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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria
Domenica, 15 agosto 1971

 

Noi oggi salutiamo voi tutti qui presenti, e quanti ascoltano la Nostra voce nel nome di Maria assunta al cielo, nell’integrità del suo essere, anima e corpo, associata al suo Figlio Gesù Cristo, nostro Redentore, nella pienezza di quella vita eterna, della quale anche noi tutti, credenti e salvati per divina misericordia, speriamo d’essere un giorno realmente partecipi.

Fratelli e Figli, questo è giorno di festa per la Madonna Santissima, una festa che corona tutte quelle che il nostro culto, la nostra devozione a Maria tributa alla Madre di Cristo, e perciò alla Madre di Dio e alla Madre nostra celeste. Festa di gloria per Lei, festa di gioia, festa di speranza per noi.

Noi sappiamo che questo stesso mistero si sta in quest’ora celebrando, con particolare solennità e con intensità di sentimento religioso, al Santuario di Maria Bistrica, presso Zagabria, nel cuore della Croazia, in Jugoslavia, con grande affluenza di fedeli provenienti da varie parti d’Europa e del mondo, e specialmente del buon Popolo di quella regione, a conclusione di due Congressi internazionali aventi per tema la Madonna; uno Mariologico, tenuto giorni fa a Zagabria, di studi storici e teologici, circa il culto a Maria nella Chiesa Latina e in quelle Orientali dal secolo VI al secolo XI; l’altro Mariano, celebrato presso il Santuario suddetto, sul tema: «Maria e il mondo moderno». E questo è un atto di omaggio alla Madonna e un atto di riflessione per noi, per gli uomini del nostro tempo: possiamo noi onorare la Vergine con la stessa candida e fervorosa devozione tradizionale, con la stessa persuasione d’esprimere in essa la vera religione della genuina fede cristiana?

La risposta è affermativa, Fratelli e Figli carissimi: non dobbiamo diminuire la nostra pietà verso la Vergine Maria, noi moderni, più che mai esigenti di autenticità evangelica, o ricercatori delle misteriose vie verso la divina trascendenza. Dobbiamo rimanere fedeli e fervorosi nel culto, nell’amore, nell’imitazione, nell’invocazione a Maria Santissima. La giusta devozione alla Madonna è segno della giusta interpretazione della religione cristiana; della nostra religione cattolica in ispecie. Ce lo ripete, con amorevole e cordiale chiarezza, il Concilio.

Tutto sta a comprendere il disegno della rivelazione, che ci ha aperto «il mistero nascosto ai secoli . . . . che è Cristo» (Cfr. Col. 1, 26); disegno divino di salvezza per tutta l’umanità, per tutta la storia, che si è posato, con elezione ineffabile, con amore infinito, sopra una Donna privilegiata, la piena di grazia, la benedetta, offrendo alla sua umile e libera accettazione, alla sua umana cooperazione, il compimento del fatto decisivo e ineffabile, ma vero, ma reale, dell’Incarnazione del Verbo di Dio. Maria è la fonte, Maria è la Madre che introduce Cristo nel mondo. Essa è al centro, è al vertice delle sorti dell’umanità. È Lei che rende, per virtù dello Spirito Santo, Cristo nostro fratello. È la «ancilla Domini», la prima collaboratrice della nostra salvezza, mediante l’avvenimento più umano, più nostro che ci autorizza ad avvicinarla con sentimento di umana parentela, la generazione, la maternità: Madre del Corpo di Cristo nella carne, Madre, per solidarietà umana e spirituale, del Corpo mistico di Cristo, che siamo noi, la Chiesa.

Se noi moderni aneliamo a individuare l’economia della salvezza, se lavoriamo, forse inconsciamente, per l’unità, la fraternità, la pace, la salvezza del genere umano, non possiamo prescindere dal riconoscere la posizione e la missione di Maria: Ella è la porta, per la quale Gesù Salvatore entra nel mondo; è la Ianua caeli, la porta del cielo, la «causa della nostra letizia». Inneggiamo a Maria per essere meno indegni, meno incapaci di accogliere Cristo con l’inno della fede, della speranza, dell’amore, che solo ed in sommo grado a Lui è dovuto.

Quale profondità di divine verità! Quale fonte di consolante fiducia!

Noi dunque siamo sotto il segno, sotto il manto di Maria per essere sotto l’effusione della salvezza di Cristo. Questo Noi imploriamo oggi per voi, per i Congressisti di Maria Bistrica, per tutta la Chiesa e per il mondo intero, con la Nostra Benedizione Apostolica.

Successivamente a un gruppo di insegnanti e di alunni provenienti dalla Repubblica Dominicana questo saluto.

Se encuentra entre nosotros un grupo de Profesores y Alumnos de enseñanza media de la República Dominicana, a los cuales queremos agradecer su deferente visita que esperamos sea un estímulo constante para Ilenar de auténticos valores cristianos su formación cultural. A todos ellos, a sus compañeros y a sus familiares impartimos de corazón Nuestra Bendición Apostólica.

                                          

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