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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Solennità dell'Assunta Martedì, 15
agosto 1972
Festa, oggi, figli carissimi, grande festa, e, come è chiaro, non solo perché è
Ferragosto, la giornata classica delle vacanze, ma perché è la celebrazione di
Maria, Madre di Cristo, Assunta in Cielo, verità questa che, come sapete, il
nostro venerato Predecessore Papa Pio XII, nel 1950, definì dogma di fede, cioè
avvenimento reale, del quale non dubbio, ma certezza, letizia, speranza noi
dobbiamo nutrire nei nostri cuori fedeli, cercando di capire il valore
emblematico che tale fatto prodigioso riveste nell’economia della salvezza, e
perciò nel costume cristiano.
L’Assunzione, è il trionfo non solo dell’anima limpidissima della Benedetta fra
tutte le donne, ma altresì del suo corpo innocente, virgineo ed immacolato. Come
il corpo di Gesù, suo Figlio, fu risuscitato, e così investito dalla divinità a
cui era unito da godere d’una forma superiore di vita, così quello di Maria, la
Purissima, che per virtù dello Spirito Santo aveva generato l’umanità di Cristo,
raggiunse quella pienezza di perfezione che è riservata ai corpi dopo la
risurrezione beata (Cfr. 1 Cor. 15, 42).
È lezione programmatica per noi che, figli del nostro secolo, tendiamo a
materializzare lo spirito umano, a sottometterlo al dominio del piacere e al
regno dei sensi, facendo della carne una tentazione e un principio opaco e
illusorio di corruzione, mentre la Madonna Assunta ci dà la visione della
spiritualizzazione della carne, facendola risplendere nel regno della purezza e
della bellezza, quasi invitando pure noi a ridare anche alla parte corporea del
nostro essere, la sua dignità ed il suo titolo, cioè la vera mondizia, a
riacquistare l’immortalità sovrumana della risurrezione e della vita eterna.
Discorso che l’opinione del mondo potrebbe accusare di irrealtà, quasi voce di
sogno, o fuori moda, tanto la decadenza del pubblico costume predica e professa
il contrario. Procuriamo, se abbiamo senso cristiano, di restituire al corpo la
sua vera nobiltà, che lo spirito anima e rinvigorisce, e, se occorre, castiga,
per assicurargli il traguardo dell’eterna e felice risurrezione.
Maria Assunta ci dia il gusto della purezza fisica e della spirituale bellezza.
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