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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 1° febbraio 1970  

        

Abbiamo bisogno, Figli carissimi, delle vostre preghiere. Voi certamente indovinate perché.

Fra le grandi cause bisognose dell’aiuto di Dio, verso le quali Noi indirizziamo le preghiere di quanti buoni e fedeli le rivolgono al Signore per Noi e per le Nostre intenzioni, una ve n’è, che ora ci sta molto a cuore, e di cui ora molto si parla, il sacro celibato dei Preti.

È una legge capitale della nostra Chiesa latina.

Abbandonarla, o metterla in discussione non si può: sarebbe retrocedere; sarebbe venir meno ad una fedeltà d’amore e di sacrificio, che la nostra Chiesa latina, dopo consumata esperienza, con immenso coraggio e con evangelica serenità, si è imposta nello sforzo secolare di severa selezione e di perenne rinnovamento del suo ministero sacerdotale, dal quale poi dipende la vitalità di tutto il Popolo di Dio.

È certo una norma molto alta e molto esigente, la cui osservanza esige, oltre che un irrevocabile proposito, uno speciale carisma, cioè una grazia superiore e interiore; (Matth.19, 12; 19, 29; 1 Cor. 7, 7.) ed è ciò che la rende del tutto conforme alla vocazione all’unica sequela di Cristo e conforme alla risposta totale del discepolo, che lascia ogni cosa per seguire Lui solo e per dedicarsi completamente ed esclusivamente, con cuore indiviso, al ministero in favore dei fratelli e della comunità cristiana.

Tutto questo fa del celibato ecclesiastico una suprema testimonianza al regno di Dio, un segno unico e parlante dei valori della fede, della speranza, dell’amore, una condizione incomparabile di pieno servizio pastorale, un’ascetica continua di perfezione cristiana.

Sì, è difficile; ma è proprio questo carattere che lo rende attraente alle anime giovani e ardenti; ed è più che mai valido per i bisogni del nostro tempo. Diciamo di più: può diventare facile, lieto, bello, cattolico. Dobbiamo conservarlo e difenderlo, e dobbiamo appunto pregare affinché il Signore oggi ce lo faccia a tutti, chiamati o non chiamati, più profondamente comprendere, e da tutti, laici, religiosi ed ecclesiastici, stimare e venerare.

E che la Vergine ce ne sveli, per gli eletti al ministero sacerdotale, la dignità, la possibilità, la necessità.

   

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