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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 8 febbraio 1970  

         

Noi Vi ricordiamo che durante questa settimana la Chiesa comincia la Quaresima, cioè il periodo della preparazione pasquale.

L’inizio sarà mercoledì, detto mercoledì delle ceneri per l’impressionante rito ammonitore che lo distingue e lo caratterizza con la riflessione realistica circa i nostri destini e con quell’arcaico ma non anacronistico esercizio, che si chiama la penitenza.

Oggi la gente non bada a questa disciplina; ed è già molto se avverte la tradizionale variazione del calendario. Ma per chi vuole essere fedele cristiano e dare importanza alla celebrazione del mistero pasquale, mistero centrale nell’economia della nostra salvezza, la Quaresima rappresenta una stagione importante nel corso dell’anno e nella fuga del tempo concesso alla nostra vita presente.

Si tratta d’una pedagogia salutare, tanto più opportuna per noi moderni, quanto più noi ora siamo resi insensibili dal naturalismo e dall’edonismo ambientali alle cose che più premono, quelle dello spirito, quelle del senso morale, quelle dei nostri rapporti con Dio; quelle insomma della concezione cristiana della nostra vita.

Ed è un tirocinio sapiente, che ci è raccomandato: la padronanza sopra noi stessi, che vuol dire la vera libertà, ottenuta mediante il risveglio della nostra coscienza, diventata ottusa al senso del bene e del male, e troppo facilmente passiva alla sollecitazione dell’egoismo, del benessere temporale, del piacere. Questa padronanza reclama appunto il freno della temperanza, la generosità verso i bisogni altrui, e quel po’ di silenzio interiore, che ci fa ascoltare volentieri qualche eco della Parola di Dio e che ci riabilita alla preghiera personale e comunitaria. 

Dobbiamo restaurare in noi l’uomo, e dobbiamo instaurare in noi il cristiano: importantissime cose, che sole ci predispongono a commemorare e a far nostro il dramma e il prodigio pasquale.

Un po’ di buona volontà, dunque, con l’aiuto della Madonna.

      

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