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SUPERIORE ANNO

LETTERA ENCICLICA 
DI SUA SANTITÀ
LEONE PP. XIII

 

Lo scorso anno, come tutti sapete, con una Nostra lettera Enciclica abbiamo decretato che in ogni parte del mondo cattolico, per ottenere il soccorso celeste a favore della Chiesa messa a così dure prove, si onorasse la possente Madre di Dio secondo il santissimo rito del Rosario durante tutto il mese di ottobre. Ciò facendo, abbiamo seguito una Nostra ispirazione e l’esempio dei Nostri Predecessori che nei tempi più difficili della Chiesa, con uno zelo di pietà sempre crescente, ebbero la consuetudine di cercare un rifugio presso l’Augusta Vergine e implorare il suo aiuto con fervide preghiere.

La Nostra volontà è stata dovunque assecondata con un tal fervore ed una tale concordia degli animi che ne è risultata una prova luminosa dell’ardore per la religione e per la pietà che esiste nel popolo cristiano, e della speranza che tutti ripongono nella protezione celeste della Vergine Maria. Questo fervore di pietà e di fede dichiarata ha recato un sollievo ed una grande consolazione al Nostro cuore, oppresso da tante gravi preoccupazioni e da tanti mali, e Ci ha dato la forza per sopportare, se così vorrà Iddio, mali anche peggiori. Infatti, mentre lo spirito di preghiera si spande sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme, Noi siamo portati a sperare che certamente un giorno Iddio Ci esaudirà: sentendo pietà per le vicissitudini della sua Chiesa, Egli ascolterà infine le preghiere di coloro che Lo implorano per mezzo di Colei, che ha voluto fosse la dispensatrice delle grazie celesti.

Per la qual cosa, dinanzi alla permanenza delle cause che Ci hanno portato a stimolare la pietà pubblica nell’anno passato, Noi, come abbiamo detto, abbiamo ritenuto Nostro dovere, Venerabili Fratelli, di esortare anche nel corrente anno i popoli cristiani a perseverare in questo modo di preghiere e in queste formule dette del Rosario di Maria, e a meritare così l’efficace protezione della possente Madre di Dio. Poiché i nemici del nome cristiano mettono così grande ostinazione nei loro disegni, i difensori non debbono avere una volontà meno costante, quando specialmente il soccorso celeste e i benefici che Dio ci reca sono spesso il frutto della nostra perseveranza.

È opportuno rievocare qui l’esempio di quella grande Giuditta, immagine della Vergine benefattrice, che represse l’impazienza stolta dei Giudei che volevano stabilire a loro giudizio il giorno in cui Dio doveva soccorrere la città oppressa. Giova ancora ricordare l’esempio degli Apostoli, che hanno aspettato il dono immenso dello Spirito Santo a loro promesso, perseverando unanimemente nella preghiera con Maria, Madre di Gesù.

Anche ora, veramente, si tratta di un’impresa ardua e di grande importanza, quella di umiliare la potenza dell’antico astuto nemico, tracotante nella sua forza, e di restituire la libertà alla Chiesa ed al suo Capo; di conservare e di proteggere i baluardi sui quali riposano la sicurezza e la salvezza della società umana. Pertanto conviene vigilare perché, in questi giorni di lutto per la Chiesa, il santo costume del Rosario di Maria sia osservato con zelo e pietà, tanto più che queste preghiere, essendo composte in modo da rievocare nel loro ordine tutti i misteri della nostra salute, sono essenzialmente appropriate a suscitare lo spirito di pietà.

Per ciò che riguarda l’Italia è oggi soprattutto necessario implorare con la preghiera del Rosario l’aiuto della potentissima Vergine, poiché una calamità impensata non solo incombe, ma è già presente tra noi. Si tratta della peste asiatica che, passando i limiti che la natura, seguendo la volontà di Dio, pareva assegnarle, ha invaso i porti più frequentati della Francia e di là le regioni limitrofe dell’Italia. Dobbiamo dunque cercare un rifugio presso Maria, presso Colei che la Chiesa chiama, a giusto titolo e a buon diritto, la salutare, l’ausiliatrice, la protettrice, affinché, propizia alle preghiere che Le sono gradite, Ella si degni di apportarci il soccorso implorato di cacciare lontano da noi l’impuro flagello.

