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VISITA DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AL SEMINARIO ROMANO MAGGIORE
*

Sabato, 2 marzo 1962

 

Sancta Maria, succurre miseris, iuva pusillanimes, refove flebiles, ora pro populo, intervieni pro clero, intercede pro devoto fernineo sexu: sentiant omnes tuum iuvamen in hac sancta festivitate.

Come risuona propizia e felicie questa invocazione indirizzata alla Vergine Santissima con titolo di «Madonna della Fiducia! ». È una preghiera che, anzitutto, parla al cuore del Santo Padre nelle sollecitudini quotiudiane per el bene di tutti; ed ora, in modo speciale, nella Sua partecipazione talvolta anche faticosa, ma giocondamente accettata, al lavoro preparatorio del Concilio.

Nelle prime richieste par di vedere un riflesso delle condizioni in cui trovasi l'umanità, la conferma della pochezza di ciascun individuo, l'incontro di molti che sono deboli, sofferenti, refrattari all'azione. Ed ecco per tutti rifulgere la capacità di fare il bene con l'aiuto celeste, l'incoraggiamento in ogni ora, in ciascun giorno, anche se non mancano motivi di prove e contrarietà, nonostante il fervore.

Ci sono giornate di tristezza, e il sacerdote sa che bisogna passare attraverso l'esercizio di tutte le virtù, teologali e cardinali. Qui è la fonte, sempre, di purissima gioia : essa, al disopra delle avversità, rende la vita come un canto perenne. Vi sono circostanze in cui ci sembra di essere più vicini alla Grotta di Betlem; altre in cui è più evidente la sosta sul Calvario, accanto alla Croce di Gesù. Ma quale ristoro, sapendo che Egli sempre ci guarda e ci sostiene, invitandoci a starcene presso la Madre Sua, a fianco del Discepolo prediletto!

In tal modo rinfrancati, diviene più agevole il chiedere alla Madonna di intercedere per il popolo cristiano, affinché, tra l'altro, in questa epoca di grandi ricerche non solo storiche, ma anche e soprattutto scientifiche, esso vinca la tentazione della superbia, o di sentire sminuita la incomparabile forza racchiusa nel fiat voluntas tua che è fondamento di ogni sana filosofia e di ogni vero successo.

Per i seminaristi di tutto il mondo, poi, la domanda inter-veni pro clero indica l'accendersi di un vero coro di anime ferventi e generose, le schiere privilegiate assurte al divino servizio; accompagna, oggi appunto, la preparazione del Concilio ed è garanzia di ininterrotto germoglio di apostoli ad arricchire l'espandersi e l'opera della Ecclesia Sancta Dei.

Alla preghiera è congiunto il dovere della riconoscenza al Signore per tutto il bene che, attraverso l'attività del clero cattolico, di sacerdoti santi, chiamati a gustare la soavità delle cose celesti e a farle condividere dal popolo cristiano, di continuo si diffonde nell'umana famiglia.

Un pensiero speciale va, poi, alle mamme, singolarmente a quelle dei sacerdoti, alle religiose consacrate al Signore, a tante altre anime che le assecondano o si dedicano a determinate forme di collaborazione all'apostolato e che, in edificante emulazione, concorrono a glorificare il Vangelo.

Di conseguenza tutte le categorie passano dinanzi alla Madre celeste e sono corroborate precisamente dalla illimitata sicurezza che promana dalla sua bontà, dal suo benigno sorriso, dalla sua materna predilezione.

L'esempio di anime elette che a Maria ricorrono con profonda certezza, come alla Madre più tenera e provvida, ci esorta a percorrere le vie dei Servi di Dio d'ogni tempo. Con particolare impegno sono invitati a questa imitazione coloro che si preparano al sacerdozio : vogliano essi moltiplicare disposizioni di umiltà, speranza, generoso sentire, slancio del cuore per pregustare, già sulla terra, gli splendori e le armonie del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo nel celeste Regno, ove Maria è Regina, come lo è di tutti i Santi e di quanti il Signore ha redenti.

 


* Discorsi Messaggi Colloqui del Santo Padre Giovanni XXIII, vol. IV, p.649-651.

 

 

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