DISCORSO
DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI PARTECIPANTI A DIVERSI PELLEGRINAGGI
CONVENUTI A ROMA IN UDIENZACortile di
San Damaso
Domenica, 8 luglio 1962
Il comando di Gesù all'apostolo Pietro: « Duc in altum,
prendi il largo », continua a risonare nell'animo del Papa e di tutti i
componenti l'equipaggio della mistica barca, che è la Chiesa.
È dunque opportuno ripeterlo oggi, dacché l'abbiamo riletto
stamattina nel Vangelo della Messa, ripeterlo ad incoraggiamento per voi, cari
diocesani di Gubbio e Sessa Aurunca, e per voi, diletti figli e figlie
dell'Azione Cattolica Italiana.
La consacrazione episcopale, avvenuta stamane nella Basilica
romana dei Santi Dodici Apostoli, di un novello vescovo, figlio dell'Umbria,
discepolo del Poverello d'Assisi, ed ora chiamato ad entrare nella successione
degli Apostoli, offre motivo di continuata applicazione del grande precetto.
Voi sapete colorire l'episodio del Lago di Tiberiade e gustarne
tutta la soavità.
La diocesi è una porzione della Santa Chiesa: la figurazione
della fragile barca e delle acque, talora agitate, le conviene. L'Azione
Cattolica, a sua volta, rappresenta le anime, di cui parla S. Luca, più pronte
ad accostarsi al Signore e ad ascoltarlo: « Intorno a Gesù la gente s'affollava
per udire la parola di Dio » (1). Voi, maestri cattolici, volete compenetrarvi
dell'insegnamento evangelico, per educare i piccoli ed avvezzarli alla grande
navigazione della vita. Sacra missione la vostra, la più vicina al ministero
sacerdotale. Il « duc in altum » ha la forza persuasiva che viene a voi dalla
fede. La fede vi fa vedere il bambino nella giusta luce e vi pone problemi,
talora drammatici, in riferimento alla vita presente ed alla futura.
E voi, dilette figlie della Gioventù Femminile, vi siete
proposte di mirare alto in tutto, sempre: nella purezza e difesa del costume,
nella bontà saggiamente diffusa, nel profumo della preghiera, perchè aumenti il
numero delle famiglie che fanno onore al nome ed alla gloria dell'apostolato
cristiano.
Tutti, quanti qui siete, di età e condizione diversa, applicati
nei vari compiti distribuiti dalla Provvidenza, sapete corrispondere alla vostra
vocazione, e dare spettacolo di adesione pronta ai voleri del Divino Maestro.
Il mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio ha riproposto i
temi dell'uomo nella nuova luce di figlio adottivo di Dio, per cui tutto ormai,
con l'aiuto della grazia, diviene possibile in ordine alla grandezza vera,
all'ardimento eroico ed alla santità.
Al pensiero della propria diocesi — ognuna ha le sue tradizioni
religiose distinte, la sua ricchezza di fede, le sue pagine di letizia e di
sofferenze — il cuore si commuove.
Noi preghiamo perchè in ognuna trionfi la compattezza dei figli
attorno al Vescovo e molti lo aiutino ad andare al largo, per offrire ricetto ai
naufraghi della barca del Signore ed entusiasmare tutti al grave compito della
Evangelizzazione del mondo.
Fatevi animo, diletti figli e figlie: dell'Umbria e della
Campania, del Movimento Maestri e della Gioventù Femminile. Meditate le parole
conclusive del Vangelo odierno. Sono ancora una promessa e un incoraggiamento
rivolti a Pietro:
« E Gesù disse : Simone, non temere, d'ora innanzi tu sarai
pescatore di anime ». E come è pronta, sulla sua naturalezza, la applicazione
pratica che tutti, sull'esempio di Pietro, si accingono a fare: « Tirate a riva
le barche e, abbandonata ogni cosa, lo seguirono » (2).
Diletti figli. Voi sapete immaginare qual è il voto del cuor
Nostro. Questo : che quanti siete oggi accanto al Papa vogliate sempre, ed in
ogni circostanza, seguire Gesù e la sua Chiesa, con fermezza di fede e di
carattere, con generosità di opere.
L'Apostolica Benedizione si estende a tutti voi, ai vostri
familiari, alle istituzioni che rappresentate; mentre ancora una volta
solleviamo le vostre anime alla visione degli Apostoli e Discepoli sulle rive
del Lago, vicini a Gesù, ad ascoltare il suo insegnamento e a seguire il suo
comando: Duc in altum, duc in altum!
Sì, a più larghi orizzonti, a più fervida azione apostolica, ad
ardimentosa azione sociale. Amen amen.
(1) Luc. 5, 1.
(2) Luc. 5, 1-5
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