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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica 30 agosto 1970
   

             

Le ferie estive stanno per finire. Ciascuno rientra nelle maglie delle sue consuete occupazioni.

Come vi rientra? Noi vogliamo supporre che vi rientri con un’avvertenza riflessa dei propri doveri abituali: li avverte pesanti? Li avverte noiosi ed ingrati? con svogliatezza? ovvero li avverte suoi, con buona e nuova volontà, cioè obblighi gravi e cari, che qualificano moralmente e socialmente la sua vita, e che devono essere assunti con energia, con dirittura d’animo, con letizia di spirito? con arte di viverli e compierli bene?

Questo noi pensiamo, specialmente se alla coscienza professionale e domestica noi aggiungiamo quella cristiana. Forse il periodo delle vacanze ci ha consentito, in qualche modo, questo atto riflesso, questo « fare il punto », come dicono i naviganti (siamo tutti naviganti nel mare del tempo e dell’esperienza esistenziale).

Ebbene: qual è il nostro « punto »? Il nostro « punto » è dapprima quello che segna il nostro rapporto con Dio e con Cristo: non per nulla siamo cristiani. Questa qualifica, anzi questo carattere stampato nella nostra anima, deve dare un volto preciso e forte, ed anche bello e lieto, alla nostra personalità: primo dovere, Dio; (Cfr. Act. 4, 19; 5, 29.) è il fulcro della nostra coscienza, della nostra forza e della nostra libertà.

Poi il « punto » ci porta a definire la nostra posizione in mezzo agli altri: cioè a rivedere i nostri doveri familiari, con le persone che interferiscono con il nostro lavoro, con la nostra conversazione nella comunità, sia ecclesiale che civile. Diamo un suo vero nome a questo punto, e chiamiamolo vocazione, missione. Ciascuno ha la sua missione da compiere, il suo servizio, il suo dovere. Noi cristiani dobbiamo avere assai viva questa coscienza. Non siamo gente amorfa, senza impegno, senza amore. Siamo destinati a fare del bene. 

Siamo pietre sane e solide nell’edificio comunitario. Non inerti, non egoisti, non turbolenti. Vogliamo essere buoni d’una bontà che costruisce, che giova al prossimo, che diffonde virtù e gioia. È questo uno sguardo ideale, di ripresa della vita solita. Sia anche proposito. 

E la Madonna lo benedica.

 

 

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