Domenica, 30 novembre 1969
Di che cosa vi possiamo parlare quest’oggi se non della
preghiera? Voi sapete che oggi, prima Domenica di Avvento, cioè di preparazione
al Natale, la Chiesa ricomincia il suo ciclo liturgico, riprende dal principio
la sua conversazione con Dio; ripensa e ripresenta nelle sue ragioni sia
storiche, sia spirituali, sia finali, il grande, il supremo problema, quello
religioso, quello dei nostri rapporti col mistero di Dio. La Chiesa risolve
questo problema vivendolo, cioè pregando.
E prega la Chiesa - cioè noi, Figli carissimi, noi che siamo la
Chiesa - partendo da una verità basilare: la nostra insufficienza, il nostro
bisogno di vivere, di raggiungere quello che più desideriamo e che più ci manca:
la luce, la verità, la sicurezza d’essere alla fine salvati e felici. Qui è
tutto l’uomo, nel dramma della sua grandezza e della sua miseria, nell’apertura
totale della sua umiltà, verso l'Infinito. È il suo De profundis; la sua
ricerca, come quella di cieco che cammina nel deserto.
Ma ecco un’altra verità basilare per il nostro «sistema»
religioso: la nostra ricerca non è vana, la nostra preghiera non si disperde nel
vuoto. V’è chi ci aspetta; v’è chi ci ascolta; v’è chi ci viene incontro. Vi è
una Provvidenza, vi è una Bontà infinita sospesa sopra di noi. Vi è Dio, vi è il
Padre, che attende il nostro colloquio. Pregare non è inutile. Pregare è una
conversazione, estremamente esaltante e confortante. È una conversazione che
tutto dice della nostra grande, complessa, tormentata e povera vita; tutto può
dire; e in modo spesso inatteso, è corrisposta; non è delusa. Conforti, doni,
grazie e promesse, esperienze superlative la riempiono sempre; tanto che
finisce, com’ebbe a dire un’anima grande, per «adorare, tacere, godere» (Rosmini).
Ma questo rapporto religioso, per essere valido e per avere
certezza di risolversi in pienezza di vita, si fortifica d’una terza verità:
quella di un mediatore, Cristo, voi lo sapete, ch’è la nostra vita, il nostro
Sacerdote, il «Ponte» (Santa Caterina). Con Lui celebriamo la nostra preghiera
comunitaria, la liturgia; la quale, proprio oggi, si esprime in un nuovo rito,
che attende di essere compreso e seguito.
Ebbene: ecco ciò che vi diciamo, come importantissima cosa:
preghiamo; preghiamo sempre, preghiamo bene, preghiamo insieme.