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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Giovedì 28 maggio 1970, Solennità del Corpus Domini

          

Oggi è festa speciale per la Chiesa; come sapete, è il «Corpus Domini». Quale può essere oggi il nostro voto per la nostra Città, e per tutta la «Città di Dio», che è nel mondo, se non quello che questo mistero di fede e questo mistero di amore, - perch6 tale il il Sacramento dell’Eucaristia -, irradi fede ed amore in tutta la convivenza umana e sociale?

Questo desiderio di irradiazione è cosi vivo, in questa festività, nella Chiesa, che essa porta fuori dalla sua casa, il Tempio riservato al culto e al silenzio, il Sacramento adorabile, il suo Gesù vivente e velato nel segno del Pane di vita, simbolo e realtà del sacrificio redentore, affinché tutti lo sappiano, tutti lo vedano questo segno di misteriosa presenza, che accompagna la Chiesa nel cammino della sua storia, ed affinché il mondo, anche quello profano, si accorga che Cristo gli è vicino, ed ha pure per lui, se esso la vuole, un’effusione di bontà, una offerta di speranza.

Noi, cosi facendo, non sappiamo quale recettività, quale rispondenza abbia il mondo moderno a questo invito di religiosa pietà e a questo stimolo al gaudio della comunione cristiana; ora poi la processione solenne d’un tempo si riduce ad una pubblica, ma raccolta celebrazione; non è timidezza, è discrezione e più vivo richiamo alla libera adesione al Messia che scende nelle nostre strade, fra la gente, ancora una volta mostrando, in questo esteriore incontro, in questa aperta ostensione, ch’Egli è per tutti; per chiunque gli fa umile e spontaneo dono della propria fede e ne accetta in ricambio il dono del suo amore. È un rito tradizionale nelle città delle Nazioni, che non disdegnano, anche se laiche, il nome cristiano; è un rito antico, ma, a ben riflettere, non d’altri tempi; è sempre anche per questo nostro tempo, che di fede e di amore ha tanto bisogno.

Roma non può, non deve essere insensibile a questo passaggio del Signore fra le sue case ! Noi celebreremo personalmente la sempre singolare cerimonia; quest’anno essa sarà a Val Melaina, alla nuova parrocchia di S. Maria della Speranza, presso l’Ateneo Salesiano, alle ore 19.

Vi sarete anche voi? È un po’ lontano; ma col cuore almeno, con la vostra adorante preghiera, tutti aspettiamo. Vi saranno di presenza anche Sacerdoti Polacchi, alcuni dei quali scampati dai campi di prigionia dell’ultima guerra. E certo sarà con noi la Madonna.

  

 

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