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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 31 dicembre 1967

 

Per noi il tramonto dell’anno, che oggi finisce, è oscurato dalle inquietudini e dai conflitti, che lo hanno turbato; un tramonto piuttosto infelice e poco promettente di giorni migliori. Ma la stella, cioè il desiderio e la speranza, della pace non è scomparsa, anzi è più luminosa che mai sull’orizzonte della nuova storia della umanità. Noi fisseremo domani, cominciando il nuovo anno, lo sguardo in questa stella della pace, che deve orientare il cammino del mondo; del mondo in via di progresso e di unità.

Ci piace a voi segnalare, fra le moltissime e autorevoli adesioni a Noi giunte per celebrare la «Giornata della Pace», cioè il primo giorno dell’anno nuovo, quella della Gioventù cattolica italiana, che ha organizzato, per l’occasione, un pellegrinaggio, ristretto nel numero, ma assai significativo per ciò che rappresenta, a Betlemme, dove domani questi giovani porteranno, col loro cuore, una lampada nel santuario della natività di Cristo, là dove risuonò dal cielo sul mondo l’inno della pace per gli uomini oggetto della divina benevolenza. Quella è la sorgente della vera pace: la culla di Cristo. Bisogna chiederla a Lui la pace, ed in Lui fondarla, se vogliamo che sia possibile, vera e duratura. E noi, facendo ponte con questo pensiero dall’anno che finisce all’anno che comincia, chiederemo noi pure a Cristo la sua pace; e sia l’intercessione della sua beata Madre a convalidare i Nostri auguri, a tutti estesi, per l’anno nuovo.

                                               

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