Noi
Vi ricordiamo che durante questa
settimana la Chiesa comincia la Quaresima, cioè il periodo della preparazione
pasquale.
L’inizio sarà
mercoledì, detto mercoledì delle ceneri per l’impressionante rito ammonitore
che lo distingue e lo caratterizza con la riflessione realistica circa i nostri
destini e con quell’arcaico ma non anacronistico esercizio, che si chiama la
penitenza.
Oggi la gente non
bada a questa disciplina; ed è già molto se avverte la tradizionale variazione
del calendario. Ma per chi vuole essere fedele cristiano e dare importanza alla
celebrazione del mistero pasquale, mistero centrale nell’economia della nostra
salvezza, la Quaresima rappresenta una stagione importante nel corso dell’anno
e nella fuga del tempo concesso alla nostra vita presente.
Si tratta d’una
pedagogia salutare, tanto più opportuna per noi moderni, quanto più noi ora
siamo resi insensibili dal naturalismo e dall’edonismo ambientali alle cose
che più premono, quelle dello spirito, quelle del senso morale, quelle dei
nostri rapporti con Dio; quelle insomma della concezione cristiana della nostra
vita.
Ed è un tirocinio
sapiente, che ci è raccomandato: la padronanza sopra noi stessi, che vuol dire
la vera libertà, ottenuta mediante il risveglio della nostra coscienza,
diventata ottusa al senso del bene e del male, e troppo facilmente passiva alla
sollecitazione dell’egoismo, del benessere temporale, del piacere. Questa
padronanza reclama appunto il freno della temperanza, la generosità verso i
bisogni altrui, e quel po’ di silenzio interiore, che ci fa ascoltare
volentieri qualche eco della Parola di Dio e che ci riabilita alla preghiera
personale e comunitaria.
Dobbiamo restaurare
in noi l’uomo, e dobbiamo instaurare in noi il cristiano: importantissime
cose, che sole ci predispongono a commemorare e a far nostro il dramma e il
prodigio pasquale.
Un po’ di buona
volontà, dunque, con l’aiuto della Madonna.