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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 22 settembre 1968

 

Questa finestra, che si apre con tutta semplicità sopra una folla a Noi ignota, ma a Noi tanto cara perché intenta alla Nostra parola e alla Nostra preghiera, mentre Ci offre la visione del mondo, Ci obbliga a guardare nel Nostro animo e ad aprirlo con eguale semplicità. Vediamo cioè la scena del mondo riflessa nel Nostro cuore, invitato così alla confidenza, quasi familiare, di padre con figli. Qual è il riflesso del mondo, che oggi interessa il Nostro spirito e dètta la Nostra parola?

Un bisogno di giustizia, d’una nuova giustizia. Donde nasce questo bisogno se non da certe penose condizioni, di cui ancora, e oggi più che mai, soffre l’umanità?

Siamo stati, ad esempio, proprio un mese fa, nell’America Latina, e abbiamo visto, sia pure con segni di promettente speranza, quale grande bisogno vi sia di quella giustizia sociale che metta immense categorie di povera gente in condizioni di vita più eque, più facili, più umane. I bisogni degli umili, e sono tanti ancora nella nostra società, così detta del benessere (tanti i bisogni e tanti gli umili), sono un’ansia, una pena anche per Noi.

E le prepotenze, ora più che mai in atto, che mortificano l’indipendenza e la dignità e compromettono la pace di nazioni intere, non sono ingiustizie, da cui ogni uomo libero e ragionevole si sente offeso? E non lo saremo Noi, che per dovere evangelico abbiamo fame e sete di giustizia per tutti?

Del progresso della giustizia per i popoli in via di sviluppo ha parlato una Nostra recente Enciclica; e della giusta ed effettiva affermazione dei diritti dell’uomo nella costruzione sovrana della società fondata sul bene comune ha trattato una lettera del Nostro Cardinale Segretario di Stato alla Settimana sociale dei Cattolici Italiani, che si inaugura oggi a Catania; questo dica l’umile, ma insonne premura del Nostro ministero di Maestro e di Pastore; e dica quanto cammino debba ancora fare la giustizia nel tempo nostro; un cammino al quale un duplice fattore deve aprire la via, e cioè l’amore agli uomini e la grazia del Signore.

L’amore e la grazia per la giustizia: siano questi gli oggetti della nostra odierna preghiera.

                                         

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