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PAOLO VI

ANGELUS

Domenica, 27 febbraio 1966

 

Questa nostra preghiera - ha detto Paolo VI - è ancora impegnata al grande e grave problema della fame nell’India. Noi sentiamo il dovere di rivolgerci a tutti quanti si sono mostrati sensibili e generosi verso questa immane necessità: alle Autorità, agli enti pubblici e privati, alla Televisione, a tutte le categorie di cittadini, alle scuole, ai fanciulli e a coloro per i quali l’offrire è stato un sacrificio, il Nostro elogio cordiale, specialmente a quelli che hanno voluto mettere nelle Nostre mani la loro oblazione, e per il ministero che Ci autorizza a far Nostra la voce di Cristo beneficato e sfamato in quelle languenti popolazioni, Noi tutti vivissimamente vi ringraziamo, Noi tutti vi benediciamo, o uomini dal cuore grande e buono; e a tutti promettiamo, sempre in virtù della promessa evangelica, che non resterete senza premio! o promotori della fraternità umana, o costruttori della civiltà e della pace!

Raccolte le offerte, comincia ora l’opera di soccorso. Sarà complessa e difficile. Ma rapida e coraggiosa. Per parte Nostra, come vedete, comincia subito. Ecco qui, su questa piazza, foro delle genti unite nella fede e nella carità, i segni dell’azione positiva: sono settantadue autocarri, parte della Fiat, parte della Citroen, e parte della Mercedes, che partono per imbarcarsi a Napoli verso l’India, strumenti pronti e sicuri della distribuzione dei viveri, che intanto, per mare, si stanno dirigendo al Paese della fame, per farne il Paese della consolazione e della speranza.

Le nostre organizzazioni assistenziali - la Caritas Internationalis e i Catholic Relief Services per primi - sono all’opera con mirabile dedizione. Avremo la collaborazione anche delle iniziative benefiche dei Fratelli separati. Anche altre grandi opere di soccorso partono per lo stesso scopo. Confidiamo nell’appoggio e nelle agevolazioni delle Autorità governative delle Nazioni di partenza, e specialmente della Nazione d’arrivo, l’India.

Salutiamo i partenti: voi, che dirigete la spedizione, voi, autisti, che la guidate, e voi che la accompagnate, collaboratori, con i giornalisti e i fotografi, e voi bravi e cortesi uomini della Radio e della Televisione e dell’Eurovisione!

Valga la nostra preghiera a Maria, valga l’affettuoso gesto del Nostro ministero ad impetrare su tutti la benedizione di Dio.

Quindi l’Augusto Pontefice benedice gli automezzi con la seguente preghiera:

Preghiamo: Signore Dio nostro, guarda propizio alle nostre suppliche e benedici questi autocarri con la Tua santa destra: falli accompagnare dai Tuoi Angeli sul lungo cammino che essi debbono percorrere per portare aiuto ai Tuoi figli affamati dell’India; che essi li proteggano da ogni pericolo perché arrivino a destinazione e divengano così i latori del Tuo amore universale e della Tua pace.

Signore, Tu che, vedendo la folla affamata nel deserto, dicesti: «Ho pietà di questa moltitudine», Tu che con cinque pani sfamasti cinquemila persone, guarda benigno ai Tuoi figli affamati dell’India e, dopo aver saziato la loro fame corporale, degnati di saziare anche la fame delle loro anime con il cibo celeste della Tua dottrina, Tu che vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli. Cosi sia.

                                                   

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