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PAOLO VI

ANGELUS 

Martedì, 1° novembre 1966 

   

Che direste, Figli carissimi, che direste se Noi oggi, festa dei Santi, vi ripetessimo, da questa finestra, il grande messaggio di Cristo sul monte, il discorso delle beatitudini? 

«Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno dei cieli . . . Beati coloro che piangono, perché saranno consolati . . . Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio . . .»

Forse direste che parole così sacrosante si dicono e si ascoltano in chiesa, durante la celebrazione dei misteri di parola e di grazia che ci rendono presente Cristo stesso. È vero; ma se là si dicono e si ascoltano, dappertutto si pensano e si vivono. 

Ed è questo il senso pratico di questa bellissima festa: la vocazione universale alla santità, di cui il Concilio ci ha dato solenni insegnamenti. Bisogna tutti, bisogna sempre essere santi. E questo lo ricordiamo qui, in faccia al panorama del mondo, perché di santi, diciamo, di santi soprattutto, il mondo ha bisogno. Ricordiamolo con ardimento e con umiltà, invocando l'aiuto della Regina dei Santi. 

                                                  

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