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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 28 febbraio 1971
Tutti noi abbiamo gli animi presi e gravati dagli avvenimenti vicini e lontani
di questi giorni; ma piuttosto che distrarci dall’impegno di preghiera di questo
periodo quaresimale, essi ci devono indurre a dedicare maggiore cura ai nostri
interessi spirituali. La quaresima è un tempo specificamente propizio per la
nostra vita religiosa. La Chiesa vi attribuisce molta importanza; e se noi siamo
figli fedeli della sua scuola, non dobbiamo trascurare l’invito che ella ora ci
rivolge di fare uno sforzo intelligente per entrare nell’atmosfera del suo
spirito. Si tratta di aprire le finestre chiuse della nostra anima, e di
lasciare che la luce ed il respiro della preghiera vengano a ristorare la cella
chiusa della nostra asfissiata personalità, che noi stessi forse, soggiogati dal
processo della secolarizzazione moderna, abbiamo ristretta nella immediata
esperienza, tanto naturale delle nostre cose profane e temporali, le quali sono,
sì, necessarie e vitali, ma non bastano alla nostra vita totale; da sole, ci
illudono con la loro opaca certezza, e soffocano il vero uomo che è in noi, e
che è nato per il colloquio, misterioso, ma inebriante con Dio.
Adesso è il momento di tentare questo colloquio con l’Infinito. Si tratta
dapprima di ascoltare in silenzio la Parola, che viene dal regno dei cieli. Si
tratta poi di far nascere dal nostro spirito muto una nostra parola: quale sarà?
un gemito, un grido, un inno? Sarà probabilmente un’umile voce di dolore, di
pentimento, d’invocazione. Così dev’essere. Non è facile per noi, uomini d’oggi,
rifare a ritroso il cammino che ci ha portati nel materialismo moderno, torbido
e, spesso, disilluso circa la Verità e la Bellezza della religione, ch’è proprio
il tentativo di arrivare alla Realtà del Dio vivente, senza del Quale non è vera
vita per noi.
Ma questo tentativo audace non è vano nella Chiesa di Cristo; esso raggiunge lo
scopo ineffabile. La religione diviene comunione. Comunione con Dio. Provate.
Proviamo tutti, dedicando alla preghiera, tanto ricca e tanto lirica durante la
quaresima, qualche momento d’intensità e di profondità. Così ci disporremo alla
Pasqua. Così ripenseremo le vicende del nostro tempo con nuova speranza. Così
all’appuntamento con Dio ritroveremo noi stessi.
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