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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 14 luglio 1968
Noi pensavamo
questa mattina, in mancanza dei giornali, con maggiore ragione, alla parola del
Signore, contenuta nel Vangelo liturgico di questa domenica: «Sento compassione
di questo popolo». Bellissima parola, che Ci nasce sempre nel cuore proprio
quando la pubblicità degli avvenimenti riguardanti la vita delle varie nazioni,
documentata dalla stampa quotidiana, Ci informa delle grandi questioni delle
società moderne e delle nazioni, sempre in cerca di emulazione fra loro e di
pacifico equilibrio, e Ci lascia intravedere, da un lato, la possibilità di
qualche felice e onorevole intesa, dall’altro, la minaccia di «contestazioni
globali» talvolta anarchiche e violente.
A chi osserva la scena del mondo non può sfuggire l’aspetto drammatico che, più
o meno, sempre la caratterizza: ed oggi forse più che mai, con le conseguenze
psicologiche che derivano da una così incerta ed appassionata visione. Vi è chi
chiude gli occhi per ritrovare la calma del proprio spirito; e vi è chi
parteggia questa complicata e spesso tumultuosa dialettica della convivenza
umana, ora tanto sviluppata in inevitabili interferenze, con scettico fatalismo
o con spregiudicata animosità.
E noi? noi cristiani? Diciamo pure, trepidando, noi rappresentanti di Cristo in
mezzo a questa tanto progredita e tanto agitata umanità? Ecco: Ci sovviene
l’ansia amorosa di Cristo: bisogna amarla di più questa umanità.
I problemi umani, e tutto oggi è problema, invece di diminuire la nostra fiducia
e il nostro coraggio, devono accrescere nei cristiani l’amore. I bisogni dei
fratelli, invece di suggerirci la fuga dell’egoismo, devono ispirarci la
compassione, l’attrattiva ch’era nel cuore del Signore, e darci animo a tentare
rimedi che sembrano superare la misura della ragione e della possibilità
ordinaria. È questo il pensiero che guiderà il Nostro prossimo viaggio
nell’America Latina; ed è il pensiero che in ogni caso deve guidarci tutti a
moltiplicare le forze del bene quanto maggiori sono le crisi collettive che
fanno la storia. Così ci aiuti la Madonna a fronteggiarle con l’amore di Cristo
nel cuore.
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