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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica 19 luglio 1970
 

           

Il Nostro soggiorno estivo a Castel Gandolfo non ci priva di questo incontro settimanale con voi, visitatori qui presenti, e con gli uditori di Piazza S. Pietro, con la quale siamo collegati; e ci consente di dare a tutti il nostro saluto festivo, e di associarvi un istante a qualche nostro pensiero, che facciamo motivo della nostra preghiera alla Madonna. I pensieri sarebbero molti e gravi; le notizie del giorno li impongono; né noi a causa di questo periodo, così detto di vacanza, intendiamo dimenticarli.

Ma oggi è proprio il motivo delle vacanze, che impegna la nostra attenzione; le quali vacanze, se per Noi non cambiano di molto le Nostre consuete occupazioni, tuttavia hanno anche per Noi ciò che di meglio esse possono offrire, il contatto con la natura, non foss’altro con il quadro visivo, tanto bello e distensivo, che ci circonda, e ci invitano ad una riflessione, della quale tutti abbiamo bisogno, quella appunto sulla natura che ci circonda: la terra, il cielo, il mare (che di qui vediamo vicino), lo spazio, la luce del giorno, il silenzio della notte . . .

Noi sentiamo il ristoro fisico, che viene da questo incontro con le cose prime, fra le quali si svolge la vita umana; e sentiamo subito nascere nello spirito un istintivo impulso di ammirazione, di poesia, di preghiera. Le cose ci trasmettono un loro fascino, che ci dà coscienza del nostro essere naturale, non solo fisico, ma spirituale altresì, e confidano, a chi sa ascoltarla, una loro voce; quella che ascoltò Agostino nell’estasi di Ostia, qui vicina, e che si traduce nel celebre invito delle creature: « cerca sopra di noi! ». Il creato spinge al Creatore.

1 cieli narrano la gloria di Dio, dice il salmo; così i monti, così gli oceani, così la campagna, così questo nostro « habitat », dove si nasce, si vive e si muore: cerca sopra di noi! 

Vi confidiamo questo eterno spunto di poesia mistica e naturale, perché in questa direzione va il nostro augurio anche per voi tutti. 

Vorremmo intanto che tutti, sì, d’ogni classe sociale, avessero un po’ di vere vacanze, un po’ di questo godimento esistenziale, che ricreasse in ciascuno il corpo e l’anima insieme. Ci piace mandare così un saluto a quanti concepiscono e godono la vacanza estiva con questi sentimenti. Lo mandiamo specialmente dove sono ragazzi e giovani nelle così dette colonie estive; lo mandiamo a coloro che con buono spirito e proprio sacrificio le promuovono e le assistono; lo mandiamo alle famiglie che si ritrovano insieme, forse come non mai durante l’anno, unite e tranquille. Lo mandiamo anche, il nostro saluto, a chi non può avere vacanze, per obblighi di casa, di lavoro, di assistenza, di infermità, di ministero. A tutti l’augurio d’un più facile, d’un più felice incontro con Dio nostro Creatore e nostro Padre.

 

 

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