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PAOLO VI
ANGELUS DOMINI
Domenica, 12 marzo 1972
Mentre la scena del mondo è turbata dal frastuono di notizie appassionanti, ma
non sempre edificanti, la Chiesa, in quest’ultima settimana, ha levato la sua
voce per difendere due verità fondamentali della nostra fede: l’unità e la
trinità di Dio, e la divinità di Gesù Cristo; misteri principali questi, come ci
insegna il catechismo, della nostra religione, i quali, in questi ultimi tempi,
sono stati, qua e là, non rettamente interpretati ed enunciati da diversi
autori, con grave pericolo di irriverenza verso i misteri stessi e di
deformazione della nostra fede.
Forse, nella mentalità diffusa anche fra noi credenti, oggi meno sensibili alle
questioni dottrinali, non si è data grande attenzione a questo atto rilevante
del magistero ecclesiastico, che riafferma la più augusta e più luminosa verità
della rivelazione cristiana. Ma i fedeli, coloro cioè che hanno un concetto
genuino della nostra religione, dovranno avvertire con vivo senso spirituale la
grande importanza di questa aperta tutela dei sommi misteri del nostro credo, e
dovranno esultare nella loro fede e nella loro pietà nel sentirli, ancor oggi,
proclamati nella loro integrità, se pur contenuta nei confini di parole umane.
Abituati, come siamo, a tutto misurare in funzione di utilità soggettiva, può
darsi che qualcuno si chieda se simili dogmi servono alla soluzione dei molti ed
assillanti problemi, che premono sulla nostra immediata e concreta esperienza.
Dovremmo rispondere, primo, che le verità religiose sono di per sé valori
supremi ed inestimabili, degni del nostro ossequio e del nostro interesse; e,
secondo, che, a ben guardare, è proprio dall’adesione alle verità religiose,
oggi tutelate per la nostra coscienza cattolica, che noi possiamo trarre i
principi risolutivi ed operanti per i problemi teologici, ecumenici, ecclesiali,
spirituali, ed anche sociali e pratici che impegnano i nostri animi, scossi da
tante difficoltà interiori ed esteriori; perché proprio dalla fede ferma e
fervorosa in quel Dio, Uno nell’Essenza, trino nelle Persone, nel cui nome siamo
stati battezzati e inseriti in Cristo, Dio e uomo, noi possiamo trarre la luce e
l’amore per dare alla vita la sua soluzione veramente umana, in ogni suo
aspetto.
Questa è la nostra vittoria, ricordiamo, il nostro superamento del mondo,
avverso o sconvolto che sia: la nostra fede.
E ci aiuti la Madonna, modello di fede invitta, a professarla degnamente.
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