Pertanto all’avvicinarsi del mese di ottobre, mese in cui si compiono nel mondo cattolico le solennità consacrate a Maria Vergine del Rosario, Noi abbiamo deciso di rinnovare, anche quest’anno, tutte le prescrizioni stabilite per lo scorso anno. Decretiamo quindi e ordiniamo che dal primo giorno di ottobre al secondo giorno di novembre in tutte le Chiese parrocchiali, in tutti gli Oratori pubblici dedicati alla Madre di Dio, o anche in altri a scelta dell’Ordinario, si recitino quotidianamente le cinque decine del Rosario aggiungendovi le Litanie: se il Rosario si recita la mattina, si celebri contemporaneamente la Santa Messa; se nelle ore pomeridiane, si esponga all’adorazione il Santissimo Sacramento e in seguito i presenti siano purificati secondo il rito. Noi desideriamo inoltre che le Confraternite del Santissimo Rosario, dovunque, dove le leggi civili lo permettono, facciano una solenne processione per le vie ad incremento della pubblica pietà.

Per aprire alla pietà cristiana i tesori celesti della Chiesa, rinnoviamo tutte le Indulgenze concesse nel passato anno. A tutti coloro che nei giorni prescritti avranno assistito alla recita pubblica del Rosario e che avranno pregato secondo la Nostra intenzione, e pure a coloro che, impediti da una causa legittima, avranno fatto questo in privato, concediamo per ciascuna volta una Indulgenza presso Dio di sette anni e di sette quarantene. A coloro poi che nel tempo predetto avranno compiuto questi esercizi almeno dieci volte, sia pubblicamente nelle Chiese, sia per giusti motivi nell’interno delle loro case, e che si saranno confessati e comunicati, concediamo dal tesoro della Chiesa la grazia plenaria dei loro peccati. Concediamo pure questa grazia plenaria dei peccati e la remissione delle pene a tutti coloro che, sia nel giorno stesso della Beata Vergine del Rosario, sia in un giorno qualunque dell’ottava seguente, parteciperanno con l’anima purificata al divino banchetto, e avranno supplicato Dio e la Sua Madre Santissima secondo la Nostra intenzione in un edificio sacro al Signore.

Volendo infine provvedere a coloro che vivono in campagna e che, specialmente nel mese di ottobre, sono impegnati nel lavoro dei campi, concediamo che tutto ciò che abbiamo qui sopra decretato, come pure le sacre Indulgenze da guadagnarsi nel mese di ottobre, possa essere differito ai mesi successivi di novembre e di dicembre, secondo la decisione prudente degli Ordinari.

Non dubitiamo, Venerabili Fratelli, che i Nostri sforzi saranno coronati da frutti ricchi ed abbondanti, soprattutto se ciò che Noi abbiamo piantato e che la Vostra sollecitudine avrà irrigato, riceverà dal cielo l’abbondanza della grazia di Dio per il suo sviluppo.

Teniamo per certo che il popolo cristiano si mostrerà obbediente alla Nostra parola ed alla Nostra autorità Apostolica con quella fede e quel fervore di pietà di cui diede splendida testimonianza lo scorso anno.

Voglia la Patrona celeste, invocata con la preghiera del Rosario, assisterci propizia, e far sì che, rimosso ogni contrasto di opinioni, e restaurato il cristianesimo in tutte le parti del mondo, Noi otteniamo da Dio la tranquillità desiderata per la Chiesa.

Come pegno di questo beneficio a Voi, al Vostro Clero e ai popoli affidati alle Vostre cure, impartiamo con amore la Benedizione Apostolica.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 agosto 1884, anno settimo del Nostro Pontificato.

LEONE PP. XIII

 

© Copyright 1884 - Libreria Editrice Vaticana

         

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