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PAOLO VI
ANGELUS
DOMINI
Domenica, 15 ottobre 1972
Sopra un fatto recente e non marginale, che riguarda voi, Romani, figli nostri
carissimi, e noi personalmente, vogliamo dirigere l’intenzione della vostra
odierna preghiera; ed è la nomina di Monsignor Ugo Poletti a nostro Pro Vicario
Generale per il ministero pastorale nella Diocesi di Roma, di cui noi - diciamo
con trepidazione - siamo il Vescovo, per volere del Signore e per designazione
della Chiesa. Monsignor Poletti succede al caro e compianto Cardinal Dell’Acqua,
morto improvvisamente, come sapete, nello scorso agosto, a Lourdes, dove egli
guidava il pellegrinaggio romano; e al nuovo Pro Vicario si devono ora rivolgere
gli animi di tutti quanti per nascita, o per dimora, o per ufficio hanno la
fortuna di appartenere a questa Chiesa locale dei Santi Pietro e Paolo,
privilegiata perciò per la sua tradizione apostolica e per la sua missione di
corifea nella carità della Chiesa cattolica. Rivolgere, diciamo, con sentimento
di fede e di pietà, per scoprire nella funzione del nostro Pro Vicario, il
cardine dell’unità cristiana, che fa d’una comunità ecclesiale, com’è quella
romana del nostro tempo, così numerosa, così varia ed eterogenea, così ricca di
istituzioni e di anime buone e sante, e insieme tuttora così bisognosa di
fedeltà e di attività e di sviluppo, il corpo mistico locale di Cristo.
Noi vorremmo che voi tutti aveste da avvertire l’importanza di questo ministero
pastorale, più che mai convinto, dopo il Concilio, e di null’altro desideroso
che d’essere a vostro servizio nella guida, nell’edificazione, nel dono di sé a
favore di tutti e d’ognuno; e nello stesso tempo vorremmo che tutti ed ognuno di
voi aveste a concorrere alla costruzione spirituale, morale ed anche materiale
(dove la necessità si manifesta) della nostra e vostra Chiesa Romana.
Sarebbe per noi, e per chi con noi condivide la responsabilità della cura
pastorale di questa avventurata diocesi, di grande conforto sapervi tutti
solidali in questo intento amoroso, in questo sforzo concreto per dare a Roma un
volto degno della sua storia migliore, della sua religiosa missione, un volto
nuovo quale lo reclamano i suoi immensi bisogni: la gioventù, gli anziani, i
lavoratori, gli ammalati, i baraccati, i poveri, i fratelli fuorviati e
dissenzienti, e tutti i buoni e bravi cittadini per essere sempre tali.
Aiutateci, Romani, a «camminare insieme nella carità»!
Invochiamo ora a tal fine la Madonna, la «salvezza del Popolo Romano».
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