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PAOLO VI

REGINA COELI

Domenica «in Albis», 21 aprile 1968

 

Le ascoltate le voci di pace che solcano i mari e risuonano nel mondo? La pace è diventata l’aspirazione, la passione della umanità, e tarda ancora a venire; si accresce l’attesa, il bisogno, l’ansia della pace; e sempre vi sono difficoltà che la ritardano e la impediscono. Si vede che ancora non riesce a mostrarsi quale dev’essere, garante cioè dell’onore e della libertà di tutte le popolazioni in conflitto, fondata sulla lealtà e la concordia, meta e conclusione sincera delle lotte in questione e non maschera di sopraffazione e di future contese. È una pace ancora intralciata da tante questioni di prestigio e da insufficiente senso di fratellanza umana. Dobbiamo sostenere con i nostri voti quanti la desiderano e la promuovono con senso di imparzialità e di giustizia, con vero amore di libertà e di rispetto alle popolazioni sofferenti.

E nella presente dolorosa esperienza degli ostacoli enormi e degli ambigui interessi, che impediscono alla pace di rivelare il suo vero volto trasparente di umanità libera e buona, dobbiamo tanto di più pensare all’augurio di pace, che per tre volte risuona dalle labbra di Cristo risorto nel brano del Vangelo di oggi, e ripetere invocando il suo intervento divino: pace, pace! Pace di Cristo per tutta l’umanità.

                                          

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