Abbiamo bisogno, Figli carissimi, delle vostre preghiere. Voi certamente indovinate perché.
Fra le grandi cause bisognose dell’aiuto di Dio, verso le quali Noi
indirizziamo le preghiere di quanti buoni e fedeli le rivolgono al Signore per
Noi e per le Nostre intenzioni, una ve n’è, che ora ci sta molto a cuore, e
di cui ora molto si parla, il sacro celibato dei Preti.
È una legge capitale della nostra Chiesa latina.
Abbandonarla, o metterla in discussione non si può: sarebbe retrocedere;
sarebbe venir meno ad una fedeltà d’amore e di sacrificio, che la nostra
Chiesa latina, dopo consumata esperienza, con immenso coraggio e con evangelica
serenità, si è imposta nello sforzo secolare di severa selezione e di perenne
rinnovamento del suo ministero sacerdotale, dal quale poi dipende la vitalità
di tutto il Popolo di Dio.
È certo una norma molto alta e molto esigente, la cui osservanza esige, oltre
che un irrevocabile proposito, uno speciale carisma, cioè una grazia superiore
e interiore; (Matth.19, 12; 19, 29; 1 Cor. 7, 7.) ed è ciò che la rende del tutto conforme alla vocazione
all’unica sequela di Cristo e conforme alla risposta totale del discepolo, che
lascia ogni cosa per seguire Lui solo e per dedicarsi completamente ed
esclusivamente, con cuore indiviso, al ministero in favore dei fratelli e della
comunità cristiana.
Tutto questo fa del celibato ecclesiastico una suprema testimonianza al regno di
Dio, un segno unico e parlante dei valori della fede, della speranza,
dell’amore, una condizione incomparabile di pieno servizio pastorale, un’ascetica continua di perfezione cristiana.
Sì, è difficile; ma è proprio questo carattere che lo rende attraente alle
anime giovani e ardenti; ed è più che mai valido per i bisogni del nostro
tempo. Diciamo di più: può diventare facile, lieto, bello, cattolico. Dobbiamo
conservarlo e difenderlo, e dobbiamo appunto pregare affinché il Signore oggi
ce lo faccia a tutti, chiamati o non chiamati, più profondamente comprendere, e
da tutti, laici, religiosi ed ecclesiastici, stimare e venerare.
E che la Vergine ce ne sveli, per gli eletti al ministero sacerdotale, la dignità,
la possibilità, la necessità.