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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica 28 giugno
1970
Questi giorni festivi sono dominati per noi dalla memoria di San Pietro, e innanzi tutto dal fatto ch’egli è venuto a Roma, come suo primo
Vescovo, vi ha subito il martirio, ed ha così lasciato a Roma la sua eredità
apostolica. Questa umile e tragica storia ha conferito all’Urbe un nuovo
destino, quello della successione del mandato evangelico rispetto alla Chiesa,
la quale, come volle e profetizzò Cristo, dev’essere costruita sopra questa
pietra, principio di unità e fondamento di stabilità. Un destino, che sfida la
storia e non tiene conto della fragilità delle persone e delle cose umane, e
che perciò ci lascia intravedere, anche con occhi profani, un mistero,
un’intenzione divina, che attraversa i secoli.
È il fatto ed è il mistero della « tradizione », un fiume che passa per
Roma; anzi un fiume che dalla Roma di Pietro deriva la sua principale sorgente.
Ed è questa une delle ragioni per cui noi dobbiamo voler bene a Roma. Chi ama
la storia e vi sa scoprire un disegno, che va oltre le vicende umane, chi ama la
fedeltà alla Parola di Dio, e ne considera la fonte evangelica e la foce
ultima, escatologica, sente per Roma amore, venerazione, fiducia: qui passa
Cristo fatto uomo, fatto Pastore degli uomini, passa la sua tradizione
autentica.
Procuriamo di farci un concetto esatto di questo fenomeno, storico e teologico
insieme, che a Roma ha la sua espressione più interessante.
Il concetto di tradizione è composito, perché include quello d’una fedeltà,
di una immutabilità, d’una custodia inviolabile d’un tesoro (il « deposito
», la « paratheke », di cui parla San Paolo); (1 Tim. 6, 20; 2 Tim. 1, 14.)
e quello della trasmissione, della consegna, del movimento, del passaggio storico
dagli Apostoli ai successori e alle generazioni cristiane, una dopo l’altra
(la « paradosis »): (2Thess. 2,15; 3, 6) stabilità cioè e movimento; stabilità della fede, e
movimento nelle sue forme storiche, contingenti, umane. Cioè verità sempre
uguale e sempre viva. Questa è la tradizione, e questa è la prerogativa di cui
Roma ha, per via di Pietro e per volere di Cristo, il primato.
Pensiamoci; e preghiamo affinché Roma sia sempre fedele a questa sua missione,
per il bene di tutta la Chiesa, di tutto il mondo.
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