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DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI PARTECIPANTI
AL I PELLEGRINAGGIO NAZIONALE
DEL ROSARIO VIVENTE

 

Diletti figli e figlie.

Con tanta letizia vi salutiamo in questa basilica di S. Pietro, in occasione del primo pellegrinaggio nazionale del Rosario vivente, promosso dai nostri buoni Padri Domenicani. Dopo di aver assistito alla Messa celebrata dal degnissimo Signor Cardinale Giacomo Lercaro, Arcivescovo di Bologna, voi desiderate esprimere al Papa i vostri sentimenti di ardore e di devozione, in nome dei vostri coetanei di tutte le regioni d'Italia. Tra di voi ci sono anche bambini malati, che hanno affrontato il viaggio con spirito di sacrificio. Questo Ci commuove nell'intimo.

L'affetto, che abbiamo per voi, vuol essere un riflesso di quella carità, che ardeva nel cuore di Gesù, quando, attorniato dai fanciulli, ascoltava le loro confidenze, e li benediceva con pienezza di attenzioni delicate.

Ci siete cari, come la pupilla dei Nostri occhi: anzitutto perchè siete promessa di giorni migliori, nel crescere lietissimo di una fanciullezza serena e pura. Ma Ci siete cari principalmente perchè, con la naturale vivacità dei vostri anni, siete fanciulli che pregano. Voi avete compreso che una giornata senza preghiera è come il cielo senza sole, il giardino senza fiori. Perciò vi siete preso l'impegno di recitare ogni giorno una decina almeno del santo Rosario.

Bravi, diletti figli e figlie, bravi! La Madre di Gesù e nostra vi guarda e vi ascolta con materna predilezione. Ella sa che Le volete bene, e gradisce la vostra preghiera perchè accompagnata da salutari riflessioni, e da propositi generosi. Come non potrebbe volervi bene la Regina del Cielo, quando volete essere il suo Rosario vivente? È questo il nome del vostro bianco sodalizio.

Quale vessillo, quale programma, quale onore!

Oh, incanto del Rosario! la preghiera intrecciata con le elevazioni del Pater poster e dell'Ave Maria, che tratteggia allo spirito raccolto le realtà ineffabili della Incarnazione, della Passione e Morte del Figlio di Dio, e della sua Resurrezione e Ascensione; la discesa dello Spirito Santo; i trionfi di Maria, strettamente associata alle gioie, ai dolori, e alla gloria del suo Figlio Gesù. Recitando i singoli Misteri, è tutto il Vangelo che rivive; è la storia meravigliosa del genere umano redento e salvato.

Ditelo sempre bene! Voi siete il rosario vivente di Maria: vivente, perchè lo volete comprendere e praticare; perchè volete trarne invito costante ad adorare Gesù, a dare onore a Maria, a fare il vostro dovere, a mettere in pratica tutte le virtù, che la Chiesa si attende da voi.

Diletti figli e figlie,

Quando siamo entrati in mezzo a voi Ci è sembrato di trovarci come in un'aiuola di fiori primaverili. Avete, infatti, alzato verso di Noi il santo Rosario benedetto, come simbolo della vostra fede, della vostra preghiera, del vostro affetto. Questa corona, che oggi tenete in mano con gioia, sia il simbolo della vostra unione a Gesù. Portatela con voi in tutti i giorni della vostra vita, nell'adolescenza generosa, nella giovinezza ardente, nella maturità operosa. Dimostratevi sempre discepoli convinti di Gesù, sempre, sempre: con l'esempio, con la bontà, col santo perdono, col santo fervore; attraete ancora tanti altri amici e coetanei, affinché il vostro numero cresca e produca frutti ubertosi per le vostre famiglie, per l'Italia diletta, per la santa Chiesa.

Tornando alle vostre case, portate ai vostri cari il Nostro saluto: dite pure che il Papa recita il Rosario intero, cioè tre corone, tutti i giorni; prega per loro, per la serenità, il conforto, i buoni propositi di ciascuno; e siate degni del bel nome che portate: il Rosario vivente della Madonna, ora e sempre.

Oh, che conforto; oh, che letizia quotidiana continuata, questo sentirsi uniti a tante piccole anime innocenti che pregano insieme da tutti i punti della terra : insieme col Papa, ed Egli insieme con loro!

In pegno delle celesti grazie del Signore, e a conferma di grande benevolenza, discenda ora su tutti voi la Benedizione Apostolica, che estendiamo di cuore al Signor Cardinale Giacomo Lercaro, all'inclito Ordine Domenicano, ai vostri buoni Assistenti, e alle dilette famiglie che vi aspettano.

 

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