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PAOLO VI

ANGELUS DOMINI

Domenica, 12 dicembre 1971

 

Natale è alle porte. Dobbiamo preparare già animi alla celebrazione d’una festività, che di natura sua la richiede, iscritta com’è nella secolare attesa profetica e nell’intenzione liturgica della Chiesa. Preparare il Natale nella comprensione della sua sorprendente originalità, l’Incarnazione, l’avvento del Verbo di Dio nella nostra carne, nella nostra storia, nel dramma dei nostri destini, non solo universali, ma particolari e personali. È mistero il Natale; ma saremmo stolti, se non cercassimo di carpire con umile intelligenza qualche cosa della sua vera ed intima luce.

E poi è costume il Natale; ed è costume bello, gentile, umano, che dalla sfera religiosa ha trasfuso qualcuno dei suoi aspetti caratteristici nella sensibilità e nelle abitudini dei Popoli, del nostro specialmente. La casa, la famiglia, i bambini avvertono che il Natale è la loro festa.

Procuriamo appunto che ogni focolare domestico lo festeggi con raccolta intimità, nella fedeltà dell’amore, nel senso sacrale della vita familiare, nella esperienza serena della riunione, della pace, della riconciliazione se occorre, della comune preghiera. Lo fate in casa un piccolo presepio per avere Gesù con voi in questo giorno benedetto?

Perché il Natale è giorno di festa e di gaudio; non lo lasciamo passare senza averne espressi gli auguri, gustati i sentimenti, imbandita la mensa, goduta la sana letizia.

È giorno di bontà. Di bontà effusiva. Come Cristo con noi, così noi con gli altri dobbiamo essere capaci di irradiare qualche gesto gentile e generoso di amore. Verso chi maggiormente ne ha bisogno; e molti, molti sono, lontani e vicini che hanno bisogno di conforto e di aiuto. Con le tragiche vicende che ora sono nel mondo, quante nuove, grandi e gravi necessità! e con tanti poveri che ancora circondano questa e molte altre Città! Affinché sia felice il vostro Natale procurate di rendere felice quello degli altri! Quello dei Poveri specialmente, dei bambini, dei «baraccati», dei disoccupati, dei carcerati, dei solitari e dei dimenticati, dei malati; e dei senza fede anche!

Tutti li segnaliamo alla vostra sensibilità, svegliata a viva pietà umana dal Natale. E così anche Noi vi auguriamo buon Natale, invocando insieme la Madonna, al centro della festa, affinché davvero sia buono, santo e felice il vostro Natale e quello di tutti.

                                                                                                                

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