì dalla prosperità e dolcezza dei doni terreni.


[1] cfr. Rom. 12, 15.

[2] cfr. L'Osservatore Romano, 28-29 dic. 1959.

 

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