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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 15 settembre 1968

 

Due episodi della Nostra vita quotidiana offrono il tema del Nostro pensiero domenicale: il primo consiste nell’inaugurazione, che abbiamo avuto il grande piacere di celebrare giorni fa, della nuova scuola di Castel Gandolfo, una bella scuola per la fanciullezza di questa cara popolazione che circonda la Nostra residenza estiva, una scuola ampia e moderna che sostituisce quella vecchia e insufficiente di prima; una scuola ch’è tutta un simbolo e una promessa; e l’altro episodio è l’udienza che Ci ha fatto incontrare un’ora fa un migliaio di Studenti vincitori del Concorso «Veritas» nelle scuole secondarie in Italia: una magnifica schiera di giovani, che volontariamente hanno preso sul serio, con tanti loro compagni, lo studio della religione cattolica, e, accettando di sostenere esami e gare del loro non facile studio, sono stati giudicati vincitori, cioè meritevoli di un particolare riconoscimento, d’un viaggio a Roma in premio della serietà del loro impegno e del felice risultato del loro studio.

Ecco i due fatti occasionali diventare luminosi per il nostro spirito: Scuola rinnovata e Gioventù diritta; segno di sensibilità la prima dei bisogni dell’istruzione e dell’educazione delle nuove generazioni; segno di sensibilità l’altra della necessità e della dignità d’una migliore conoscenza, volontaria e cosciente, della verità religiosa, della vita illuminata e corroborata dalla fede.

Noi, che abbiamo speso qualche ministero negli anni migliori della Nostra vita nel mondo studentesco, non possiamo non ritrarre grande conforto e grande speranza da questi semplici fatti, che Ci piace considerare sintomi e presagi d’una felice interpretazione dell’ansia di rinnovamento ch’è nello sforzo di sviluppo della Scuola moderna, ch’è, ormai sveglia ed attiva, nel cuore della Gioventù.

Sembra a Noi che sia venuta l’ora in cui tutti, le famiglie e i maestri specialmente, oltre che le Autorità responsabili e gli studenti stessi più maturi, debbono interessarsi a fondo sia della Scuola che dei suoi Alunni, favorendo l’incremento dell’una e la formazione forte e completa degli altri. E siccome a così grande opera sono sempre scarse le forze umane, non sarà vano dedicarvi la nostra preghiera, come ora insieme facciamo.

                                    

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