PAOLO VI
ANGELUS
Domenica, 13 febbraio 1966
Noi penseremo ancora alla fame del mondo, e pregheremo per quelli che soffrono
la fame, e per quelli che si mostrano sensibili e benefici verso questa
calamità.
Specialmente, sì, per coloro che hanno risposto all’appello dei grandi Promotori
di soccorso e al Nostro.
Questa rispondenza è una delle cose più belle che avvengono intorno a noi e nel
nostro tempo; dobbiamo goderne, per l’onore dell’umanità e per il conforto alla
nostra fede cristiana, che ha l’intelligenza più viva e più attiva dei bisogni
altrui. È questa una grande consolazione per Noi. I fanciulli Ci hanno ascoltato
e Ci scrivono. Ascoltate questa letterina; è come un fiore che lasciamo cadere
dalla Nostra finestra domenicale:
«Caro Santo Padre, il papà ci ha detto della povera situazione degli indiani e
che Tu hai spiegato che non si può essere buoni cristiani se non si aiutano i
nostri fratelli poveri. Allora abbiamo deciso e abbiamo combinato che noi bambini Ti mandiamo i nostri salvadanai e il papà e
la mamma faranno come se invece di tre bambini ne avessero quattro. Vogliamo
anche dirTi che noi preghiamo sempre per Te e per i poveri. Ti mandiamo un
bacio.
Emilio e Lucia».
La nostra preghiera oggi vuol ottenere benedizioni per tutti quelli che hanno,
come questi bambini, cuore generoso per coloro che soffrono la fame.
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